lunedì 11 aprile 2016

La Clausola del Welfare nella Costituzione Americana - IL GRANDE TRADIMENTO (The Great Betrayal)

Per la prima volta tradotta in italiano.
Si ringrazia il curatore MASSiMO GUERRIERI  anche per la gentile concessione.

IL GRANDE TRADIMENTO (The Great Betrayal)
La Clausola del Welfare nella Costituzione Americana

ORIGINALE QUI

      
Pubblicato dalla Commissione Nazionale per la Riforma Giudiziaria - P.O. Box 1105 Staunton, Virginia 24401

Prima edizione - 1991 Eustace Mullins
___________________________________________

Traduzione curata da Massimo Guerrieri

La diffuzione di questo documento e libera. Alterazioni o combiamenti del testo non sono permessi.

In parentesi [], note e precisazioni del traduttore.
___________________________________________

Video - Introduzione a Eustace Mullins | M. Guerrieri
___________________________________________

NOTE SULL'AUTORE

            Per quasi mezzo secolo, Eustace Mullins ha ricercato e scritto di questioni giornalistiche di interesse nazionale. Per ogni argomento trattato, Mullins propone un punto di vista unico e personale mai influenzato da alcuna influenza di ordine politico o economico. Nato in Virginia, è diretto discendente di William Mullins, uno dei firmatari del Mayflower Compact, il primo codice di governo scritto nel Nuovo Mondo. Ha servito per trentotto mesi l'Aviazione Americana durante la II Guerra Mondiale. Ha studiato alle università di Washington, di Lee, dell'Ohio, del North Dakota; all'Istituto di Arte Contemporarea e alla scuola delle Belle Arti di San Miguel de Allende, in Messico. Il nome, Eustace, in aramaico, la lingua parlata da Gesù Cristo, significa "Giustizia di Dio uguale per tutti". Il suo lavoro di ricerca è stato possibile grazie agli insegnamenti del poeta Ezra Pound, tra i cui allievi si trovano altri quattro imminenti nomi della letteratura come William Butler Yeats, James Joyce, Ernest Hemingway, e T.S. Eliot, insigniti poi del Premio Nobel per la letteratura. Eustace Mullins è stato anche allievo di George Stimpson, fondatore del National Press Club di Washington, che fu il giornalista più rispettato a Washington negli anni ‘50-‘70. Lavorò infine con H. J. Hunt, uomo d'affari e patriota che si adoperò per tutta le vita alla ricerca del buon governo. In memoria di Ezra Pound, Mullins fondò nel 1972, l'Istituto della Civiltà, con lo scopo di continuare il lavoro pionieristico del poeta in letteratura ed economia.

Eustace Mullins



PREFAZIONE

            Questa è la storia del Grande Tradimento. Nel corso del XX secolo, gli americani si sono come assuefatti e sono diventati insensibili, alle continue accuse, le testimonianze e le audizioni pubbliche che hanno interessato i ripetuti tradimenti della nostra Repubblica. Perché ci sono stati così tanti piccoli tradimenti, invece di un unico grande tradimento? La storia di questo secolo ha confermato la forza dell'ammirevole concezione di Stato che i Padri Fondatori concepirono. Essi inclusero nella Costituzione così tante salvaguardie, precauzioni e protezioni, per garantirne la sicurezza a vantaggio delle generazioni successive, in maniera tale che nessun atto singolo di cospirazione avrebbe potuto distruggerla. Né Benedict Arnold [generale della guerra di rivoluzione, poi condannato per alto tradimento], né Franklin Delano Roosevelt, agendo da soli, non importa quanto premeditato potesse essere l’alto tradimento, avrebbero potuto indebolirne la sua solidità. Così come, nemmeno i barbari Thuggees [gangs indiane], avrebbero potuto prendere possesso della nostra cultura senza combatterla a lungo. Per questo motivo il processo di tradimento si è protratto per un periodo di diversi anni.

La Costituzione americana
            Nel ricostruire tale processo il sottoscritto ha dedicato una cinquantina di anni di ricerca, cercando di individuare la "Chiave Dorata della Distruzione”, che ha avuto la capacità mortale di determinare la terribile situazione nella quale ci troviamo oggi. Il nostro Colosso di Libertà, così abilmente costruito, ha tenuto alla larga i cani ringhiosi e le porcherie dei nostri nemici per un tempo considerevole, ma inevitabilmente, in una fase di difficoltà, si è arrivati al momento struggente quando la lama si è infilata nel cuore della nazione. Durante questi decenni, chi scrive, come Sherlock Holmes, si è prodigato alla ricerca delle prove, cercando la documentazione dei crimini perpetrati dal nemico contro di noi. C'era materiale più che sufficiente per tenermi occupato per molti anni, con sempre nuovi elementi di prova, aggiungendo giorno dopo giorno nuovi elementi del puzzle utile al completamento di un quadro più completo. Man mano che l'insieme delle prove si facevano sempre più voluminose, il loro progetto diveniva sempre più chiaro, fino a che, alla fine, mi resi conto che ero sul punto di rivelare l'apostasia di coloro che hanno dedicato la vita al fine di distruggere la Repubblica Americana. Ho trovato quest'ultima e più schiacciante prova, non in qualche oscuro protocollo dei cospiratori, nascosto in qualche recesso polveroso, ma nei nostri Archivi Nazionali. Il segreto è stato trovato proprio nel testo più sacro la Costituzione degli Stati Uniti d'America. Questa scoperta significa forse che nel profondo delle disposizioni della Costituzione i Padri Fondatori avevano, o per ignoranza, o forse per errore, incluso qualche frase nascosta tale che questa potesse essere il tallone d'Achille del nostro paese? Niente affatto. Se i Padri Fondatori avevano commesso un errore, era quello di essere stati troppo zelanti, perché fecero di tutto per essere sicuri che nessuna porta fosse stata lasciata aperta, nessun aspetto fosse lasciato incustodito, per prevenire l'azione delle vipere che, lavorando dall'estero o dall'interno del paese, non avrebbero esitato a porre fine alla Repubblica, dando un colpo mortale all'esperimento più nobile per l'uomo che si chiama Libertà. Nella Costituzione, ci sono poche frasi che, nonostante gli sforzi frenetici di demagoghi e rinnegati, potrebbero essere mal interpretate. Tuttavia ho trovato nel Preambolo della Costituzione, una frase che riflette la più alta aspirazione del Padri Fondatori, una frase che appare ancora nell'Articolo 1, Sezione 8. Sarebbe difficile interpretarle in maniera ambigua tale da dare adito ai demagoghi e tuttavia questo è ciò che avvenne. Attraverso questo libro abbiamo un duplice scopo, da un lato, spiegare come uomini spietati usarono queste parole per promuovere il loro grande complotto contro l'America; dall'altro, analizzare le strategie che loro utilizzarono per sovvertire il vero significato di “general Welfare” come chiave di volta per il loro Stato Sociale negli Stati Uniti. Fu dai poteri derivati di questo complotto che iniziò da parte di costoro ciò che, in maniera confidenziale ed affettuosa, chiamano "Nuovo Ordine Mondiale''.

La bandiera americana



INTRODUZIONE

            Questa monografia originariamente intitolata "Mullins sulla Clausola di Benessere Generale della Costituzione degli Stati Uniti" fu originariamente presentata come parere legale, in occasione dell'ottantesimo anniversario della Scrittura Segreta del Federal Reserve Act, al Jekyll Island Club, Jekyll lsland, Georgia, USA, nella Camera Federale, all'incontro di Lawrence Patterson Financial Strategy Organization, sezione "Criminal Politics", il 1 febbraio del 1991.



INDICE

Capitolo I
- Jefferson e/o Hamilton … 1-2

Capitolo II
- Lo Stato Sociale [Welfare State] … 3-4

Capitolo III
- La Costituzione … 4-6

Capitolo IV
- Lo Stato Sociale come Organizzazione Criminale … 6-8

Capitolo V
- Questa Onorabile Corte … 8-10

Capitolo VI
- Il Futuro dell'America … 10-11



Video 1. "The Great Betrayal" di E. Mullins | M. Guerrieri
_______________________________________________________________________
La grande crisi USA del 1929


Capitolo I - Jefferson e/o Hamilton

    Nel corso degli ultimi cinquant'anni, ho trovato un filo conduttore ricorrente grazie alle prove che ho accumulato in riferimento le influenze nascoste che hanno lavorato per distruggere la nostra nazione. Questo filo conduttore è ricorrente nella storia del popolo americano. Questo lo si ritrova nella contrapposizione degli ideali tra due uomini, Thomas Jefferson e Alexander Hamilton, che nel corso della loro carriera politica ebbero due orientamenti divergenti di pensiero, in relazione al conflitto inconciliabile, e ancora irrisolto, tra coloro che credono nel popolo degli Stati Uniti, pensiero di Jefferson [per cui ogni individuo nasce libero e sovrano], e coloro che credono solo nelle macchinazioni sfrenate e nascoste di una certa oligarchia, pensiero di Hamilton [che era inglese e si curava di più degli interessi della Banca d'Inghilterra che degli Stati Uniti d’America]. Nel mio primo lavoro "Mullins sulla Federal Reserve," ho discusso le forze opposte che rappresentarono questi due uomini e l'influenza che queste hanno avuto nella storia della nazione. Queste diverse contrapposizioni di pensiero divennero evidenti, durante la scrittura vera e propria della Costituzione nel 1787 a Philadelphia. L'Articolo 1, Sezione 8, tratta molti dei punti su cui Jefferson e Hamilton discussero a lungo. Uno dei più importante è la norma che recita: "Il Congresso avrà le seguenti attribuzioni: imporre e riscuotere le tasse, imposte di bollo, dazi sulle importazioni e imposte indirette, pagare il debito pubblico e provvedere alla difesa comune e al benessere generale degli Stati Uniti…”

            Questa questione divenne cruciale, dopo l'adozione della Costituzione da parte degli Stati, quando Alexander Hamilton cercò di costituire una nuova banca centrale, la Banca degli Stati Uniti. Thomas Jefferson, in una brillante disquisizione, analizzò i principali argomenti contro la sua apertura. Il coraggioso discorso Jefferson però non impedì il prevalere delle forze provenienti dall'Europa che furono determinati e la prima banca centrale degli Stati Uniti fu instaurata [1791-1811]. In seguito [la licenza fu concessa per soli 20 anni] la banca non fu più autorizzata ad operare [Madison non rinnovò il mandato] e questo causò alla guerra del 1812. Così facendo i banchieri europei costrinsero il popolo americano ad accettare una banca centrale così come la volevano loro. Una seconda Banca degli Stati Uniti nacque poi sotto gli auspici di Nicholas Biddle, a Filadelfia, che agiva come agente per i Rothschild d'Europa. Questa seconda banca [1816-1835] ebbe il suo Waterloo, quando il Presidente Andrew Jackson, patriota di fuoco la chiuse cosa che portò alla immediata rappresaglia dei banchieri d'Europa e alla crisi finanziaria nota come il Panico del 1837.

            La lotta tra le forze rappresentate da Alexander Hamilton e quelli rappresentate da Thomas Jefferson, andò avanti e indietro per tutto il XIX secolo, favorendo prima una fazione, poi l'altra [Ogni Stato aveva molte banche che spesso operavano indipendentmente l’una dall’altra. Solo nel 1913 con la Federal Reserve Bank si giunse alla creazione di una banca centrale, privata ed indipendente dal governo sul modello hamiltoniano della Banca Britannica]. Tuttavia, subito dopo la guerra civile, i fautori del sistema monetario di Hamilton guadagnarono terreno grazie alla creazione di grandi società. Furono proprio le stesse forze che, anni dopo, pianificarono il panico del 1907, a cui seguì la chiamata del popolo americano per la costituzione di una banca centrale, che portò alla creazione, fuorviate e truffaldina, della "Federal Reserve Bank".


                   

                  Il Poeta Ezra Pound
                    “Le guerre sono fatte per creare debito”

Nel 1948, il poeta Ezra Pound, allora detenuto come prigioniero politico dal governo degli Stati Uniti, mi erudì circa le macchinazioni dei banchieri della Federal Reserve. Da allora ho dedicato quasi mezzo secolo documentando queste attività, con la speranza che quando il popolo avesse avuto tali informazioni, avrebbe preso provvedimenti correttivi attraverso i poteri sanciti dalla Costituzione. Tuttavia, mentre ero intento in questo lavoro estenuante di ricerca, non mi ero reso conto che i banchieri erano del tutto consapevoli di adottare il sistema monetario Babilonese, che prevede appunto la creazione di una banca centrale e che questa non sarebbe passato inosservato per sempre. Cosicché prudentemente misero a punto una seconda strategia hamiltoniana, per ciò che è contemplato nell'Articolo 1, Sezione 8 della Costituzione. Questa strategia permise ai cospiratori di avere ancora più forza e profitti. Ci riferiamo in particolare a quanto scritto nel Preambolo della Costituzione e alle parole “benessere generale degli Stati Uniti."


            Il linguaggio insito in questa disposizione è cruciale. Per una cinquantina d'anni, c'è stato comune accordo nel popolo americano che la Costituzione prevede "il benessere generale del popolo degli Stati Uniti ". Tuttavia, questo non è mai stato il vero significato che la Costituzione orginaria prevedeva. L’espressione “benessere generale degli Stati Uniti" era riferita alla conservazione compatta degli Stati, che è espressamente redatta dalla Costituzione. Il benessere del "popolo degli Stati Uniti" è stato ed è ancora, riservato agli Stati singolarmente. Ogni cittadino americano è un cittadino del proprio Stato che a parte degli Stati Uniti. Questo Stato è il firmatario della Federazione degli Stati, contemplati nella Costituzione che formano gli Stati Uniti d'America. Non vi è quindi alcuna disposizione per gli "Stati Uniti" di intervenire direttamente in merito a qualsiasi cittadino, perché gli Stati Uniti non hanno né persone, né cittadini. Solo uno Stato [preso come singolo] ha persone e cittadini.

            Fu proprio la possibilità di reinterpretare questa disposizione della Costituzione, nota come "clausola generale di benessere" che dette ai cospiratori, nel corso degli ultimi sessanta anni, la possibilità della creazione di nuovo concetto di Welfare. Questa nuova interpretazione si basa appunto sul precetto che è lo Stato, attraverso il governo di Washington che si assume la responsabilità del benessere personale di ogni cittadino, usurpandolo quindi agli Stati. Questo alla fine ha creato quel sistema totalitario, ora presente a Washington, che dirige po' tutte le attività quotidiane dei cittadini. Non solo non c'è mai stata alcuna base giuridica per tale interpretazione, ma il linguaggio della Costituzione, nelle disposizioni lungimiranti dei Padri Fondatori, aveva espressamente cercato di prevenire un'evenienza del genere. Nel corso degli anni questo nuovo concetto di Welfare che è stato rafforzato con la creazione della Federal Reserve attraverso la quale la nazione è precipitata ancora di più sotto il controllo ferreo dello stato federale. Questo gigantesco edificio è niente più che una Torre di Babele moderna, con aspirazioni più grandi ed impressionanti di quella originale e costruita con identici obiettivi da coloro che vogliono controllare ogni azione del cittadino americano.

La grande crisi americana degli anni 1930



            Come hanno fatto i cospiratori a mettere in atto una tale calamità? Come sempre, preparando il terreno e tramato in maniera da rendere un tale epilogo inevitabile. Il mezzo che utilizzarono fu il crollo del mercato azionario del venerdì nero nel 1929, seguito dalla Grande Depressione. Disastro economico questo, a cui si poteva facilmente porre rimedio in pochi mesi, ma che i cospiratori, validamente coadiuvati dal loro manager, il Presidente Franklin Delano Roosevelt, prolungarono dal 1931 fino a Pearl Harbor nel 1941. Durante questo periodo la Federal Reserve di concerto con le banche centrali Europee, mantenne i metodi hamiltoniani nella gestione della monetaria, impedendo così qualsiasi ripresa economica. Come è stato fatto? Questo fu possibile per l'intervento del Federal Reserve Board of Governors. Questa commissione di banchieri ha la capacità di controllare giornalmente il prezzo del denaro, la quantità emessa, il tasso di interesse, i prestiti ed i depositi bancari. Allo stesso tempo un altro comitato, il Federal Reserve Open Market Committee, operò ad un altro livello vendendo sul mercato azionario milioni di dollari di titoli di Stato creati dal nulla, generando grandi guadagni a breve per la Federal Reserve. [Il F.B.G. e il F.R.O.M.C. sono ancora attivi oggi ed operano nello stesso modo]. Così facendo si arricchirono a dismisura rafforzando il potere politico, consegnando gli americani nelle mani di quel nuovo veicolo nazionale di eterna schiavitù chiamato Welfare.



La spia comunista Elger Hiss,
braccio destro del Pres. Roosevelt

            In realtà il programma del Welfare, chiamato​​ "New Deal", non fu mai presentato da Roosvelt con la sua voce acuta e tremolante in maniera chiara. Sotto sotto si trattò di un programma funzionale agli interessi della vecchia aristocrazia. Attraverso la radio Roosevelt assicurò che il "New Deal" sarebbe stato a loro vantaggio. I suoi discorsi radiofonici infuocati entrarono direttamente in ogni casa americana. Ben presto gli americani scoprirono cosa era veramente. Fin dall'inizio, fu come il pugno di ferro infilato nel guanto di velluto. Il New Deal consegnò dispense di ogni tipo. Furono creati dal governo nuovi posti di lavoro ma in ogni caso, furono lavori inutili e deliberatamente inventati per garantire che non ci fosse concorrenza con le imprese dei cospiratori. Come azione propagandistica le eccedenze alimentari, invece di essere distrutte per tenere alti i prezzi a vantaggio dei brookers, furono consegnate a famiglie bisognose. Furono poi costituiti i Civilian Conservation Corps, riprendendo il modello ideato nella Gioventù hitleriana nella Germania Nazista e i Fasci Littori di Mussolini, in Italia. Infatti, l'idea del New Deal, fu promossa da Gerard Swope, il quale orgogliosamente sottolineò che l'idea era stato presa direttamente e sul modello dei Fasci Littori. Il New Deal divenne rapidamente il nuovo stato corporativo eretto sulle ceneri della Costituzione. Per istituire leggi totalitarie gruppi di demagoghi e traditori arrivarono a Washington da ogni dove. Molti di loro erano spie del partito comunista o esponenti di destra; altri, agenti di bell'aspetto dei banchieri internazionali usciti fuori da scuole prestigiose. Vestiti con abiti di marca ed indottrinati con principi dell'élite internazionale. I nuovi agenti del New Deal facevano parte di tre categorie diverse e disomogenee tra loro. Potevano venire dal mondo della finanza, dalla politica sinistroide, auspicando rivoluzioni mondialiste, dal partito fascista o dai movimenti più reazionari. Un tipico esempio fu il caso dell'allampanato tecnocrate Alger Hiss, [fondatore del’O.N.U.], confidente personale di Roosevelt, poi presidente della prestigiosa Fondazione Carnegie, Endowment for International Peace, fondata dai repubblicani Dwight D. Eisenhower e John Foster Dulles.

            Roosevelt, leader del New Deal task force, era un uomo notevole, che come il suo predecessore Woodrow Wilson, era stato allievo del faccendiere internazionale il colonnello Edward Mandel House [agente Rothschild]. Roosevelt crebbe con il tradizionale cucchiaio d'argento in bocca. Il cucchiaio fu fornito dal nonno, Warren Delano, uno dei commercianti di oppio più importanti di Hong Kong. Sebbene Roosevelt non partecipò mai in prima persona al commercio mondiale della droga, allo stesso tempo non ostacolò mai coloro che ne traevano vantaggio, così come non si curò affatto di verificare da dove proveniva il denaro che gli garantiva uno stile di vita così opulento. Raramente partecipò ad episodi di spionaggio per conto della Russia Sovietica e del Partito Comunista, ideologia che era diventata dominante del New Deal a Washington. Gran parte del successo Roosevelt lo deve ai suoi compagni di partito Alger Hiss e Bella Moskovitch. Quest'ultima fu infatti l'architetto invisibile della sua ascesa alla Casa Bianca. Fu grazie alla Moskovitch che da un povero miracolato, amabile aristocratico handicappato in sedia a rotelle che non aveva mai lavorato in vita sua grazie ai proventi della droga, si trasformò in un politico vigoroso ambizioso di bell'aspetto, che successivamente, ancora più miracolosamente, con l'inizio della II guerra mondiale, divenne il leader del "Free World". Il giorno prima dell'inaugurazione di Roosevelt, la Moskovitch fu privata del suo momento di trionfo cadendo giù per le scale. Non fu mai appurato se questo fu uno di quegli incidenti tanto cari ai cospirazionisti. Il fatto non fu mai indagato. Al posto della Moskovitch, come capo del gruppo di spionaggio di Washington, fu prontamente messo un rivoluzionario ancora più subdolo e poco raccomandabile, un emigrante viennese, di nome Felix Frankfurter. Questi fu a capo del gruppo di spionaggio comunista Harold Ware e denunciato poi, proprio dal cugino di Roosevelt, come il più pericoloso comunista in America.

Crisi economica USA 


            Negli anni 1930, Frankfurter con i suoi protetti, aprì molte agenzie del nuovo Welfare conosciute come "i piccoli Weenies" o “Happy Hot Dogs". Questi burocrati operarono prima di tutto sotto le direttive del Partito Comunista del Lavoro. Si dedicarono alla costruzione del nuovo Welfare, che nella realtà portarono alla dissoluzione della Costituzione degli Stati Uniti, delle protezioni previste dai Padri Fondatori contemplate nella Costituzione e delle libertà dei cittadini degli Stati Uniti. Il risultato fu che, da quel momento in poi, gli americani ebbero a che fare con agenti governativi. Burocrati che si rifiutavano di riconoscere i diritti fondamentali degli individui e tutti coloro che disobbedivano venivano perseguiti con la forza. I poteri dei federali, della polizia statale e comunale, dei tribunali, e della Guardia Nazionale sarebbero entrati in gioco al fine di far rispettare legge del Welfare. Naturalmente questo fu il primo passo di ciò che oggi chiamiamo "Nuovo Ordine Mondiale''. Sono molto timidi nel descrivere questa nuova entità, ma nelle rare occasioni in cui lo fanno ne rivelano alcuni aspetti eccitanti della sua esistenza e sono pronti a ricordarci che esso si basa sull’imposizione della forza. Il Nuovo Ordine Mondiale non si cura affatto del cittadino americano che non intende rispettare i suoi ordini dittatoriali.



Capitolo II - Lo Stato Sociale [Welfare State]

            Ora che abbiamo detto addio alla Costituzione e accettato, anche se con riluttanza, il nuovo Welfare, possiamo argomentare che, nonostante la scarsa dedizione dei suoi agent, il Welfare in sé, non sarebbe stata una cattiva idea, se applicato in maniere equa e corretta. Questa speranza però finisce dopo il primo incontro con qualsiasi di questi burocrati, sia che operino in ambito locale, statale, o nazionale. Questi funzionari sono addestrati per operare tutti nello stesso modo. In primo luogo, non sono particolarmente interessati a capire il problema in questione. Per loro tu sei il problema. Da qualche parte nei loro regolamenti ci sono le istruzioni su come risolvere il problema in dettaglio e di cosa possono fare con voi. Si può essere inorriditi nello scoprire che questa "soluzione" può non avere alcun rapporto diretto col problema, che può essere devastante ed una volta presa non ci può più tornare indietro. La soluzione più pratica è quella di sdraiarsi e lasciare che il rotolo "Juggernaut" cada su di noi e con le sue grandi ruote ci schiacci le ossa. Quindi ci si deve chiedere, ma che cosa significa Welfare?

            La comprensione della storia del Welfare rivela che questo, nelle origini, non fu progettato necessariamente per funzionare in questa maniera sadica. Durante l'alba della civiltà e nelle epoche delle grandi culture sviluppati successivamente in Egitto, Grecia e Roma, il Welfare non c'era. Non esisteva assistenza sociale a favore di poveri e disoccupati. Solo i dipendenti governativi ne godevano in qualche caso. Le condizioni economiche in quelle culture escludevano questo aspetto, che è sempre stato considerato come estraneo alla società. Lo struttura dello Stato, in quei secoli, era un edificio riconoscibile e manifesto. Nello Stato tutti lavoravano e lo sostenevano. Facevano eccezione, le produzioni e apparati governativi, vale a dire, il governo centrale che, nella maggior parte dei casi, era una monarchia o di un impero. Ora la ruota della fortuna ha completato il suo giro e siamo tornati a quel concetto classico che tutto e tutti appartengono allo Stato, dove i monarchi o gli imperatori scomparsi sono sostituiti da funzionari manipolatori del Welfare [Washington].

            Le civiltà classiche non avevano il concetto di "pubblico". Infatti non avevano nessuna parola nella loro lingua per indicare tale pratica. Il Welfare trasse la sua origine tra le genti nordiche, conosciute come Vichinghi e ritratti nella storia popolare e nella letteratura come pirati assetati di sangue. Anche il dizionario inglese Oxford ci dice che non esiste la radice latina o greca per il termine "welfare" e questo perché, appunto, non hanno mai immaginato un tale sussidio. Sono stati i popoli nordici che ci hanno passato il concetto di "welfare". Esso deriva dalla parola norrena “velferd” [che significa welfare], che appare in derivazioni successive nelle lingue svedese, tedesca e danese. Che cosa significa velferd in antico norvegese? Significa, "addio". Un significato secondario è "buon umore", desiderato per te per coloro a chi vuoi bene. E, infatti, il significato originale di welfare vale ironicamente ora per le libertà personali del popolo americano. Con il welfare gli americani, hanno detto addio alla libertà personale, addio alla proprietà privata e addio al proprio futuro e sono costretti a vivere in una società di welfare burocratica e con sempre più limitate libertà' personali. Il singolo non può avere domani in uno Stato in cui non riesce a costruire il proprio futuro per sé, per le sue proprietà e per i suoi eredi. E se il cittadino non ha futuro allora prima o poi questo Stato inevitabilmente cadrà. Se questo è il caso, perché i manipolatori del Welfare sono intenti a salvaguardarlo nei suoi poteri fantastici? Lo tengono in piedi traendone vantaggio proprio perché il Welfare è il loro veicolo, lo strumento con cui essi possono rubare, saccheggiare e schiavizzare le loro prede. Così i manipolatori, anche se sono consapevoli del fatto che gli Stati Uniti non ha futuro, sono determinati a mantenere il Welfare come mezzo di oppressione di tutte le persone.

            Questo stato vizioso di oggi è in tutta evidenza la degenerazione dell'antico concetto nordico di Welfare, che ha avuto origine nella scienza sociale con l'intento che nessuno dovesse soffrire la fame nel momento in cui ci fosse cibo a sufficienza da condividere. Ma c'è anche la parola "generale" nella frase "benessere generale" nella Costituzione. La parola generale da "genere", che significa una classe, un tipo o di una razza, in contrapposizione al cittadino preso singolarmente. Ora, il benessere generale include tutti i cittadini e non gruppi di individui accuratamente selezionati. Come vedremo il Welfare non intende il benessere per tutti, ma solo per alcuni individui o gruppi scelti con cura, che saranno i soli ad usufruire dei vantaggi, ma solo se ricadono nei criteri di selezione. Prima di tutto il soggetto ne è sottomesso [nel senso che è obbligato a seguire una particolare procedura e non ha alternative]. In secondo luogo, i criteri di selezione possono essere di ordine economico, etnico o religioso. Infine, una persona può rientrare nei criteri di selezione, ma essere respinta perché non piace al burocrate di turno o perché lo stesso non sa la legge o la interpreta in maniera errata. Tali aspetti non possono essere considerate critiche nei confronti del Welfare, perché la funzione primaria è quella di applicare le leggi. Queste norme sono talvolta molto rigide e dipendono dall'interpretazione dei funzionari. Questo non è ingiusto in sé o fatto con malizia, è solo il risultato dell'ingiustizia e dell'inefficienza insita nel concetto di Welfare.

Disoccupati americani 1929
            Nei primi anni degli Stati Uniti come Repubblica indipendente, la condizione dei poveri e senza fissa dimora non era mai stata considerata una questione di interesse nazionale. Questo aspetto era stato riservato ai singoli Stati che potevano gestire la cura dei bisognosi come meglio credevano. Questo precetto legale non è mai stato modificato. Non di meno, all'inizio del New Deal di Roosevelt, le parole "general Welfare" erano ancora nel preambolo della Costituzione, Articolo 1, Sezione 8. Fu forse lo stesso Frankfurter, durante la di presidenza alla Harvard, dove si dava delle arie come esperto di legge, che per primo si rese conto delle potenzialità insite in questa frase.



I Padri Fondatori
[4 luglio 1776 – Come recita la Dichiarazione d'Indipendenza, questi uomini hanno rischiato "la propria vita,
le proprie fortune e il proprio onore per un ideale e cercano di creare non solo una nazione nuova ma un Mondo Nuovo".]


            Non importa che la le parole usate non recitino esattamente "benessere del popolo degli Stati Uniti" [ovvero “general welfare for the citizes of the United States"] o che questo aspetto fosse riservato al potere del singolo Stato. Frankfurter e altri "cervelli legali" dedicarono la loro vita alla reintepretazione delle parole "general Welfare". Il fatto che il termine “general welfare degli Stati Uniti" nella Costituzione sia preceduto dalla frase "per la difesa comune" fu ampiamente dimostrato che questo si riferiva effettivamente all’entità nazionale e non al singolo qualsiasi cittadino, che era invece la sua interpretazione corretta. La legislazione quindi venne interpretata per portare alla creazione di un esercito permanente per la difesa comune per mantenere il welfare degli Stati Uniti. Al contrario, qualsiasi atto legislativo con ha lo scopo di premiare o compensate un particolare individuo o gruppo è in violazione della Costituzione e non può essere mantenuto.

            Le basi legali per questa interpretazione giuridica sono impressionanti, sebbene molti dizionari legali, non contemplano il termine "welfare". Dizionario di Black Law cita senza commenti pro e contro. Il Webster, l'autorevole Oxford e altri dizionari non ne parlano. Nella Dichiarazione di Indipendenza, non troviamo né il termine "welfare", né "general welfare". Al contrario, la Dichiarazione di Indipendenza cita il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità. Inizialmente, i Padri Fondatori non ritennero necessario fare alcun riferimento specifico ai diritti degli individui, perché il documento aveva lo scopo di indicare le sole attività di una entità nazionale, gli Stati Uniti. Quando George Mason si rifiutò di firmare la Costituzione perché la legge non contemplava i diritti individuali, si decise di aggiungere alla Costituzione un appendice, la Carta dei Diritti [Bill of Rights]. Tuttavia, nella Carta dei Diritti non fu precisato alcun riferimento al diritto del cittadino a ricevere welfare da parte del governo nazionale. Perché i Padri Fondatori non inclusero tali disposizione se il welfare era così importante? Perché il governo nazionale può legiferare solo per le attività di interesse nazionali. Quindi la Costituzione interviene nella regolamentazione della politica estera, il diritto di emettere moneta e altre prerogative della sovranità nazionale. I problemi dei cittadini individuali sono una questione di sovranità dello Stato singolo [e non di governo di Washington].

            Il processo che ha portato al Welfare e che di fatto abrogò la sovranità dei singoli Stati, iniziò con la conclusione della guerra civile [1865]. Il "general Welfare" non è applicabile ai singoli individui. Come abbiamo sottolineato in precedenza, generale, si riferisce alla gruppo, classe, o razza e non all'individuo. Nonostante il significato di welfare fosse chiaro, poco prima della guerra civile, i politici iniziarono a lanciare sguardi avidi alla vista allettante dei diritti individuali. Gli avvocati di nuove grandi multinazionali, che ben presto divennero politici a livello nazionale, iniziarono ad inveire contro le iniquità dei ricchi, con i loro palazzi baronali a Newport, il consumo vistoso, che divenne il bersaglio di economisti come Thorstein Veblen, che si battevano contro le ingiustizie commesse dal datore di lavoro sui dipendenti. Col senno di poi, possiamo vedere che ciascuno di questi obiettivi apparentemente buoni all'inizio divennero poi una maniera per controllare la classe media emergente, le ingiustizie politiche ed economiche che sino ad allora avevano interessato la classe più povera.

            Sebbene l'imposta sul reddito, fosse l'obiettivo di questi carrieristi corrotti del welfare, anche il lavoro minorile fu un bersaglio preferito. All'alba del XX secolo, la condizione dei minorenni lavoratori negli Stati Uniti era una vergogna nazionale. Nel 1904, c'erano due milioni di bambini lavoratori negli Stati Uniti. Nel 1991, nonostante una ampia legislazione per correggere questa situazione, abbiamo ancora due milioni di bambini lavoratori negli Stati Uniti. Sebbene le loro condizioni di lavoro non siano così difficili come nel 1900, non possiamo ignorare il fatto che essi svolgono compiti noiosi e ripetitivi con bassissima retribuzione, aspetti che i carrieristi del Welfare chiamano "formazione professionale".

            Uno dei primi tentativi da parte del governo nazionale di affermare i suoi poteri nell'ambito del Welfare del lavoro minorile venne con la legge sul Lavoro Infantile del 1916, il Keating-Owen Bill. L'8 giugno 1918, la Corte Suprema dichiarò che la legge era incostituzionale. (Hammer v. Dagenhart, 247 US 251). Questa decisione scoraggiò il governo nel legiferare in materia di Welfare, fino alla crisi che si ebbe con la Grande Depressione, che dette a Franklin Delano Roosevelt l'opportunità di adottare una legislazione di emergenza. Fin dall'inizio, la costituzionalità dichiarata di questi atti era la clausola del "welfare" della Costituzione. A quanto pare, risultò evidente che durante le discussioni a Washington sul "general Welfare", né i fautori, né gli avversari, avevano mai letto la Costituzione e la sua inapplicabilità ai singoli individui o gruppi. I carrieristi di welfare nell'ansia di ottenere velocemente la legge desiderata ne impedirono la discussione. Infatti, se la discussione ci fosse stata in luce alla Costituzione, la legge sul Welfare non sarebbe mai stata approvata.


__________________________________________________________________________________________

Video 2. "The Great Betrayal" di E. Mullins (seconda parte) | M. Guerrieri
__________________________________________________________________________________________


Capitolo III - La Costituzione

            La Costituzione americana fu il risultato di un movimento conosciuto come Costituzionalismo moderno, un movimento politico che si basa sul concetto legato alla dignità dell'uomo e dei diritti del singolo. Come tale, è stato la naturale risposta umana agli eccessi imposti all'umanità durante cinquemila anni di storia precedenti, durante i quali le popolazioni avevano sofferto del dispotismo all'orientale, o le monarchie assolutiste europee, o rivoluzioni dittatoriali. Non importa se i tiranni dichiaravano di essere repubblicani, democratici o monarchici, nelle piazze delle città correva sangue umano. Come risultato di queste atrocità, i sopravvissuti puntarono su una politica di sviluppo, chiamato Costituzionalismo, con un duplice obiettivo. In primo luogo, si cercò di limitare i poteri del sovrano, e in secondo luogo, di condividere [tramite il voto] il buon governo. Attraverso la storia, il costituzionalismo moderno ha sottolineato come il consenso popolare fosse il suo obiettivo primario, fatto questo che è raramente menzionato nelle nostre università. I professori universitari, che per loro natura sono autocratici, infatti vogliono la massima disciplina in classe, e tendono ad essere affascinati più dai dittatori e dai signori della Guerra più che da quei governanti che amabilmente auspicano un governo felice, prospero, senza oltraggi, massacri o guerre di aggressione.

            Il Costituzionalismo moderno si oppone sempre all'uso della forza di governo. In contrapposizione a questo concetto, vi fu quello dell'Illuminismo [gli ILLUMINATI furono i veri ispiratori della rivoluzione francese e probabilmente anche quella Americana] fu chiamato, Contratto Sociale. Il Levitano, Thomas Hobbes [1651] sostiene che gli uomini hanno come un contratto sociale con il loro sovrano, che gli garantisce l'auto-conservazione. Hobbes afferma che essi devono rinunciare a molti diritti ed aprire la porta ad una forma di governo assolutista. John Locke raffina il concetto Hobbes ridefinendo il concetto della comune proprietà e dei diritti civili concludendo che, se il governo/sovrano abusa dei cittadini essi hanno il diritto di resistere. Riprendendo questo concetto, Sir Edward Coke 1628, propose una petizione chiamata di "Petizione dei Diritti", che rappresentò la prima sfida alla monarchia assolutista d'Inghilterra. La sua petizione, fu presentata in risposta all'assolutismo di Re Carlo I. A seguito di ciò Coke, fu prima incarcerato e poi decapitato.



Sir Edward Coke

            Gli storici degli Stati Uniti non dettero troppo peso all'importanza della petizione di Coke, ma più tardi fu la stessa richiesta dei coloni americani per l'indipendenza e che poi portò alla Dichiarazione d’Indipendenza. I banchieri di Amsterdam che stavano tramando contro il trono inglese, furono incoraggiati dalle attività di Coke e lanciarono una campagna per scalzare Carlo I e sostituirlo con il loro Oliver Cromwell. Successivamente Cromwell rinunciò alla corona e i banchieri presero tempo prima di imporre Guglielmo d'Orange che finanziarono detronizzando Re Giacomo II della dinastia degli Stuarts. Guglielmo d'Orange divenne Re Guglielmo III d'Inghilterra e poco dopo, concesse lo statuto della Banca d'Inghilterra nel l694. Fu questo evento uno dei più importanti della storia moderna.

            L'avvento di Guglielmo III, segnò la fine della monarchia assoluta degli Stuarts in Inghilterra, a cui segui la Dichiarazione dei Diritti, del febbraio 13, 1689. Tale concessione fu seguita da un evento ancora più significativo per la monarchia, l'"Atto di Successione", che stabilì il concetto di "monarchia costituzionale". Quindi dal 13 febbraio del 1689 il trono d’Inghilterra dipende da sovvenzioni annuali definite dal Parlamento inglese. Questa legge non condannò i monarchi britannici alla miseria, tutt'altro. L'attuale Regina Elisabetta è conosciuta come la donna più ricca del mondo, con una fortuna personale di $15.8 miliardi di dollari [stima anni 1990]. Questa stupefacente somma è stata accumulata grazie alle sovvenzioni annuali ed al fatto che i redditi, gli investimenti e le azioni possedute della Banca d'Inghilterra sono esentasse e questo le ha permesso ad aumentare gli averi in modo esponenziale. Tali ricchezze sono di gran lunga al di là di ogni concetto di Contratto Sociale. Un comune cittadino seppur benestante non ha alcuna possibilità di accumulare quindici miliardi dal momento che dovrà pagare una parte ingenti tasse e mantenere uno stile di vita adeguato, come quello odierno dei regimi democratici.

            Il concetto filosofico del Contratto Sociale è dotato di due elementi, l'Unionis Pactum, l'accordo [naturale] che costituisce il corpo politico, ed il Subjectionis Pactum, che ne organizza l'autorità politica in un governo costituzionale. Tuttavia, nessuno di questi patti di per sé può creare ciò che conosciamo come lo Stato moderno, un'istituzione conosciuta come un Dio in terra, perché ha la capacità di essere uccisa dai suoi stessi creatori. Per Costituzionalismo quindi si deve intendere quel movimento politico moderno, che ha la capacità di controllare ed abolire lo Stato, quando fallisce nell'intento di servire gli interessi dei cittadini che rappresenta.

È proprio proprio per via di questa vulnerabilità dello Stato moderno ed al fatto che leggi possono sempre essere modificate, che si è giunti al Welfare State. Il Welfare State, come entità cospiratoria, contempla una immortalità grazie ad una serie di motivi. In primo luogo, i cittadini dipendono da esso, non senso che non ne possono fare a meno; in secondo luogo, ne diventano sottomessi; terzo, devono rinunciare a qualsiasi speranza che il Welfare State possa essere superato o scomparire. Queste condizioni draconiane vengono imposte ai cittadini in maniera autoritaria ed additate come azione “necessarie e doverose”.

            L'antitesi di questo Stato era la Repubblica Americana, che si realizzò grazie ad una forza sconosciuta ai più, che fu l'immigrazione ugonotta. Molte migliaia di ugonotti giunsero dalla Francia in fuga dalle persecuzioni religiose. Nel 1581, gli ugonotti pubblicarono il trattato "Vindiciae Contrat Tyrannos", che prevede un contratto duplice; quello tra Dio e il popolo, che legava le persone ad obbedire alla volontà di Dio; e uno tra il popolo e il principe, che legava la gente ad obbedire al principe, ma solo fino a quando il principe obbediva alla legge di Dio. Se lui falliva, il contratto autorizzava la gente a resistergli. Nelle nazioni costituzionali, il Contratto Sociale stesso è sempre più Sociale e sempre meno Contratto inteso come vincolo con il cittadino.

            Negli Stati Uniti il Contratto Sociale è diventata legge del paese, con la conclusione per cui nei tribunali americani non si adotta più la legge Costituzionale, ma la Legge Mercantile, che è anche conosciuta anche come Admiralty or Maritime Law [1789]. Questi leggi non sono così intercambiabili come vedremo. La legge civile non ha conseguenze penali, ma quando il Welfare State [federale, statale, o locale] porta un cittadino in corte con l'accusa di aver violato la legge, il cittadino è privato delle tutele previste della Costituzionale. Viene infatti giudicato assumendo che esiste un contratto che lega lo Stato federale al cittadino per il fatto che lo stesso paga i contributi e le tasse al governo federale. Come già visto in precedenza, questo contributo, che non è valido per il fatto che il governo federale non è composto da cittadini [ma da Stati] e come tale non ha giurisprudenza su di essi. A causa del fatto che la supposta violazione non è penale, il giudice al momento della sentenza, sostituisce la legge costituzionale con quella mercantile, utilizzata in ambito internazionale navale commerciale o militare, legge prevede anche la pena di morte. I nostri giudici federali con una tale legge a disposizione "graziano" il cittadino non dandogli la pena di morte ma giudicando, con compassione, colpevole del reato e condannandolo a venticinque anni di galera. Pertanto quando un cittadino americano si deve difendere si trova di fronte a quattro problemi. Il primo, è che viene privato della Carta del Diritti e di altre salvaguardie Costituzionali; il secondo, è che è accusato in violazione del contratto Costituzionale ed il Welfare State e lo Stato Federale non ha giurisprudenza sul cittadino come singolo individuo; il terzo, è che si deve difendere con Persona Artificiale o come azienda privata; il quarto, è che è giudicato ed eventualmente condannato in linea con quanto previsto dalla legge mercantile, dopodiché, non è trattato più come una persona artificiale (o come azienda privata) ma essendo un cittadino in carne ed ossa deve sopportare la punizione del carcere. In nessun momento durante il processo il cittadino è informato su ciò che sta succedendo, né dal giudice, né dal pubblico ministero, né spesso dal suo avvocato in quanto la corte è impegnata a giudicarlo per le sue colpe piuttosto che rispettarlo nei suoi diritti fondamentali [ogni persona è innocente a priori] contro lo strapotere del macchina statale.



La Carta dei Diritti è costituita dai primi 10 articoli della Costituzione Americana

            Il risultato è che quando la porta a sbarre si chiude, lui è preso dalla disperazione. Capisce che è stato vittima di una grave ingiustizia, ma che non può cercare alcun aiuto o un eventuale ricorso del verdetto che è stato emesso contro di lui. Questa situazione kafkiana è il risultato di una cosa e una cosa sola, e cioè che quando le garanzie previste della Costituzione sono rimosse non esistono altre protezione a cui appellarsi. Quando perdiamo le salvaguardie costituzionali diventiamo soggetti di un governo assolutista. È stato questo l'obiettivo che i cospiratori cercavano alla conclusione della Guerra Civile, quando con il XIV emendamento modificarono i requisiti della cittadinanza americana, con l'installazione di una legge, in cui tutti i cittadini sono "soggetti" di un governo nazionale. In effetti, con il XIV emendamento [9 Luglio 1868] si intese revocare il Bill of Rights ed infatti esso è spesso citato, in particolare dai Giudici della Corte d'Appello e Suprema degli Stati Uniti, quando usano il diritto marittimo per punire un cittadino che ha rivendicato la tutela della Carta dei Diritti. Questo dilemma viene fuori a causa dell’origine degli Stati Uniti.

           
   

Atto del 1871.
*il 21 febbraio del 1781 il Congresso passò
"An Act To Provide A Government for the District of Columbia." Corporazione con sede a Washington DC.

            La nostra Costituzione infatti non era un Contratto Sociale tra un governo e la sua gente ma piuttosto, un contratto politico tra il cittadino ed il suo Stato. L'insieme degli Stati creavano una entità nazionale conosciuta come gli Stati Uniti d'America. Le decisioni legali intervenute successivamente [1871] hanno portato ad una strana dicotomia per cui si ha un governo federale con sede nel Distretto della Columbia(*), che è a tutti gli effetti un soggetto politico distinto [indipendente e di natura commerciale], che governa gli altri Stati e che governa a tutt'oggi in maniera assolutistica. In aggiunta, i princìpi ed i criteri di legge utilizzati a livello federale sono gli stessi che vengono utilizzati a livello statale o locale da qualsiasi funzionario e quindi, anche a questi due livelli, si ha la stessa piena autorità del governo centrale e con il XIV emendamento i cittadini divengono cittadini degli Stati Uniti d'America e non più cittadini del proprio Stato. A loro volta gli Stati perdono il diritto di legiferare in proprio. In questo modo, il Welfare State è ormai diventato uno strumento di dispotismo alla orientale, che nega ai cittadini americani il miglioramento della loro condizione sociale o politica, condizione questa che era precedentemente garantita dalla Costituzione degli Stati Uniti.

___________________________________________________________________________________________

Video 3. "The Great Betrayal" di E. Mullins (terza parte) | M. Guerrieri
___________________________________________________________________________________________


Capitolo IV - Lo Stato Sociale come Organizzazione Criminale

Il "Wellness" è sempre stato un aspetto importante per la gente, non solo inteso come quello di essere in buona salute, ma anche nell’avere una buona educazione, un buon stile di vita, e tutta un'altra serie di cose e definizioni che occupano una trentina di righe nel dizionario inglese Oxford. Il desiderio di benessere non è mai stato confinato all'individuo in sé stesso, ma è stato usualmente inteso per la comunità, lo stato e la nazione. È quello che noi oggi chiamiamo "coscienza sociale" e che nella pratica, è applicato con l'uso della forza, da leggi ferree che si chiama Socialismo, o Welfare State. Come abbiamo sottolineato in precedenza, sono stati i popoli nordici che per primi hanno mostrato una certa coscienza sociale e che hanno coniato il termine inteso come benessere per la collettività.

Il Socialismo con la sua condivisione obbligatoria insiste sul concetto che i beni personali devono essere confiscati in modo che possano essere ridistribuiti a chi ne ha bisogno. È oggi prassi che il Welfare State consuma la maggior parte dei beni confiscati e molto poco va a coloro che ne hanno veramente bisogno. Così il Socialismo è diventata una forma perversa di genuino sentimento di coscienza sociale, che si esprime nella sua forma più virulenta, non nelle nazioni slave o in quelle orientali, ma nelle nazioni nordiche, ed il Socialismo alla Svedese è l'esempio più chiaro della filosofia politica.

Gli Stati Uniti, che nel corso del XIX secolo furono in gran parte popolati dai popoli nordici, così come dai loro parenti tedeschi e anglosassoni, proprio a causa delle loro tradizioni, seguono passivamente questa filosofia suicida, accettando senza protestare le aggressioni più oltraggiose del Welfare State. Questa crescita nella consapevolezza sociale risale a molto tempo fa nella storia dei popoli. In Inghilterra, come concetto di governo, fece la sua prima apparizione nel 1349 durante il regno del Re Edoardo III. Fu quello che divenne noto come lo Statuto dei Lavoratori. Fin dall'inizio della storia, ci sono sempre stati mendicanti e persone senza fissa dimora un po' in tutte le popolazioni. Persone che, per una ragione o l'altra, avevano perso i loro beni ed erano povere. In Oriente, questi sfortunati sopravvivevano grazie alla carità, piuttosto che ai sussidi governativi. In Europa e in America, questo stato di povertà divenne oggetto di studio dei diversi governi. Gli studiosi per secoli hanno scritto su questo problema. Già nel 1526, un umanista spagnolo, Jean Louis Vives, scrisse il trattato, De Subventione Pauperum, in cui auspicava ad una maggiore attenzione alla condizione dei poveri. Tuttavia, i problemi creati da questa condizione erano ben lungi dall’essere risolti con semplicità. La carità fu spesso il solo rimedio. La parola carità deriva dall'antico francese "charitè", che significa amore cristiano e che proviene dalla parola latina "caritas", che significava, inizialmente, l'amore di Dio per l'uomo, e in secondo luogo, l'amore dell'uomo per Dio e per il prossimo. La Costituzione, con la clausola del "general Welfare" o benessere collettivo che si riferiva alla salvaguardia degli Stati, Uniti e confederati, era in armonia con questo concetto. Fu così, fino al New Deal di Franklin Delano Roosevelt.

Sebbene gli Stati Uniti siano stati una democrazia jeffersoniana fino al 1933, con l'avvento del New Deal i principi hamiltoniani sul controllo monetario guadagnarono costantemente terreno sin dalla fine della guerra civile [1865]. Il nuovo Federal Reserve Act del Congresso del 1913, con la firma del Presidente Woodrow Wilson conferì pieni poteri all’esecutivo, favorendo il pensiero hamiltoniano. Con questo nuovo potere monetario di controllo sulla moneta e sul credito dei cittadini degli Stati Uniti, i cospiratori si trovarono nella condizione favorevole per estendere i loro nuovi poteri ai tribunali e al governo nazionale, come vedremo in seguito. Certi poteri bancari avevano da sempre operato in segreto come gruppo cospirativo. Infatti non ci fu mai un "Party Bankers". Preferivano operare da dietro le quinte, utilizzando prima un partito poi l'altro, per promuovere il loro programma come una vera e propria organizzazione criminale. Tramite il mantenimento della segretezza attraverso l'uso di agenti spesso completamente all'oscuro di queste segrete macchinazioni riuscirono ad imporre i principi hamiltoniani a scapito di quelli jeffersoniani anche per mezzo della completa rimozione di tali argomenti dalla discussione politica. È ben noto nel diritto che le operazioni secrete di un'organizzazione negano l'eguale tutela delle leggi ai cittadini. Al fine di garantire la parità di protezione delle leggi, lo Stato deve agire contro queste organizzazione criminali. Gli esempi sottostanti offrono ampio giustificazione legale in questa direzione.

Il Corpus Juris Secundum 16: Diritto Costituzionale 213 (10) 22A - [Il CJS è l'enciclopedia del diritto degli Stati Uniti a livello federale e statale] - prevede che "la garanzia costituzionale della libertà di parola non include il diritto di chi cospira all’azione violenta per il rovesciamento del governo e la distruzione criminale della proprietà". La Sezione 214 afferma che "la garanzia Costituzionale del diritto di riunione non è mai stato inteso come una licenza per l'illegalità o invito a frodare; il diritto di libertà di riunione non può essere usato per incitare alla violenza e alla criminalità, ed i cittadini, attraverso i loro rappresentanti, possono proteggersi contro il loro abuso". Così il funzionamento delle organizzazioni sovra-governative come il Council on Foreign Relations, o altre come la Rockefeller Foundation, che sono esentasse, non sono soggette alle leggi contro le frodi perché costituite per scopi filantropici e sono difficilmente perseguibili perché non dichiarano i loro segreti intenti. Usiamo la frase "organizzazioni criminale" perché una organizzazione in sè può essere legale. È illegale quando opera con mezzi illegali e non chiari ed è criminale perché ha obiettivi criminali. I dizionario Oxford ci dice che la parola organizzazione deriva da "syndic", ovvero "un ufficiale di governo, un capo, un magistrato, un politico." Nel 1601, R. Johnson li definì come "uomini speciali, Syndiques, che hanno la gestione di tutto il Commonwealth."

Durante la mia ricerca su organizzazioni come la Rockefeller Foundation e le sue affiliate o controllate, come la Russell Sage e la Carnegie, ho trovato che questi gruppi portano avanti un programma che, di fatto, gestisce l'intero patrimonio degli Stati Uniti. Lo fanno così segretamente, al di fiori degli organismi di governo e con scopi tanto segreti che non se ne può nemmeno parlare. Hanno formato un super governo, governo ombra, in barba al popolo americano ed alle protezioni garantite dalla Costituzione degli Stati Uniti. L'Oxford definisce una “syndic” anche come "soggetto censore delle azioni di un altro con il fine di accusarlo." Questa è la definizione accurata di un burocrate del Welfare State. Egli non interviene solo nei vostri affari per conto dello Welfare State; lui ti censura e ti punisce per opinioni personali che non sono reato ai sensi della Costituzione, ma solo perché violano le leggi del Welfare State. Il burocrate ti lancia l'accusa, ti porta in corte ed infine ti fa condannare. In molti casi, privandoti dei diritti Costituzionali è lui stesso il responsabile della tua condanna.

Per l’Oxford una "organizzazione o consorzio" è definito come "un insieme di capitalisti e finanzieri che stipulato un accordo con lo scopo di perseguire una schema che richiede grandi capitali per ottenere il controllo di un mercato o di materie prime". Questa definizione non poteva essere più precisa. Le riunioni cospirative e le successive operazioni legislative del Congresso dettero ai banchieri centrali hamiltoniani, il "controllo dei mercati ed in particolare delle materie prime" cioè, il denaro. Questo schema richiese grandi fonti di capitale che arrivò dalla Banca d'Inghilterra e dei suoi tirapiedi di Wall Street e che portò alla creazione della Federal Reserve, banca privata a tutti gli effetti, anche se presentata come un ente governativo sotto il controllo del Congresso.

Il Corpus Juris Secundum sottolinea che "in un procedimento penale un membro di un'organizzazione può essere incriminato, per prove a carico di altri membri passati o presenti della stessa organizzazione." People v. LaRue, 216 P 627C.A.276. Tale procedimento potrebbe interessare i membri facenti parte di cospirazioni internazionali nel causare guerre, rivoluzioni o panici finanziari. Dal momento che queste attività sono una costante per questi gruppi di criminali che si incontrano regolarmente, quando la prova diretta non è disponibile, l'evento per cui questi incontri effettivamente avvengono, potrebbe essere presa come prova sufficiente per portarli in tribunale.

Il Corpus Juris Secundum 22, il Diritto Penale 185 (10c) su Cospirazione e Monopoli, legifera che "laddove lo statuto rende mera appartenenza a un'organizzazione costituita per promuovere un crimine, senza un atto palese, questo reato è perseguibile in ogni contea durante la continuazione della sua appartenenza e questo è vero anche se il membro entra nella contea involontariamente." Pente v. Johansen P 226 634 66 C.A. 343.

Il Corpus Juris Secundum 22, il Diritto Penale 182 (3) afferma che "un'accusa per cospirazione contro gli Stati Uniti può anche essere provata in un distretto in cui viene eseguito un atto illegale a sostegno della cospirazione.” U.S. v. Cohen C.A.N.J. 197 F 2d 26. Ciò significa che qualsiasi azione di una di queste organizzazioni criminali, può essere perseguita in ogni contea negli Stati Uniti con la presenza o meno di qualsiasi membro di tale organizzazione e questo dà ai funzionari di quello Stato l'autorità legale per procedere contro l'organizzazione o dei suoi membri, sia che questa sia attiva o meno.

Un’ampia legislazione si trova nel Corpus Juris Secundum 46, Insurrezione e Rivolte, sec. 461 (c). "I sabotaggi e le organizzazioni che mirano ad abolire l'attuale sistema politico e sociale, inclusi l'azione diretta e sabotaggio." Non solo gli individui, ma anche aziende e società, sovvenzionate o comunque che partecipano alle attività di qualsiasi organizzazione criminale, sono pienamente responsabili.

Il Corpus Juris Secundum 46, sezione 462 (b) dice: "Statuti contro l'organizzazione criminale si applicano alle società ed ai privati che l'organizzano o ne sono appartenenti; è ammissibile la prova del carattere e l’attività di altre organizzazioni in cui un imputato è affiliato." A causa della stretta relazione dei membri di queste organizzazioni criminali negli Stati Uniti, i rinvii a giudizio di questi membri potrebbero essere cosa semplice.

Ora vediamo come questa organizzazione criminale abbia operato all’oscuro al fine di ottenere una diversa interpretazione della clausola di “benessere generale” della Costituzione degli Stati Uniti il. L'istituzione del Welfare State è diventata una realtà politica grazie a manovre segrete. Al fine di mettere in atto le raccomandazioni del New Deal, i cospiratori hanno trovato la necessità di andare al di là dei normali processi legislative operando attraverso l’uso di forze clandestine. I successi iniziali ottenuti durante i cento giorni del famoso New Deal furono invalidati dalle decisioni della Corte Suprema [che annullò gran parte dei provvedimenti] e questo portò appunto allo sviluppo un nuovo modus operandis. Da quel momento in poi, la burocrazia di Washington operò come una vera organizzazione criminale.

Dall'inaugurazione di Franklin Delano Roosevelt a Presidente il 4 marzo, 1933, Washington subì una trasformazione non proprio così di poco conto. I media si affrettarono a rhapsodize l’inizio di una nuova era di governo. Nella rivista Collier, Ray Tucker salutò il nuovo regime come quello che aveva trasformato Washington "da una pacifica e piacevole città del Sud, ad un centro metropolitano con volti e costumi freddi e frequentata da gay." Sebbene il termine gay non avesse ancora nei primi anni '30 il significato di oggi, non c'era alcun dubbio che Washington era sulla buona strada per diventare un centro per gay. Arthur Krock, corrispondente da Washington del New York Times li definì come "un gruppo allegro, i New Dealers. Gli piace cantare, ballare e in buona dose, bere." Facevano parte del New Deal molte delle famiglie più ricche degli Stati Uniti, come Francis Biddle, Averell Harriman e sua sorella, Mary Rumsey, Lewis Douglas, diversi dei Rockefellers, dei Whitneys ed altri sangue blu, molti dei quali membri della società super segreta Skull and Bones, di Yale.

Non c'era dubbio che erano venuti a Washington per cambiare le cose, infatti, per cambiare tutto. Potremmo chiederci perché i super ricchi partecipavano attivamente a moti rivoluzionari così diversi dalla mentalità e dalle abitudini degli americani. Queste erano le stesse famiglie proprietarie delle grandi fondazioni, che avevano finanziato il sistema Comunista in Russia ben prima del 1900, che erano determinati ad introdurre il sistema di welfare e che una volta ottenuto avrebbe fatto finire l'era del governo Costituzionale degli Stati Uniti. Loro rappresentavano l'organizzazione criminale di alto livello. Al livello più basso, c'erano i membri del Partito Comunista, collocati in ruoli chiave nelle agenzie federali da Felix Frankfurter attraverso la cella Harold Ware. Harold Ware stesso era da poco tornato dal servizio militare obbligatorio dall'Unione Sovietica, in cui aveva avuto gli elogi dal grande Lenin. Ware era il figlio del famoso agit prop [propagandista comunista], Ella Reeve Bloor. Era poi tornato a Washington per prendere il comando dello spionaggio sovietico. Gli incontri top secret si tenevano allo studio musicale della sorella su Connecticut Avenue. Il Dipartimento dell'Agricoltura divenne il centro degli intrighi comunisti a Washington, tanto ché una nuova direttiva diceva "un dipendente del governo ha lo stesso diritto di essere un membro del Partito Comunista, così come lo ha un membro del Partito Democratico o Repubblicano". Questo sentimento fu quello espresso dal Presidente Roosevelt stesso in diverse occasioni.

Durante la crisi finanziaria [1929] che colpì ogni famiglia americana, Roosevelt fu da subito pronto ad imporre una serie di importanti misure di emergenza. I ben pubblicizzati Cento Giorni furono fatti ad imitazione dei trionfi di Napoleone durante la presa del potere. Il nuovo regime volle far sapere a tutti che un nuovo imperatore era arrivato alla Casa Bianca. A seguito del suo insediamento seguirono molti provvedimenti di emergenza. L'Emergency Banking Act, approvato il 9 marzo e conosciuto come il Bank Holiday; l'Economy Act approvato il 20 marzo; il Civilian Conservation Corps del 31 marzo. Il 19 aprile fu abbandonato il gold standard. Con l'Agricultural Adjustment Act del 12 maggio, si istituì una politica agricola nazionale, e con un emendamento aggiuntivo si conferì al Presidente il potere per un'emissione monetaria straordinaria. Lo stesso giorno fu approvato il Emergency Farm Mortgage; il 18 maggio, il Tennessee Valley Authority Act; il 5 giugno, fu abrogata la vendita dell'oro nei contratti pubblici e privati. In un solo giorno, il 16 giugno, quattro misure principali del nuovo Welfare State furono approvate in fretta e furia dal Congresso, il National Recovery Act, la Glass-Steagall Banking Act, la Farm Credit Act, ed Railroad Coordination Act. Roosevelt ottenne l'approvazione dal Congresso che, nonostante alcuni mormorii di membri non troppo convinti, passò queste leggi di emergenza.

            Nel dicembre del 1932, Harry Hopkins inviò una lettera a Roosevelt chiedendogli la creazione di un'agenzia di welfare federale. Non ricevendo risposta, riuscì poi ad ottenere un’audizione tramite Frances Perkins. Roosevelt ascoltò il suo piano e il 21 marzo 1933 inviò al Congresso un disegno di legge per la creazione del Federal Emergency Relief Administration, con un budget iniziale di $500 milioni che nel giro di poche settimane, fu approvato da Camera e Senato. Di lì a poco Hopkins costituì il Civil Works Administration, che impiegò ben presto quattro milioni di persone. Questi successi a raffica promettevano bene per il futuro del Welfare State. Tuttavia, gli atti di un congresso supino e il rifiuto dei membri di discutere in merito alla costituzionalità di tali misure non passarono inosservati. Ben presto, questi provvedimenti di emergenza arrivarono al giudizio della Corte Suprema, dove i jeffersoniani fecero un’ultima resistenza prima che il nuovo juggernaut li travolgesse.



Capitolo V - Questa Onorabile Corte

Nonostante il prestigio e il potere dei sostenitori del New Deal, questi avevano trascurato l'importante bastione a Washington rappresentato dai "Nove Uomini Vecchi". I giudici della Corte Suprema furono infatti vigorosi ed attivi nei loro interventi legislativi, in particolare quelli che si opposero con più veemenza ai decreti del New Deal. Nel giro di pochi mesi, la Corte Suprema annullò gran parte delle misure di emergenza per controllare il flusso di petrolio sotto l'autorità della NRA (Panama Refining Co. contro Ryan, 293 Stati Uniti 388.); il Railroad Retirement Act (Railroad Retirement Board v. Alton Railroad Corp. 295 U. S. 330) e il National Recovery Administration (Schecter pollame co. v. Stati Uniti, 295 Stati Uniti 495).

Il 6 gennaio del 1936, la Corte Suprema dichiarò l'Agricultural Adjustment Act incostituzionale perché le spese per la sua attuazione dovevano venire dal prelievo fiscale il che era fuori dei poteri che la Costituzione concedeva al Congresso. In tale decisione la Corte si riservò di decidere circa la clausola di benessere generale prevista nella Costituzione intesa come concessione autonoma del potere di finanziamento tramite nuova tassazione. Nel giro di pochi mesi, il Giudice Cardozo ne dette una nuova interpretazione e il governo federale ottiene la piena autorità nel procedere all'attuazione del Welfare State.


               

     Pres. Delano Roosevelt

Il giugno del 1936, la Corte Suprema, con voto 5-4, annullò una legge di New York che fissava uno standard minimo salariale per le donne nell'industria (U.S. v. Butler, 297 U.S.1). Questo fu l'ultima battuta d'arresto della Corte Suprema sul Welfare State; presto un vento nuovo spazzò via questa sacra istituzione. Il 5 febbraio 1937, il Presidente Roosevelt, a seguito del successo per la schiacciante rielezione, inviò un messaggio speciale al Congresso, in cui proponeva di aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema, asserendo che gli attuali nove erano troppo anziani per decidere. Anche se questo piano non si materializzò mai [i giudici rimasero nove] la minaccia ebbe il suo effetto. La Corte Suprema non avrebbe più votato contro i provvedimenti del Welfare State e da allora li passò con voto 5-4.

            Così 29 marzo del 1937, la Corte Suprema invertì la sentenza sulla legge del salario minimo e questa fu la prima di una lunga serie di decisioni, con voto 5-4 a favore del New Deal. La nuova maggioranza fu guidata dai giudici Stone e Cardozo. Cardozo fu scelto come membro della Corte Suprema grazie all'intervento del giudice Louis Brandeis e prominente leader sionista. Dopo Cardoso che ne fece parte fino al 1939, la poltrona fu assegnata a Felix Frankfurter, di cui abbiamo visto in precedenza. In tre casi storici, Cardozo interpretando l'opinione del momento, sostenne che la clausola di benessere della Costituzione conferiva al governo federale il potere di tassare e spendere per il benessere generale. Eravamo entrati nell'era politica di Harry Hopkins, che coniò lo slogan "tasse e tasse, spendi e spendi, eleggi ed eleggi".

L'interpretazione del giudice Cardozo sulla clausola di benessere generale rappresentò il trionfo finale della filosofia di Hamilton su quella di Jefferson. Nella Costituzione l'articolo 1, Sezione 8, recita: "LA SPESA PER IL BENESSERE GENERALE - La concessione di fornire “... il benessere generale", solleva un problema duplice: come può il Congresso provvedere al "benessere generale" e che cosa è il "benessere generale"? La risposta alla prima metà della domanda era stata data da Thomas Jefferson nel suo Opinion on the Bank, quando dice "… l'imposizione delle imposte è il potere e il benessere generale è lo scopo per il quale lo stesso deve essere esercitato. Loro [il Congresso] non hanno il potere di tassare ad libitum, a loro piacimento; ma lo possono fare solo per pagare i debiti o per provvedere al benessere dell'Unione. Allo stesso modo, non possono fare ciò che gli piace per garantire il benessere generale, ma tassando solo a tali fini.” L'opinione di Jefferson avrebbe impedito al Congresso di prendere misure di legislazione sociale introdotte dal New Deal. (Scritti di Thomas Jefferson, III, 147-149, Library Edition, 1904). E continua dicendo: "La clausola, insomma, non è una concessione autonoma di potere, ma una qualificazione del potere di tassazione." Sebbene una visione più ampia si sia occasionalmente affermata (Francis James Lawson, THE GENERAL WELFARE CLAUSE, 1926), il Congresso non l'ha mai impugnata e le Corti non hanno avuto l'opportunità di esprimersi a tal riguardo.

            Un’ulteriore interpretazione della Costituzione continua con la contesa tra Hamilton e Madison. Per quanto riguarda il significato di "benessere generale" quanto pubblicato [nella rivista] The Federalist rivela quanto acuta sia la divergenza di vedute tra i suoi due autori. Hamilton interpreta la clausola in maniera generica e liberale (The Federalist Nos. 30 e 34). Madison sostiene che i poteri di imposizione fiscale del governo deve essere considerata come meramente strumentale sulle altre competenze, in altre parole, come potere limitato di auto-sostegno (The Federalist No. 41).

            Trionfo della teoria di Hamilton. La gestione dei costi della cosa pubblica fu portata davanti alla Corte Suprema almeno cinque volte prima di 1936, ma la Corte non si pronunciò mai sulla clausola del "benessere generale" in ben quattro casi. Nei caso Pacific Railway e Smith v. Kansas City Titolo e Trust Company, disse che “il Congresso ha il potere di decidere per la costruzione di infrastrutture interne, attraverso l'acquisto di stocks da banche Federali, nel caso di costruzione di strade, operazioni fiscali e poteri di guerra.” Le decisioni in merito sono state analizzate in altri due casi Massachusetts v. Mellon e Frothingham v. Mellon, in considerazione del fatto che né uno Stato né un singolo cittadino ha diritto ad un risarcimento contro uno stanziamento incostituzionale di fondi nazionali. Nel caso Stati Uniti v. Gettysburg Electric Railway Co., tuttavia, la Corte decise che "la tassazione potesse essere usata per la difesa comune e il benessere generale" per sostenere il diritto del governo federale per acquistare terreni e la creazione di parchi nazionali. Infine, nel caso Stati Uniti v. Butler, la Corte riconobbe pieno sostegno agli hamiltoniani sul potere tassazione.

            Nessuno di questi pareri legali servì a definire in maniera chiara il significato fondamentale contemplato nella Costituzione, Art. 1, Sez. 8 sul “benessere generale degli Stati Uniti", che non dà alcuna autorità al Congresso di adottare misure per "il popolo", né individualmente, né collettivamente parlando. Anche i Nove Uomini Vecchi non hanno mai esattamente interpretato questo importante punto della Costituzione. Nel breve periodo in cui la Corte Suprema fu attiva nel contrastare le misure del New Deal, all'unanimità decise di annullare il National Recovery Act, che fu la più grande sconfitta di Roosevelt in tutta la sua carriera politica.

Questa fu seguita dalla sentenza della Corte intitolata sul New York Times, il 1 dicembre 1935, IL CONTROLLO DEL [prezzo del] CARBONE NON VALIDO per la Corte. GENERALI WELFARE NEGATO: "Oggi una Corte Federale ha sentenziato che, il tentativo da parte del Congresso di controllare l'industria del carbone bituminoso con la legge Guffey è incostituzionale, perché è una tassa imposta sul carbone [con valore su tutti gli Stati]. Per quanto riguarda l'impatto sul benessere generale, il Congresso, secondo la Costituzione, non ha il potere di intervenire sul benessere generale. Il benessere generale delle persone può essere promosso ed offerto con esercizio prudente e saltuario, come previsto dalla Costituzione. L'intrusione del governo nei poteri degli singoli Stati e saggiamente salvaguardati dalla Costituzione, tenderebbe inevitabilmente alla distruzione dell'autorità locale e suonerebbe come la capanna a morte del governo democratico."

            Il New York Times il 7 gennaio 1936, riporta un altro titolo che dice "La Corte Suprema sentenza l'A.A.A. incostituzionale con voto 6-3. Verdetto Dooms Other New Deal Laws, di Arthur Krock, corrispondente da Washington. La Corte Suprema con i due terzi ha oggi demolito l'Agricultural Adjustment Act nel modo più completo così come fece lo scorso anno con il N.R.A.” [National Recovery Act]

            Ulteriori commenti sulla decisione della Corte furono che "il governo si avvalga dell'Art. 1, Sez. 8 della Costituzione, che contiene la tassazione e le clausole benessere generale. Viviamo sotto una duplice forma di governo, federale e statale. L'Unione Federale è un governo esclusivamente costituito dal potere dato ai delegati [Congresso]. Lo Stato ha tutti gli altri. L'Agricoltura, come la Corte ha spesso detto circa l'estrazioni e le produzioni, è un’attività prettamente locale. Di conseguenza, i poteri di cui all'Art. 1, Sez. 8, non si applicano.” Il giudice Story sottolineò che la clausola benessere generale potrebbe essere interpretata in modo da trasmettere un potere federale illimitato. Per questa ragione il governo chiese alla Corte di pronunciarsi in maniera che il Congresso possa decidere che cosa si deve intendere per benessere generale. La A.A.A. è incostituzionale perché invade i diritti riservati agli Stati. La regolazione del settore agricolo è al di là dei poteri del Congresso. La decisione della Corte, aggiunge il giudice Story, prosegue dicendo, "la Costituzione, fin dalle sue origini, era stata pensata come cornice al governo nazionale, con poteri speciali e enumerati e non con poteri generali o illimitati. (Sec. 904, Commenti sulla Costituzione, 5°ed. v.1). Il potere di tassare i cittadini per spese per la difesa comune ed il benessere generale non è in alcun modo un potere straordinario, se limitato a tali obiettivi." (Ibid. Sec 922) Il Times riportò una frase di Hamilton che nel suo noto rapporto sulla produzione affermò che "l'obiettivo deve essere a livello generale e non locale." (Works v.3, p.250).
           
La decisione della Corte Suprema di invalidare i provvedimenti più importanti del nuovo Welfare State causò urla di angoscia da parte dei sostenitori di Roosevelt, nei sindacati e nel Partito Comunista. William Green, veterano del sindacato e capo della Federazione Americana del Lavoro, dopo aver appreso della decisione di invalidare il National Recovery Act, chiese la sponsione della Corte. Il 7 Giugno del 1935, il New York Times scrisse che "Rep. Keller dell'Illinois ha proposto un emendamento costituzionale che permetta al Congresso di fare le leggi che “lo stesso giudichi necessarie per il benessere generale della popolazione.” Tale emendamento, disse Keller, avrebbe impedito alla Corte Suprema di invalidare le leggi per il benessere. In effetti, pochi mesi dopo, la Corte Suprema iniziò un lungo processo di revisione circa le nuove misure del New Deal, e non ci fu bisogno di nessun emendamento alla Costituzionale.

            Il 30 novembre del 1935, Alfred Lilienthal pubblicò una lunga lettera sul New York Times, in cui diceva che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva più volte dichiarato che la Costituzione, Art. 1, Sez. 8, non può sostenere alcuna ampia legislazione sul benessere generale e che questo rappresenta una limitazione del potere di tassazione. Il giudice Story, nei suoi Commenti, Sec. 923, dice 'La tassazione per il benessere generale degli Stati Uniti è equivalente alla tassazione finalizzata al benessere generale. Le imposte sono il potere e il benessere generale lo scopo per il quale il potere deve essere esercitato. Come Mr Jansen, Hamilton interpretò l'Art. 1 Sec. 8, per dare al Congresso ampio potere di legiferare su qualsiasi cosa potesse beneficiare la popolazione, ma in sei diverse occasioni questa interpretazione fu rifiutata dalla Convenzione Costituzionale. Ancora nel 1926, l'attuale Presidente della Corte Suprema, parlando davanti al Federal Oil Conservation Board, disse: "Era urgente che il Congresso potesse esercitare il potere necessario e opportuno per la difesa comune o in generale il benessere degli Stati Uniti. Naturalmente, con una tale costrizione, il Congresso degli Stati Uniti cesserebbe di avere poteri limitati, ed il potere degli Stati sarebbero del tutto illusori, perché sarebbero sotto il controllo federale esercitato dal Congresso che, nel complesso, è responsabile del benessere generale. Tuttavia, questa non è la visione contemplata nella Costituzione."

            Il 15 novembre del 1935, la pagina editoriale del New York Times pubblicò la dichiarazione con titolo "BENESSERE GENERALE", "La Corte Suprema ha già deciso che l'articolo in questione non contiene alcuna concessione del potere al Congresso o di qualsiasi agenzia di governo." Sembrerebbe che nessun parere legale potrebbe essere più diretto di questo, in particolare perché si basava su un'interpretazione del giudice Story, prominente costituzionalista. In una lettera apparsa sulla pagina editoriale del NewYork Times il 17 novembre 1935, Mr Boyd C. Darling scrive, "Hamilton ha detto che il Congresso aveva il potere in virtù della Costituzione di tassare per scopi al di fuori dei suoi poteri. Madison dice che non ha questo potere. Chi ha ragione, Hamilton o Madison? Per due volte la Corte Suprema è stata chiamata in causa e per due volte ha rifiutato di pronunciarsi". Mr Darling poi cita i casi 143 U.S. 695, 163 degli U.S. 433.

            Il New York Times conclude questa serie di lettere con un editoriale del 1 giugno del 1937, sottolineando in relazione ai pareri sopra citati, che "coloro che sostengono che la clausola generale di benessere dà pieno mandato al Congresso in legiferare nell'interesse nazionale, non è supportato da nessuna delle decisioni precedenti." Sebbene queste citazioni sembrano sottolineare che coloro che cercavano un'interpretazione più liberale della clausola generale di benessere della Costituzione fossero condannati alla sconfitta, gli eventi di lì a breve dimostrarono esattamente il contrario. Da questo giorno in poi, la Corte Suprema iniziò la sua riforma per approvare le nuove misure del New Deal e il Congresso fu nella condizione di procedere a tutta velocità con la sua versione del Welfare State. Il presidente Roosevelt aprì la campagna con un altro discorso infuocato nel quale dichiarò che la Costituzione in effetti autorizzava il Congresso ad approvare la legislazione "per il benessere generale della popolazione degli Stati Uniti." Questa citazione strampalata causò la risposta infuocata del Governatore Hoffman del New Jersey, pubblicata nel New York Times il 2 maggio del 1937, che diceva 'Il Governatore Hoffman del New Jersey ha accusato l'interpretazione del Presidente Roosevelt sulla Costituzione che avrebbe acconsentito al Congresso di esercitare pieno potere di legiferare sul benessere generale e che l’avrebbe garantita al di là di qualsiasi decisione di ordine giuridico." Il Governatore denunciò questa posizione di Roosevelt come incostituzionale e chiese l'istituzione di Comitato Statale per le Comunicazioni esterne "per evitare la possibilità della creazione di un unico governo autoritario." Il New York Times osservò che il Governatore accusò Roosevelt di falsa interpretazione della clausola generale di benessere, in quanto aveva deliberatamente omesso le parole essenziali del testo della Costituzione partendo da una falsa premessa per giungere ad una conclusione sbagliata.

            Nelle notizie in prima pagina del New York Times del 25 maggio del 1937 annunciarono l'inaugurazione ufficiale del nuovo Welfare State. " LA CORTE SUPREMA CONFERMA  SOCIAL SECURITY ACT e L’ASSICURAZIONE SUL LAVORO". Roosevelt ora aveva la maggioranza della Corte Suprema a favore. Il Times citò il parere del giudice Cardozo, che disse che "il concetto della clausola del general Welfare non può essere interpretata in maniera statica. Il giudice McReynolds dissentì, affermando che "La Costituzione sembra un'unione indistruttibile composta di stati indistruttibili." William Green dell'American Federation of Labor, espresse una revisione contraria, proponendo la decisione a favore del Social Security Act "uno dei più belli che la corte abbia mai fatto".

            Il senatore Robert F. Wagner di New York dichiarò che la decisione della Corte Suprema "rende ormai certo che il Congresso può emanare leggi sul numero massimo di ore, salario minimo e abolire il lavoro minorile". Wagner dichiarò la sua intenzione di stabilire un Dipartimento Federale di Salute Pubblica, presieduto da un Gabinetto di rango. Ciò avvenne, ma nonostante la previsione fiduciosa del senatore Wagner di abolire il lavoro minorile, ad oggi nel 1991, abbiamo lo stesso lavoro minorile, che avevamo nel 1937. Non solo, nel 1937, la maggior parte delle donne erano a casa, si prendevano cura dei bambini e della casa. Oggi, le donne devono lavorare fuori casa, pagare le tasse ed interessi rovinosi, mentre i bambini vagano per le strade senza sorveglianza, alla mercé di spacciatori, stupratori e soggetti a molestie. Lo stile di vita americana, che era riuscito a sopravvivere alle peggiori devastazioni della depressione, era ormai bandito per sempre grazie dalle cure del nuovo Welfare State.



Capitolo VI - Il Futuro dell'America

    L'esito delle macchinazioni, le cospirazioni e gli atti di organizzazioni criminali che l'America ha subito negli ultimi decenni si rappresenta nel Welfare State. C’è una famosa frase di John Adams, che pronunciò dopo l'adozione della Costituzione, che dice "Hai una Repubblica, se la puoi tenere". Così il cittadino americano oggi può ribattere ai cospiratori, "Avete un welfare state, se lo potete tenere!" L'idea che il sistema di Stato Sociale funziona non e' vera. Dura ancora solo perché le persone ne sono all'oscuro e non sanno veramente cosa succede. Lo Stato Sociale, lungi dall'essere la Fonte dell'Abbondanza, è solo un'agenzia di sfruttamento spietato, che sta rapidamente disperdendo il patrimonio della nazione, e che, anzi, probabilmente ha già passato il punto di non ritorno e che porterà alla bancarotta. Questa farsa, o gioco oscuro, non può continuare a fornire "assistenza" o benefici a tutti, continuando a prendere denaro in prestito. È ora evidente che quando si va al cinema, dobbiamo comprare i biglietto e l'ingresso non è più libero.

            I cospiratori sono riusciti a convincerci a cedere i nostri diritti Costituzionali a favore di altri "diritti", cioè i benefici di governo. Il dizionario Webster definisce il "diritto" come "un mezzo per ottenere prestazioni come sussidio per la disoccupazione, assicurazione o pensione per dipendenti statali". I fondi per il pagamento dei "diritti" devono venire del governo, che a sua volta deve raccoglierli tramite le tasse. Ma oggi è stato raggiunto un punto di non ritorno, un punto in cui il numero degli aventi diritto supera il numero delle persone che devono essere tassati a pagare i diritti. Dopo alcune manovre finanziarie inutili, il governo è costretto ad ammettere che la funzione dello stato sociale non funziona più. A questo punto, o torniamo al governo Costituzionale, o possiamo aspettarci una dittatura, o un governo d’emergenza, o di sprofondare nell'anarchia più assoluta.
           
            Un passo positivo è quello di ammettere ciò che è stato documentato in questo libro, ovvero che lo Stato Sociale ha permesso all'autorità di elargire certi "diritti" grazie ad una interpretazione fraudolenta dell'Art. 1, Sez. 8 della Costituzione degli Stati Uniti; che tale interpretazione è stata voluta ed imposta al popolo americano da un gruppo di finanzieri internazionali, cospiratori Marxisti e altri sabotatori le cui motivazioni possono non essere ancora del tutto evidenti all’opinione pubblica. Il sistema giudiziario della Corte Suprema è stato messo sotto pressione per dare a questa cospirazione un colore di legalità. Le burocrazie federali, statali e locali sono vittime dalla loro stesse trappole. Lo Stato Sociale non può produrre niente che potrà essere d'aiuto, perché, per sua stessa natura, non solo è improduttivo, ma è controproducente. Di fronte a questo impasse politica ed economica gli Stati Uniti così come è avvenuto per l’Unione Sovietica, devono affrontare una situazione di stallo che può finire con la dissoluzione politica o portare ad una completa riorganizzazione. Non dobbiamo dipendere più dalla vecchia politica e da rivoluzioni armate illuministiche, che hanno dimostrato la loro fallacia. Invece di cercare soluzioni nuove, dobbiamo rinnovare l'impulso e la determinazione che portò i patrioti, uomini di buona volontà, a cooperare insieme per elaborare una unione perfetta, gli Stati Uniti d'America, in cui i cittadini fossero garantiti del diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità.

            Il più grande errore che i cittadini possono commettere è quello di farsi prendere dal panico come se avessero "perso" la battaglia. Noi Americani siamo certamente stati derubati, ma abbiamo ancora tutto quello che Dio ci ha dato. L'unico errore che possiamo fare a questo punto è quello di continuare a seguire i ladri, a credere ai bugiardi, e dare la fiducia ai traditori. Questi criminali non possono più nascondersi dietro le maschere. Le loro azioni sono sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo solo guardarli dall'alto per vederli per quello che sono, e far sì che mai più saremo ingannati da questi palesi imbroglioni. Americani, l'ora è vostra!




Links utili:
- Costituzione Americana in italiano

- Atto del 1871

https://ucadia.s3.amazonaws.com/acts_us/1800_1899/us_041_congress_1871_ch62_government_cree’

Nessun commento:

Posta un commento