mercoledì 23 aprile 2014

25 APRILE 1945

 
di Maurizio Barozzi

 STORIA:
 Il 25 aprile 1945 non ci fu alcuna insurrezione nelle grandi città, a cominciare da Milano, dove i fascisti inquadrati in piazza Dante e in piazza S. Sepolcro, lasciarono indisturbati la città verso le 5 del mattino d...ell’oramai 26 aprile.
Il CLNAI ,che doveva subentrare nella autorità di governo, uscito dai comodi rifugi curiali, per mancanza di uomini dovette far occupare le sedi governative, a cominciare dalla Prefettura di Corso Monforte lasciata da Mussolini, da reparti della Guardia di Finanza, passata all’ultimo minuto con la cosiddetta Resistenza.
Di partigiani: neppure l’ombra.




 Tutti gli storici seri, hanno potuto accertare, anche con testimonianze di persone del posto e non politicizzate, che il 25 aprile la vita in Milano proseguì tranquilla, cinema e ristoranti compresi, per tutto il giorno, anche se il fantasma del CLNAI aveva proclamato l’insurrezione, ma tranne alcuni scioperi tranviari e negli uffici pubblici, qualche agitazione nelle fabbriche di periferia, qualche sirena che veniva messa in azione, nessuno se ne era accorto.

 

  Oggi sappiamo che tutti i presunti resoconti di gesta partigiane, in quel giorno, sono pure invenzioni, che le foto, fatte a posteriori, con partigiani armati di tutto punto che fingono di affrontare un inesistente nemico, sono scenografie da set, che anche il giorno dopo, il 26 aprile, in una Milano dove oramai i fascisti se ne erano andati verso Como, alcuni gruppi di partigiani , si azzardarono a mettere fuori la testa e a presidiare alcune grandi strade, ma in genere la città non li vide proprio, tanto che ci furono vari fascisti che vi capitarono a passare, anche in camicia nera, e non furono per nulla disturbati.
 

 Solo il 27 aprile, arrivarono in Milano, assieme ad alcune avanguardie delle truppe Alleate, alcune “divisioni” di brigate Garibaldi e simili, tutte in divise nuove fiammanti di marca americana, ad attestare che questi “eroici” partigiani, fuggiti in montagna proprio per evitare di fare la guerra, di fatto non l’avevano fatta proprio.
Fu allora che le file della Resistenza si infoltirono dei cosiddetti “partigiani dell’ultim’ora”, quelli che si iscrissero ai CLN sui banchetti di strada e nelle sedi improvvisate, e nel clima festaiolo divennero tutti partigiani. In seguito si iscrissero alle associazioni partigiane: sono quelli che poi andavano dicendo: “io ho combattuto contro i fascisti” e ci rimediarono anche qualche pensioncina resistenziale.



 QUESTA E’ LA VERITA’ STORICA DI UN INESISTENTE 25 APRILE QUALE GIORNO DI “LIBERAZIONE”.
MA QUEL GIORNO, SIMBOLICAMENTE, AVVENNE INVECE, QUESTA SI’, LA FINE DELLA NOSTRA PATRIA OCCUPATA, DA ALLORA E PER SEMPRE, DALLO STRANIERO.
GLI ALLEATI IMPOSERO LE LORO LEGGI,
PRETESERO L’ABOLIZIONE DELE GRANDI RIFORME SOCIALI DELLA RSI E LA RICONSEGNA DELLE IMPRESE NELLE MANI DEGLI INDUSTRIALI,
IMPOSERO AL NOSTRO PAESE L’ADEGUAMENTO AL SISTEMA FINANZIARIO OCCIDENTALE, UN SISJTEMA DI USURA E RAPINA,
CI ESPORTARONO LA COCA COLA, LO CHEWING-GUM, I FLIPPER E CON ESSI IL VIZIO, LE DROGHE, LA CORRUZIONE, MA SOPRATTUTTO IL MODELLO WAY OF LIFE AMERICANO CHE E’ SIGNIFICATO LA FINE DI TUTTE LE NOSTRE CULTURE E TRADIZIONI.


 E DA QUEL 25 APRILE 1945 NON CI SIAMO PIU’ LIBERATI, ANZI OGGI CON 113 BASI STRANIERE SUL NOSTRO TERRITORIO, ABBIAMO PERSO OGNI MINIMO RESIDUO DI SOVRANITA’ NAZIONALE.
POSSONO QUINDI FESTEGGIARE QUESTA FITTIZIA DATA DEL 25 APRILE TUTIT I DEMOCRATICI, I DEGENERATI, LE DESTRE REAZIONARIE, E ACCOZZAGLIE SIMILI.
RIDICOLO E’ INVECE IL FESTEGGIAMENTO DELLE SINISTRE, QUELLE CHE SI SPACCIAVANO PER COMUNISTI: PER LORO IL 25 APRILE CON L’ARRIVO DELLE TRUPE AMERICANE ERA LA LIBERAZIONE,
UN MOMENTO DOPO GLI AMERICANI DIVENTARONO GLI IMPERIALISTI DA COMBATTERE.
E QUESTO FINO A QUANDO QUEL “MONDO OCCIDENTALE”, CHE LORO STESSI AVEVANO CONTRIBUITO AD AFFERMARE, NON LI HA TOTALMENTE FAGOGITATI, TRASFORMATI IN COMPAGNI AL CAVIALE, POI IN NEORADICALI, QUINDI IN LIBERAL. E ADDIO COMUNISMO: SVAMPITO, IMPLOSO CON TUTTA LA SUA UTOPIA.
CI SAREBBE DA CHIEDE AI “COMPAGNI”: 25 APRILE, MA CHE CAZZO VI FESTEGGIATE?!

martedì 22 aprile 2014

De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.

 

Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.


Alfonso Luigi Marra

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI
Necessità di eliminare per via giudiziaria i Rothschild e i Rockefeller (R&R) per eliminare così la massoneria, che essi usano da tre secoli per dominare il mondo con le loro politiche criminali. Invocazione a provvedervi alla parte non massonica né filo-massonica della magistratura mondiale e in particolare di quella italiana e di quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), la quale ultima ha venduto alle lobby massoniche il suo ruolo e si è rimangiata la giurisprudenza che si era riusciti a strapparle in venti anni di cause.
Scrivo per chiedere ai buoni magistrati di sconfiggere i magistrati massoni o filo-massoni, di non farsi condizionare da loro, e di processare tutti quei membri delle dinastie Rothschild e Rockefeller (R&R) implicati negli infiniti crimini delle loro infinite banche.
Magistratura mondiale che è piena di massoni, alcuni dei quali persino pedofilo\satanici (vedi di seguito), a partire da quella italiana, quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), e quella della Corte di Giustizia del Lussemburgo.
Massoneria che è sempre illecita, perché ha il suo fulcro nella segretezza, ma che nel mondo anglosassone è meno censurata perché ne è pervaso da secoli in una misura in cui noi lo siamo solo da alcuni anni.
A parte poi che il mondo anglosassone sa a stento il diritto dove stia di casa.
Anche se è così bravo nelle tecnologie e nell’organizzazione da essere riuscito per molti versi a diventare più civile di noi, vittime come siamo di stadi dello strategismo vicini al delirio.
CEDU che ha venduto alle lobby massonico\bancarie il suo ruolo di controllore delle giustizie nazionali e si è rimangiata tutta la giurisprudenza che eravamo riusciti a strapparle in venti anni.
CEDU che si limita ora, in tempi ben più lunghi di quelli delle giustizie le cui lungaggini finge di censurare, a pronunziare qualche sentenza suggestiva, ma senza effetti sull’andamento e sulla velocità delle cause nazionali.
Questo perché così deve fare per servire i R&R, ai quali il buon andamento delle cause e la loro velocità sarebbero letali, perché sono il vertice della cupola criminale mondiale bancaria e non.
I massoni si sono infatti illegalmente appropriati del mondo nonostante siano tutti per forza di cose delle nullità (degli ‘illuminati’ per tesseramento ritualmente prostituiti ai R&R).
A partire ad esempio dal risibile Renzi che, sostenuto dai ‘fratelli’ massoni, si accinge ai suoi pur essi risibili ‘colloqui’ internazionali, fino a Obama, Carlo d’Inghilterra, Gate eccetera, che, non importa presiedano le nazioni e i gruppi industriali più potenti del mondo, restano delle nullità, perché la genialità implica la positività, mentre qualunque idiota può diventare un ‘genio’ del male.
Massoneria dal cui corpo si sono poi sviluppati i vari altri tentacoli, come il bilderberg, la trilatere, l’aspen e così via.
Un’accolita di asini benché delinquenti che non si sarebbe mai sviluppata se i R&R — che sono il vero problema — non la sostenessero da 300 anni per farne il loro braccio armato.
R&R senza i quali la massoneria non esisterebbe, perché R&R ne sono il motore dal momento della sua costituzione.
R&R che sono proprietari palesi od occulti di quasi tutte le principali banche del pianeta, o comunque le controllano e, attraverso esse, controllano, da tre secoli, il pensiero delle genti, i loro orientamenti, i loro gusti alimentari, sessuali, sportivi, musicali, le divinità in cui credono, le scoperte scientifiche da rendere note e quelle da occultare, le leggi da promulgare, le mode, e insomma tutto quanto si muove o sta immobile sotto il sole, perché controllano le economie, i media, i governi, le magistrature, i sindacati, i partiti, le polizie, la cultura, le rivoluzioni, le guerre, google, wikipedia, facebook, twitter.
Due dinastie di criminali che hanno esercitato questo controllo nella maniera più feroce ma anche più stupida, perché stanno rendendo il pianeta inabitabile, quasi ne avessero uno di riserva.
Come fare per distruggerli?
Ebbene, amici buoni magistrati, hanno commesso e commettono così tanti crimini, che c’è solo da scegliere per quali iniziare a processarli.
Io suggerisco di colpirli confiscando le quote delle banche centrali di proprietà delle banche private, impedendogli così il signoraggio e i falsi in bilancio che fanno alle spalle delle stesse banche centrali e private di cui sono azionisti palesi od occulti, che è la loro principale fonte di reddito, e intanto colpire l’illiceità bancaria in generale, a partire, ad esempio, in Italia, dal processo al Monte Paschi, che dovete chiedere ai magistrati incaricati perché langue.
Prima di tutto credo bisogni però individuare le responsabilità penali dei singoli Rothschild e Rockefeller e colpirli personalmente arrestandoli, confiscandogli i beni e, nei paesi dove è consentito, condannandoli a morte.
Sì, a morte, amici buoni magistrati, perché, proprio io che sono contrarissimo alla pena di morte, credo debba esservi un’eccezione in danno di coloro che — come questi cani rabbiosi di R&R e i loro servi sciocchi massoni — più si sono ‘distinti’ nei massimi crimini contro la collettività o l’ambiente.
Anche perché bisogna invertire la tendenza a punire con più veemenza i crimini contro i singoli, quasi che l’aumento del numero delle vittime attenui le colpe.
Cani rabbiosi, i Rothschild e i Rockefeller, per chiarire meglio le cui responsabilità, riporto di seguito un brano di un documento che ho precedentemente pubblicato contro loro e la massoneria.
16.7.2013
 
 
I Rothschild, i Rockefeller e la massoneria, da essi generata e gestita, quale causa del malessere dell’umanità e della distruzione dell’ambiente negli ultimi tre secoli.
 
 
Eventi apocalittici – anziché le meraviglie che la tecnologia avrebbe potuto donare – hanno caratterizzato negli ultimi tre secoli l’umana vicenda a causa dei misfatti di una rete massonica planetaria sempre più criminale e con sempre più estese frange pedofilo-sataniche.
Pedofilia che serve per compromettere, e satanismo che è l’essenza del ‘gadu’, il dio di incultura, presunzione e occultezza, dei massoni.
Incultura, perché la massonicità è frutto di un’accozzaglia di ‘scienze’ esoteriche, magiche, teosofiche, cabalistiche, astrologiche e simili.
Presunzione, perché la sua essenza è in una gnosi (rivelazione, illuminazione) non aperta a tutti, come la gnosi cattolica, ma, ridicolmente, ai soli ‘iscritti’.
Una gnosi così speciale da trasformare dei tali asini in ‘Illuminati’, perché sarebbe superiore alla gnosi dei ‘banali’ (i comuni cattolici, o comunque i cittadini).
‘Banali’ che, da ultimo, gli ‘Illuminati’, non potendo certo convertirli alla loro ‘elevatezza’, possono solo voler eliminare (tra cattolici e non, troppi ‘banali’ sul pianeta) con l’ausilio del loro dio opposto: satana.
Occultezza, perché sono da sempre cose da non potersi nemmeno dire.
‘Illuminati’ che, da quando esistono (diciamo dal 1723), sono sempre stati usati, comprati e venduti, dai Rothschild e dai Rockefeller, nei  loro strategismi signoraggistici, per promuovere, infiltrare, corrompere e dirottare di tutto: la rivoluzione francese, russa, cinese, cubana, il risorgimento italiano, l’unità d’Italia, e tutto quant’altro; ogni moto o evento in ogni continente; le guerre di indipendenza, quelle mondiali e la politica odierna.
Perché — compresi Che Guevara, Castro, Gandhi, e quelli che lo sono stati o lo sono occultamente, come il subdolo filo-bilderberghino rotto a tutto Napolitano, o i Beatles, apici della ‘cultura’ massonico-canora delle droghe per fini di distruzione di massa — sono stati o sono massoni quasi tutti: Robespierre, Napoleone, Marx, Lenin, Stalin, Cavour, Mazzini, Garibaldi, Einstein, Freud, Roosevelt, Churchill, Allende, Spinelli, Gorbaciov, Obama, l’ONU e l’UE. E persino Mussolini, che odiava la massoneria, ne fu sempre circondato. Fino a Mameli, che ci fa cantare «Fratelli d’Italia..» in onore, non degli italiani, ma dei suoi «Fratelli» massoni.
Una massoneria sempre tanto altisonante ed entusiastica negli ‘Illuminati’ toni, quanto avida, abietta e doppia nei fatti. Una massoneria in cui il potere bancario, in realtà indifferente a ideologie e religioni, ha sempre intruppato di tutto, strutturandola oggi come un’unica cosca planetaria ‘moralmente’ supportata da magistratura deviata, burocrazia, politica, esercito, polizia, media e imprenditoria bancaria e non, nonché materialmente diretta da falangi criminali composte da moltissimi di costoro. Una rete di idioti o criminali che dominano il mondo con la paura e il ricatto.
7.6.2013,
Alfonso Luigi Marra
 

domenica 20 aprile 2014

Solo per ricordare


di Filippo Giannini

O italiani, quale Stato vi aspettavate da una Repubblica nata dagli scenari di Piazzale Loreto?
Stato corrotto, Nazione appestata, Magistratura allineata. E non poteva che essere così.
E’ certo che i nostri legislatori (o “Padri della Patria”) non  hanno perso tempo. Gli scandali (che parola strana) sono iniziati con la nascita - sarebbe meglio dire “aborto” –  dell’Italia “liberata”.
Quanti italiani oggi ricordano il caso del principe Don Giulio Pacelli (nipote di Pio XII) e del conte Stanislao Pecci  (pronipote di Papa Leone XIII)? E siamo appena al 1947, due anni dalla tanto desiderata cacciata della “cupa tirannia”. Erano personaggi al centro di uno scandalo finanziario, risolto poi a favore dei due nobili signori – neanche a dirlo – dal giovane Giulio Andreotti.
Quanti ricordano il “Progetto Fiumicino” (primi anni 1960)? Fu un classico esempio di sperpero del denaro pubblico e di incapacità tecnica; uno dei tanti casi di lotta di potere fra uomini della Democrazia Cristiana.
Il “caso Fiumicino” era ancora all’attenzione del “Popolo sovrano” quando ecco scoppiare un nuovo scandaletto. L’ordinario di Economia Agraria di Napoli, professor Manlio Rossi Doria, denunciava un gigantesco fenomeno di “clientelismo di Stato” a favore della DC: la “Federconsorzi” aveva indebitamente incassato 1.064 miliardi (al valore di allora). L’onorevole Paolo Bonomi, presidente della “Coldiretti”, organizzazione democristiana committente della “Federconsorzi”, rimase coinvolto nella faccenda. E’ superfluo sottolineare che non solo tutto fu impantanato, ma, grazie al clima politico instaurato dagli uomini che si avvicendarono dal 1948 al Ministero dell’Agricoltura, questi riuscirono addirittura ad evitare che ulteriori operazioni si svolgessero al riparo da ogni controllo sia del Parlamento, sia del Governo, ma anche della Corte dei Conti.
Siamo ancora nel 1963, e quasi a gemellaggio degli scandali precedenti, venne alla luce lo “scandalo delle banane”. Era il momento della famiglia Caltagirone e del suo amico il Ministro Franco Evangelisti. Fu solo per un caso che questo scandalo si ampliò; infatti Caltagirone aveva organizzato un sontuoso banchetto nel ristorante più alla moda di Palermo, il “Charleston”; a capotavola sedeva l’onorevole Giacomo Mancini, il quale, forse per l’eccessivo appetito (ricordiamolo era un socialista) si sentì male tanto da essere trasportato in ospedale, fu a causa di questo malore che la notizia si divulgò in tutta Italia.
 Vi ricordate – siamo nel 1976 – lo scandalo degli aerei “Hercules”? L’entità del furto di pubblico denaro, operato a favore dei soliti noti, può trovare le sue dimensioni secondo quanto ebbe a dire il presidente della “Lockheed”, società costruttrice degli “Hercules”: <Dal  ’70 al ’74 abbiamo speso tre miliardi per corrompere politici e funzionari pubblici italiani, per convincerli ad accettare gli “Hercules>. Da questa dichiarazione venne fuori, su indicazioni dell’avvocato della “Lockheed”, l’”Antelope Cobbler”, nome in codice di uno dei politici italiani corrotti. Fra gli altri nomi vennero indicati anche quelli di Luigi Gui e Mario Tanassi, che ritengo siano stati i capri espiatori di nomi ben più illustri. Rinviati in giudizio davanti alla Corte Costituzionale, il primo (Gui) fu assolto, il secondo (Tanassi) condannato. Durante il processo vennero coinvolti personaggi di primissimo piano, quali l’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone e i fratelli Antonio e Ovidio Lefebvre.
Fu Mino Pecorelli a denunciare sul suo giornale “OP” la “supertruffa dei petroli”. Voglio ricordare che questi fu assassinato dai “soliti ignoti” nel 1979. Le vicende che riguardano il povero Pecorelli sono cose normali tanto che vide l’assoluzione di Giulio Andreotti indagato quale mandante dell’omicidio. In merito a questa truffa, il petroliere Silvio Brunelli rese questa testimonianza ai giudici di Treviso: <Affidavamo a un nostro collaboratore fidatissimo un compito particolare. Ogni mese doveva andare a Roma portandosi delle borse piene di milioni. Circa 200 milioni al mese. Questi soldi servivano infatti a pagare i vertici della Finanza che sapevano della truffa dei petroli e dovevano continuare a chiudere un occhio. I finanzieri non erano i soli ad esser pagati>. Un danno per lo Stato ancora oggi non ben definito,  ma, si dice, tra i duemila e i quattromila miliardi. I nomi dei politici coinvolti: il democristiano Sereno Freato, consigliere di Aldo Moro, i socialisti sottosegretari Giuseppe Di Vagno e Maria Magnani Noya. Fu in questa circostanza che il senatore missino Giorgio Pisanò accusò il Ministro democristiano dell’Industria Toni Bisaglia; che querelò il suo collega senatore. Nel giro di assegni fraudolenti risultarono coinvolti, Liliana Fantasio, anch’essa collaboratrice di Aldo Moro; e Giuseppe Di Vagno, socialista, questi giustificò il possesso di assegni sospetti sostenendo che erano “consulenze particolari”: consulenze che, tuttavia, non vennero denunciate nella sua dichiarazione dei redditi. Anche il “golden boy” del calcio italiano, Gianni Rivera, figurò fra gli imputati per un assegno, intestato a suo nome, di 50 milioni di lire.
Vi ricordate Michele Sindona? Questo finanziere  (siamo a metà degli anni ’70) fu l’intestatario di uno “scandalo da insalata all’italiana” che vide coinvolti politici, logge massoniche, alta finanza, mafia. Ricorderete certamente la fine dell’uomo di Patti: avvelenato (misteriosamente) in carcere, secondo lo stile dei Borgia .
E vogliamo tralasciare il “suicidato” Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il ponte dei “Black Friars” a Londra? Calvi si portò dietro oscuri intrecci con la P2 e con uomini politici “d’onore”. Adriano Zampini, un faccendiere torinese, rivelò nel 1983 di aver corrotto rappresentanti della Giunta rossa di Torino guidata da Diego Novelli e dal vicesindaco Enzo Biffi Gentili.
Un’istruttoria aperta dal magistrato russo Stepankov avrebbe accertato che solo dal 1971 al 1990 il Partito Comunista Italiano avrebbe ricevuto oltre 47 milioni di dollari da Mosca (valore dell’epoca). E i magistrati italiani che hanno indagato su questo scandalo hanno dovuto chiudere l’inchiesta <pur sussistendo concludenti e persuasivi elementi sulla rilevantissima ed operante invocata contribuzione del Pcus al Pci, ecc. ecc.>. Come dire: una mano lava l’altra ed entrambe fregano il popolo italiano.
Quanto ci costa questo paradiso di libertà e di democrazia nel quale abbiamo la fortuna di vivere? Cifre da pazzi, che sarebbe veramente interessante confrontarle con quelle dell’”infame Regime”.
E qui mi fermo, perché siamo arrivati a giorni più recenti, giorni che hanno visto il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta. Un mistero che rivela, però, la demoniaca capacità di uomini maestri di intrighi, di corruzione, di spietata determinazione, il cui unico scopo è il mantenimento del potere: quel potere che è stato loro affidato dai “liberatori”. Questo è stato possibile grazie all’eliminazione di quell’apparato che per almeno vent’anni li aveva allontanati dalle leve di gestione.
 Qualche lettore, che ha avuto la cortesia di leggermi sino ad ora, potrebbe essere tentato di chiedermi se “in quel periodo” ci furono scandali simili. Senz’altro no! Il più noto vide primo attore  (erano gli anni 1928-1929) l’allora Podestà di Milano, il fascista Belloni che, approfittando della sua carica, fece approvare un piano regolatore edilizio che prevedeva la demolizione di alcuni edifici nella zona intorno al Duomo. In combutta con alcuni amici e parenti, fece acquistare, a prezzi stracciati, quelle proprietà “condannate”. Come seconda operazione il Belloni fece modificare il precedente piano così da salvare quegli edifici da lui e dagli amici acquistati. Se la truffa fosse andata in porto i “malandrini” avrebbero potuto godere di grandi ricchezze immobiliari. Fu Farinacci che denunciò il losco affare direttamente a Mussolini, il quale – è noto  aveva, fra gli altri, il grave difetto caratteriale quasi maniacale di rispettare il pubblico denaro – denunciò i truffatori alla magistratura. Belloni e gli altri furono condannati a pene carcerarie pesantissime, pene tutte interamente scontate in carcere.
Esattamente come oggi…  Vero?
Tornerò sull’argomento, perché c’è tanto, ma tanto da aggiungere.
Prima di terminare; vedo che debbo dare una spiegazione al … ne godo, come dal titolo. Debbo fare una premessa: sono per carattere un tantinello cattivo e vendicativo. La Provvidenza ci aveva mandato un uomo onesto e costruttivo. Gli italiani lo hanno assassinato e il suo corpo appeso per i piedi e, ancora oggi, vilipeso. Ecco perché quando assisto a ruberie e furbetteie da parte dei politici ne godo. E pensate che ancora oggi c’è gente che festeggia la data della liberazione.
E per spiegarmi meglio voglio ricordare quanto ebbe a dire il deux ex machina della mascalzonata dei Trattati di Versailles, il Presidente venuto da Oltre Oceano Thomas Woodrow Wilson nel corso di una serie di lezioni ai ragazzi americani  alla Columbia University: <Dal momento che il commercio ignora i confini nazionali e il produttore preme per avere il mondo come mercato, la bandiera della sua nazione deve seguirlo e le porte delle nazioni chiuse devono essere abbattute. Le concessioni ottenute dai finanzieri devono essere salvaguardate dai ministri dello stato, anche se in questo, venisse violata la sovranità delle nazioni recalcitranti… Vanno conquistate o impiantate colonie, affinché al mondo non resti un solo angolo utile trascurato o inutilizzato>.
Molto esplicito, è vero?

Avrei tanto altro da aggiungere, lo farò prossimamente.

sabato 19 aprile 2014

LA DITTATURA DELL'ILLEGITTIMITÀ Renzi


DI IDA MAGLI
Italiani Liberi

Finalmente “Renzi il Giovane” è riuscito ad inaugurare la nuova Era, quella del primato dei giovani. L’eliminazione del Senato, il più antico consesso romano di governo degli Anziani (Seniores)  significa – ed è – soprattutto questo, gridato a gran voce, simbolicamente ma anche concretamente: “Via i vecchi”! Il Ministro del lavoro sta pensando ai prepensionamenti per dare lavoro ai giovani ed è sicuramente inutile fargli notare che soltanto con il sistema di certi popoli “primitivi”, quello di abbandonarli senza acqua né cibo in luoghi disabitati, sarà possibile oggi liberarsi dei vecchi dato che è la maggiore conquista della nostra civiltà aver allungato di oltre un terzo la durata media della vita sconfiggendo il tifo, la tubercolosi e la mortalità per parto.

Probabilmente la signora Madia non sa che le donne morivano giovanissime perché affrontavano partorendo un rischio di morte talmente alto che la Chiesa l’aveva equiparato a quello dei soldati in battaglia emanando per le partorienti lo stesso obbligo di confessarsi, all’inizio delle doglie, in vigore per i soldati prima del combattimento.
Lo stato di salute e la durata della vita dei cittadini è il dato primario che connota una società: non è capace di governare chi non se ne rende conto al punto di credere di poter tenere una parte del gruppo fuori dal gioco.
Se accantoniamo però questa constatazione sul modo farsesco con il quale siamo governati, non possiamo non rimanere stupiti della facilità con la quale, malgrado la lunga esperienza storica che ne abbiamo alle spalle, è possibile in Italia a chi abbia un minimo di disinvoltura e di potere instaurare una dittatura. Sono nate quasi sempre così le dittature in Europa: sfruttando i momenti di mancanza o di sospensione delle regole e affermando che è necessario, appunto, instaurarne di nuove.
Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi non c’è mai stata però una situazione di reale vuoto e di illegittimità conclamata delle istituzioni come quella in cui viviamo e nella quale Renzi nuota a suo piacere. L’incostituzionalità della legge elettorale è diventata, invece che una debolezza, il suo maggiore punto di forza in quanto è ormai passato così tanto tempo dalla sentenza della Consulta che si possono considerare come nulle anche le decisioni della massima Magistratura. D’altra parte Renzi sa di poter contare su un’assoluta certezza: i suoi colleghi non si faranno mai sbalzare fuori dalle proprie poltrone andando alle elezioni e Berlusconi gli manterrà il suo appoggio perché non ha altro modo per rimanere nel gioco politico. Accantonato quindi con disinvoltura il progetto di una nuova legge elettorale, il nostro piccolo Mussolini si dedica a sistemare l’Italia in vista del potere in Europa.
È l’Europa, infatti, che ha guidato Napolitano nell’escludere il ritorno alle elezioni per potere instaurare i governi di Monti, di Letta e di Renzi ed è per questo motivo, la sottomissione all’impero europeo, che nel diluvio di commenti che accompagna le imprese di Renzi nessuno accenna, né giornalisti né politici, al primato dell’Europa che le domina. La pseudo cancellazione del Senato serve infatti, oltre al piacere di togliere di mezzo un’istituzione “vecchia”, a indebolire lo Stato e disintegrarne l’unità: eliminare gli Stati nazionali è indispensabile all’unione politica dell’Europa.

Renzi odia il popolo italiano quanto e più (di più perché ride mentre lo tradisce) di quanto l’abbiano sempre odiato i suoi politici e governanti lungo tutta la sua storia, salvo la brevissima pausa del Risorgimento. Il dovere principale per il quale si batte è rispettare Maastricht e la moneta euro. A felicitarsi di questa fedeltà è venuta in Italia la Regina Elisabetta II e ne aveva ben donde: nella sua qualità di massimo capo della massoneria mondiale e di partecipante alla Banca Centrale Europea, così come a tutte le altre Banche Centrali, sta gioiosamente seduta sulla montagna di soldi che ha spremuto e spreme ai poveri europei, ai poveri italiani, agli imprenditori suicidi, ai milioni di lavoratori rimasti disoccupati da quando i loro governanti hanno adottato la moneta euro. È una spietata strozzina, come sono spietati strozzini i Re di Spagna, d’Olanda, del Belgio, i Rothschild, i Rockfeller e tutti gli altri azionisti delle Banche Centrali.
Ancora una volta, però, giornalisti e politici hanno mantenuto il silenzio sull’obbrobriosa personalità di questa donna, dedicandosi a commentare il tenero colore dei suoi cappelli. È questo silenzio che permette agli usurai d’Europa di portare i popoli alla rovina.

Ida Magli

Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito14/la-dittatura-dell-illegittimita.html

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13195
 



06.04.2014

sabato 5 aprile 2014

LA MARCIA VERSO IL DOMINIO MONDIALE


Retroscena, Documenti, Conclusioni.

Il professore di Storia Contemporanea dell’Università della California Antony C. Sutton ha documentato in un suo libro  i finanziamenti dati ad Hitler dai finanzieri di Wall Street.
Filippo Giannini, nel suo libro “Il sangue e l’oro”,  ha riassunto una lettera circolare inviata all’ambasciatore d’Italia Grandi,  in cui si denunciava che il governo inglese, la stampa e la BBC erano controllati da banchieri, mentre i finanzieri di Wall Street controllavano l’economia e la politica dell’America e della Russia bolscevica.
È stato ipotizzato da storici conformisti che Hitler fosse stato strumentalizzato da banchieri e che non si fosse avveduto di essere spinto alla guerra, invasato da un ambizioso, impossibile progetto – essi hanno scritto – di dominazione mondiale.
No: Hitler aveva progettato soltanto di liberare l’Europa dalla nefasta egemonia della plutocrazia mondialista, fidando nella possibilità di una fulminea occupazione dell’Europa per poter offrire poi alla Gran Bretagna una pace onorevole, generosa e conveniente, lasciandole intatti l’impero e il dominio dei mari e mantenendo il III Reich nei limiti dell’unica funzione di guidare i popoli europei  al disimpegno dalla soffocante dipendenza commerciale e politica dal cosiddetto “Occidente plutocratico” onde riscattarli dal bisogno di materie prime e di prodotti essenziali detenuti dalle multinazionali accaparratrici.
È ben risaputo che il Führer era un fautore del Lebensraum  in espansione ad est; quindi nutriva interessi non contrastanti con gli Inglesi. Alla guerra ci fu tirato per i capelli dalle provocazioni sanguinose dei Polacchi, sobillati e “garantiti” dalle demoplutocrazie,  che poi entrarono in guerra, si, ma restarono ferme dietro la loro linea Maginot e non accorsero in alcun modo efficace a proteggerli. Anzi, era previsto e necessario che la Polonia soccombesse  alle invasioni di Tedeschi e di Russi, affinché si creasse una frontiera russo-tedesca per ottenere in seguito lo scontro diretto dell’URSS contro il III Reich e l’Europa intera ne rimanesse prostrata e incapace di resistere all’asservimento della  plutocrazia mondialista, com’è puntualmente avvenuto.
La nuova strategia della “guerra lampo”, il Blitzkrieg, vide le truppe tedesche vittoriose sfilare a Parigi, mentre il corpo di spedizione inglese, accerchiato sulla spiaggia di Dunquerque era stato lasciato reimbarcare.
Le condizioni della Germania all’epoca erano di netta supremazia in Europa, mentre il conflitto non aveva ancora assunto dimensioni mondiali.
L’Inghilterra stava perdendo la guerra, le sue truppe avevano dovuto reimbarcarsi dalla Grecia e Rommel stava vincendo in Africa, le navi inglesi andavano a picco sotto i colpi degli U-Boote.
Erano state offerte fin dal settembre 1939 non meno di quattordici volte, onorevoli e convenienti proposte di pace. Si trattava  di proposte dignitose sul mantenimento dello status quo ante, con allettanti e ragionevoli probabilità di accoglienza, in quanto esisteva in Inghilterra una forte corrente filotedesca e pacifista che arrivava a comprendere personaggi di casa reale e comunque anche molti politici della Camera dei Lords e della Camera dei Comuni. La politica guerrafondaia di Churchill, asservito alla plutocrazia mondialista, aveva generato roventi reazioni.
Ha scritto Ernesto Zucconi: «Non vi è ragione  che inglesi e tedeschi - originari del medesimo ceppo anglosassone – lottino fra loro, dal momento che il Lebensraum, lo spazio vitale cui Hitler anela, non tocca per nulla gli interessi britannici, bensì quelli sovietici, la cui ideologia è notoriamente avversata anche da Churchill.
Pertanto non sarebbe più logico unire le forze in vista di una comune minaccia, invece di favorire il gioco american di Roosevelt e della sua cricca che ormai da mesi riforniscono l’Inghilterra di enormi quantità di materiale bellico dissanguando le casse londinesi e provocando a lungo andare il prevedibile collasso del già traballante impero britannico nei cui mercati gli USA sono destinati a subentrare?».
Il “partito della guerra” era raggruppato intorno a Winston Churchill, Duff Cooper e Antony Eden, una consorteria che si era abbozzata e poi strettamente legata, durante  convegni segreti al Savoy Hotel con il ricco e facoltoso banchiere Israel Moses Sieff, ambasciatore segreto della Plutocrazia guerrafondaia. Churchill, di madre americana, aveva legami di amicizia con parecchi influenti americani.
Lo stesso David Lloyd George, a capo di un’agguerrita opposizione, aveva attaccato duramente il 7 aprile la condotta della guerra da parte di Churchill.
Il vice-führer Rudolf Heß aveva incontrato in Spagna, tra il 20 e il 22 aprile 1941, membri della corrente pacifista britannica.
Secondo Toni Liazza l’immediata secretazione fino al 2017 di documenti  relativi alla corrispondenza, in quei giorni focali, tra l’ambasciata di Madrid e il Foreign Office, dimostra che riguardavano  qualcosa che era accaduto in contrasto con la cosiddetta “verità ufficiale”.
Ancora Toni Liazza ha scritto in un documentato articolo:  «Anche la camera dei Lords era in rivolta con una solida coalizione, non solo contraria alla direzione di Churchill, ma favorevole anche a una pace negoziata.
Il 10 maggio il Duca di Bedford, della fazione pacifista, disse che Lloyd George avrebbe dovuto fare una dichiarazione sui termini di pace che la Gran Bretagna avrebbe potuto accettare.
È molto probabile che la montante pressione su Churchill non fosse una coincidenza, ma il risultato di una campagna architettata in collegamento con la missione di Heß e con lo scopo di defenestrare il Primo Ministro».
Come tutti sappiamo, Rudolf Heß, provetto pilota, decise di dare una spinta più decisiva alle trattative per farle uscire dalla fase di stallo, volando in Scozia per assumersi il compito «certamente arduo, ma non impossibile – ha scritto Zucconi nell’articolo citato – di convincere il duca di Hamilton (conosciuto durante le olimpiadi berlinesi del 1936 ed esponente di una forte corrente filotedesca) a spingere Churchill ad una pace onorevole o alle dimissioni».
E Toni Liazza incalza dicendo che Heß nutriva una cordiale amicizia, cementata da una “fraternità aviatoria”, essendo entrambi piloti, con George Windsor, duca di Kent (fratello del re Edoardo VIII del Regno Unito e, dopo l’abdicazione di quest’ultimo, anche di Giorgio VI del Regno Unito) ma dice Liazza: «le relazioni tra la monarchia britannica e il regime di Hitler furono molto più strette di quanto si sia sospettato […] dai primi anni ’30 il duca di Kent era attivamente impegnato nel promuovere relazioni più strette tra la Gran Bretagna e la Germania. Quando la guerra stava avvicinandosi, egli partecipò a marce per la pace». E c’è di più: «cadde, sempre per volere di Churchill, un tentativo di pace promosso dal Duca di Windsor (l’ex sovrano che ufficialmente aveva abdicato a causa del matrimonio con una non nobile, Wally Simpson, ma in realtà per gli intrighi di “Focus”  e di Churchill ». Churchill aveva dimenticato del tutto che il partito conservatore esiste per la conservazione e quindi che avrebbe dovuto dare priorità assoluta alla conservazione dell’impero britannico. Ma per lui, invece, obbediente pedina nelle mani dell’International Banking Fraternity, contavano le direttive intransgredibili tirannicamente imposte dalla plutocrazia mondiali sta.
Concorda Mario Spataro: «Churchill era sfacciatamente manovrato da lestofanti e  gruppi finanziari internazionali che si servivano di lui per scatenare la guerra.
Questi individui facevano capo al miliardario sudafricano henry Strakosch […] ai sindacalisti Walter ed Ernst Bevin […] all’avvocato Samuel Untermeier della “Federazione Economica Ebraica”, al presidente della Shell sir Robert Waley Cohen».
D’altro canto, Vincenzo Caputo, nel suo dettagliato e ben documentato “Da Sarajevo a Pearl Harbor – Gli Anglo-Americani alla conquista del mondo”, Settimo Sigillo. Roma, 1999, ha comprovato obiettivamente la politica guerrafondaia delle “ipocrite democrazie”, capovolgendo l’essenza storiografica della vulgata ufficiale sulle due guerre mondali. Infatti egli ha rese pubbliche, per primo in Italia verità che negli USA erano da tempo di pubblico dominio, ma che «i nostri  mestieranti di cultura continuano ad ignorare - e cioè  che – Roosevelt ed i suoi sodali, già nel 1937  avevano in programma la guerra in Europa e la guerra in Estremo Oriente, che essi si apprestavano ad attirare i Giapponesi nella “trappola” di Pearl Harbor, per smuovere e scioccare l’opinione pubblica statunitense isolazionista e neutralista».
 Tanti lestofanti di Londra e di Washington si tengono ben secretati quei documenti che capovolgono le responsabilità delle due guerre mondiali, ma per chi vuole capire la verità è già chiara e palese.
 F. F.


NOTE:
  Sutton Antony C., Wall Street and the rise of Hitler, ’76 Press, Seal Beach, California, 1976.
  Giannini Filippo, Il sangue e l’oro, Settimo Sigillo, Roma, 2002, p. 19.
  Archivio del ministero degli Esteri, ambasciata di Londra, busta 1096, lettera circolare di A. G. Pape, candidato conservatore, ex ufficiale di S. M..
  Una federazione delle patrie europee.
  Particolarmente era intimo amico del grosso finanziere  Bernard Baruch, alter ego del presidente Franklin D. Roosevelt, che gli pagava i forti debiti di una vita sregolata per uso di cocaina, di alcool e consultazioni frequenti di esosi indovini..
  Quei documenti erano stati aperti al pubblico allo scadere dei 50 anni canonici.
  Toni Liazza, Sullo sfondo la lotta tra pacifisti e gli oltranzisti di W. Churchill – rivisitiamo la storia /10 maggio1941; il vice-führer Rudolf Heß vola in Scozia con proposte di pace, su “Historica Nuova”, N. 4, Luglio-Settembre 2007.  Prese il nome di “Focus” l’”Anti-nazi Council”, organizzazione anglo-ebraica egemonizzata dal miliardario sudafricano Henry Strakosch e finanziata anche dal presidente della Shell, sir Robert Waley Cohen.
  Vedi Mario Spataro, Fu Churchill che volle la guerra, ed. Il Borghese, Milano, 1993, pp.153-156 e concorda Alan Clark, Churchill, The End of the glory, Hodder & Stoughton, London, 1993. Ormai seguono sostanzialmente numerosi storici, tra cui John Charmley, Chuchill, The End of Glory. A political Biografia; William Manchester; John Costello, storico americano. David Irving, sei anni prima, però, non era riuscito a trovare un solo editore a Londra, che pubblicasse il libro: La guerra di Churchill, che sosteneva le stesse tesi.
  Mario Spataro, Fu Churchill che volle la guerra, cit..
   E infatti, fin dal 1938 cominciarono a preparare la bomba atomica. Si noti che il 28 ottobre 1944 Mussolini aveva scritto che Roosevelt, almeno dal 1937, aveva cominciato la sua metodica opera di preparazione alla guerra. (Opera Omnia di Benito Mussolini, a cura di Edoardo e Duilio Susmel, la Fenice , Firenze, 3ª ristampa, 1973, XXXII, Appendice, p. 425)

Garibaldi a Londra per ringraziare Palmerston


Angelo Forgione - 
Nei giorni scorsi Matteo Renzi, in visita a Londra, ha partecipato alla celebrazione del 150° anniversario della quarta visita di Garibaldi in Inghilterra, alla presenza del sindaco di Londra, Boris Johnson (guarda al minuto 36:00). Perché la quarta è la visita celebrata? Tra il 3 ed il 27 aprile del 1864, Garibaldi visitò Londra dopo aver occupato i territori del Sud-Italia e averli consegnati a Vittorio Emanuele II. Un milione di persone affollarono le strade percorse dalla sua carrozza (l’illustrazione mostra il corteo di Garibaldi a Trafalgar Square dell’11 aprile 1864), nel più totale giubilo per l’uomo che aveva spinto all’esilio l’odiato Borbone e per la sua avversione al Papa, cioè per il rafforzamento dell’egemonia imperiale anglosassone.
Durante la sua permanenza, il Generale incontrò, tra gli altri, il primo ministro Lord Palmerston, suo sobillatore e protettore (così come dei Piemontesi) e gran maestro della massoneria di Rito Scozzese che aveva contato sull’organizzazione per la sollevazione dell’Europa già dai moti rivoluzionari del 1848. Il nizzardo l’aveva infatti già incontrato nel 1846, ricevendo appoggio per l’impresa garibaldina a difesa dell’indipendenza dell’Uruguay e incoraggiamento per la conquista del Sud-Italia. E poi, nel 1854, aveva visto “politici e grossi imprenditori” locali a Tynemouth (Newcastle), nel nord-est dell’Inghilterra, per ottenere armi e munizioni da ricevere segretamente dal protettorato inglese di Malta, prima di intraprendere la campagna per la spedizione al Sud (targa nella foto). In realtà ricevette anche fiumi di piastre turche per corrompere gli ufficiali borbonici, e la scottante contabilità del suo esercito, affidata a Ippolito Nievo, sparì nelmisterioso naufragio del piroscafo Ercole. Del resto, Torino e Londra erano le capitali massoniche di quell’Europa e Garibaldi, iniziato alla massoneria dal 1844 a Montevideo, fu nominato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nel 1862 proprio a Torino, dopo l’invasione del Mezzogiorno.
Nel corso di quel viaggio a Londra del 1864 Garibaldi dichiarò: «Senza l’aiuto di Palmerston, Napoli sarebbe ancora borbonica, e senza l’ammiraglio Mundy non avrei giammai potuto passare lo stretto di Messina.»

http://angeloxg1.wordpress.com/2014/04/04/garibaldi_londra/

'INGHILTERRA CONTRO IL REGNO DELLE DUE SICILIE
https://www.youtube.com/watch?v=nZersj4_g5c