domenica 22 marzo 2015

Benito Mussolini è Lei o non è Lei l' uomo che…?


di Filippo Giannini

Italiani, troppo intelligenti…troppo italioti

23.11.2011 - I soliti ignoti 
è uno dei più insulsi – fra i tanti – programmi televisivi italiani che allietano (si fa per dire) le nostre serate; e questo per proporre un giochetto dalle finalità un pochino più serie.
   Immaginiamo uno studio televisivo e che sullo sfondo ci siano in fila dei personaggi, anche se ormai non più in vita; concedetemelo questo miracolo , ripeto: è solo ungiochetto . E immaginiamo, come nella babbea trasmissione televisiva, che il conduttore ne chiami uno alla volta e ponga le domande. Iniziamo:

   Scrittore Bernard Shaw è lei che il 13 ottobre 1937 scrisse: <Lo Stato Corporativo fascista costituiva il grande avvenimento del secolo… Le cose da Mussolini già fatte lo condurranno prima o poi ad un serio scontro con il capitalismo>. E proprio lei?

    Lei, Wallace Beery, uno dei più famosi attori americani ha detto: <Quando nel 1931 mi recai con la famiglia in Italia a presentare il film Il Campione, mi presentai spesso in maglietta nera, in onore e simpatia per Mussolini! Mussolini grande! Italia bellissima! Italiani simpaticissimi! Evviva Italia! Evviva Mussolini!>. E proprio lei che disse queste parole?

  Lei, Giuseppe Prezzolini, grande giornalista, in piena crisi economica scrisse nel 1934 a seguito di un viaggio in Italia, proveniente dagli Stati Uniti: <Pace in questa Italia, ecco il primo sentimento certo che si prova venendo di fuori e dura per tutto il soggiorno. Le strade non saranno grandi come le Avenues, ma non ci sono mitragliatrici, le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo del paesaggio, dei fiori, dei colori dell'aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire un'atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento>. E proprio lei che ha scritto queste parole?

Stanley Baldwin, è proprio lei che sentenziò: <Non credo che vi siano in Europa uomini di eccezione come Mussolini >?

   Lei, Austen Chamberlain, lei che ha coperto cariche politiche di primo piano, proprio lei disse nel 1933: <La mia incondizionata ammirazione e personal affectionper il Duce la cui grandezza va ogni giorno crescendo davanti al mondo>?

   <Il genio romano  impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente. Egli ha pensato esclusivamente al bene duraturo del popolo italiano come Egli lo concepiva. Se fossi italiano sono sicuro che sarei del partito di Mussolini>. Mister Winston Chuchill, proprio lei ha scritto questo giudizio?

   Cyril Clemens, sono proprio sue queste parole pronunciate nel 1969: <Consideriamo Mussolini Presidente Onorario ad memoriam della Mark Twain Society di questa Istituzione statunitense che, dal 1923, ha eletto suo premierOnorario internazionale Benito Mussolini> ?
   Lei, President Columbia University , ha pronunciato nel 1932, queste parole: <Si può avvicinare Mussolini a Cromwell. Il Fascismo è un sistema di governo assolutamente splendido> ?
    E proprio il Daily Express che nel 1930 scrisse: <Mussolini, questo artefice magnifico della rinnovata grandezza d'Italia, questo conciliatore  dei Savoia col Vaticano, seguiva sorridente e sereno la processione dei Re e dei Principi, con la fronte cinta da un alloro invisibile> ?

Ed ora smettiamo questo gioco insulso, lasciandolo alla RAI/TV e spostiamoci su argomenti seri.

Daily Mail (1932): <Il governo di Mussolini ha portato a termine un'impresa apparentemente impossibile> .

Daily News : .

Daily Telegraph : <Alla camicia rossa di Garibaldi è succeduta quella nera di Mussolini e fra i due fenomeni il più forte e più notevole è il secondo> .

    Antony Eden (1934): <Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nella evoluzione mondiale> .

   Thomas Alva Edison: <Mussolini è il genio più grande dell'età moderna> .
   Douglas Fairbanks (1930): Mussolini è una delle più portentose personalità che abbia mai conosciuto> .

   James Gregor (1951): <Se Marx è stato il profeta dell'Ottocento, il profeta del Novecento è Mussolini> .

   C. Hibert (1933): <Quando si trasferì a Roma decise di rifiutare ogni emolumento come Capo del Governo e come Ministro, e di mantenersi coi suoi guadagni di direttore del Popolo d'Italia e con gli articoli che scriveva di tanto in tanto per qualche giornale americano> .

   Samuel Hoare (1938): <Mussolini è il massimo statista dell'Europa moderna>.
   William Lawrence (1930): <E un'Italia nuova. Mussolni è l'animatore anzi il creatore di questo nuovo spirito. Insomma: un'Italia nuova, politicamente, commercialmente e socialmente. Il cervello meraviglioso di Mussolini è al lavoro> .

   G. Leavis (1982): <Ezra Pound ammira Mussolini in quanto artifex, in quanto creatore non viziato da tirannici appetiti di potere. Non deve stupire, peraltro, il lettore davanti a giudizi negativi di Pound dedicati a Metternich, a Hitler, a Francesco Giuseppe, a Nietzche> .

   Lloyd George (1934): <Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopoguerra… Il corporativismo ideato da Mussolini è intelligente e promette molto… Ancora una volta l'Italia, la piccola Italia che diede Cesare capitano e Napoleone condottiero e che largì al mondo i più grandi geni dell'umanità ha offerto un Uomo che desta ammirazione anche fra i suoi nemici e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi… L'Italia è un paese povero, più povero di noi. Ma ecco che cosa Mussolini ha fatto; egli ha mostrato coraggio, egli ha affrontato e affronta le difficoltà. Egli ha bonificato delle centinaia di migliaia, se non addirittura dei milioni di acri. Egli ha tratto dalla terra pane e lavoro per migliaia e migliaia di persone… Se il mondo non si decide a seguire Mussolini il mondo è perduto. Non c'è che Mussolini ad avere le idee chiare ed a camminare sicuro sulla strada segnata dalla sua volontà> .

   Emil Ludwig (1940): <Mussolini è il più notevole uomo vivente; la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della Storia… Mussolini sognò col Fascismo una grande Nazione. Si mise all'opera per trasformare il sogno in realtà. Creò la Nuova Italia: e questa è una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo e alla Storia> .

Manchester Guardian (1939): <Mussolini è certamente la più grande figura dell'epoca> .

   Arnold Molbriegel (1929): <Anche fra i pellirosse non si parla che di Mussolini> .

   Oswald H. Mosley (1931): <Mussolini è il personaggio che più ammiro nel firmamento mondiale. Mi adoprerò al massimo per emularlo o almeno avvicinarlo nelle sue iniziative e nelle sue realizzazioni di civiltà>.

New York Herald : <L'opera di Mussolini continua ad essere una delle meraviglie del secolo 20°> .

   P.O. Connel (1934): <Esalto la figura del Duce, il grande statista italiano che ha finalmente saputo risolvere la spinosa questione romana. Il popolo deve serbare eterna gratitudine a Mussolini per la sua opera meravigliosa con la quale l'Italia ha assunto un nuovo assetto in ogni campo. Mussolini è un governante di genio che Dio ha dato all'Italia perché questa Nazione continui la sua rapida ascesa verso destini di gloria> .

   Mary Pickford (1930): <Ecco, l'Italia è bella, è grande ma ha un torto: è stata egoista. Perché di Mussolini non ne ha dati due? Uno per sé e l'altro per qualche altra  Nazione (non voglio dire quale) che ha tanto bisogno di un uomo come Mussolini> .

   Lord Rothermere: <Per l'Europa è stato un tonico che ha fatto molto bene a tutti. Posso pretendere con sincera soddisfazione d'essere la prima autorevole persona che ha presentato nella giusta luce gli splendidi risultati conseguiti da Mussolini, una di quelle figure storiche come Richelieu, Cromwell, Pitt, Bismarck che lasciano un'impronta nel mondo. Come Napoleone dominò il secolo XIX così Mussolini è la più grande figura del nostro tempo> .

   C.H. Sherril: <Tutti i cambiamenti apportati da Mussolini appaiono veramente un miracolo! Pulizia! Non più mendicanti! Treni sempre in orario! Enorme estensione di forza idraulica! Risanamenti delle paludi pontine! Soppressione della mafia in Sicilia, ecc.. ma preferisco parlare della trasformazione da lui operata nell'anima e nel sentimento nazionale del popolo italiano…> .

Horia Sima (1976): <Adesso si può meglio comprendere l'odio mortale dei comunisti contro il fascismo. Non perché esista un pericolo fascista, non perché possa resuscitare nel mondo il fascismo bensì perché i popoli non s'incamminino sulla via indicata da Mussolini: il cammino della collaborazione sociale, della sintesi sociale sotto l'autorità dello Stato, per fortificarsi e difendersi da esperienze disastrose> .

   John Spargo ( New York Time ): <Mussolini è oggi l'uomo più straordinario del mondo e la sua figura è così dominante che nessun studioso di storia politica può considerarla con indifferenza>.

The Spectator (1939): <Verso la fine del libro “Vita di Mussolini”, Mussolini viene paragonato a Napoleone, Stalin e Cesare, a loro svantaggio. Il Duce, a differenza di Napoleone, non è un avventuriero senza principi e non lede i diritti genuini degli individui e delle Nazioni… Mussolini è un contadino, il figlio di un fabbro, e questo il popolo non lo dimentica. Ho parlato a contadini i quali, dopo averlo criticato, hanno affermato: “Ma è uno di noi!”>.

   Oswald Splenger (1936):<L'Italia finché Mussolini vive è una grande potenza mondiale, erede naturale della Francia, se – ripeto – resterà a lungo sotto la direzione di Mussolini per fortificarsi spiritualmente e durare> .

Sunday Espress (1932): <Dopo Napoleone e Bismarck, il mondo non aveva visto un uomo di tale tempra. Mussolini è una figura unica al mondo. E impossibile menomare la sua grandezza. Egli ha impresso la sua luminosa personalità sull'umanità intera. Fiammeggia come un astro> .

Ward Price (1938): <Troppo a lungo la Gran Bretagna ha chiuso gli occhi davanti agli splendidi risultati conseguiti dal regime fascista. Parecchie volte Mussolini in persona mi ha manifestato la sua gratitudine per il Daily Mail , il primo quotidiano inglese che abbia onestamente esposto al mondo gli scopi che egli si prefigge> .
Washington Post (1932): <Mussolini ha scritto il suo nome nel XX secolo con un inchiostro che il tempo non potrà scolorire, e con un compito che il destino deve applaudire>.

   H.G. Wells (1931): <Mussolini ha lasciato il suo segno nella storia> .
   Michael Shaks ha scritto nel suo libro What is the wrong with modern world? Cosa è sbagliato nel mondo moderno? ): <Non c'è alternative, o lo Stato Corporativo o lo sfascio dello Stato> 

A questo punto immagino che qualche lettore si chiederà il motivo di tante citazioni (e sono solo alcune delle tante che ho tralasciate) di personalità anglosassone. Se questo lettore avrà la pazienza di leggere quest'ultima, comprenderà il motivo.

23.11.2011 - I soliti ignoti è uno dei più insulsi – fra i tanti – programmi televisivi italiani che allietano (si fa per dire) le nostre serate; e questo per proporre un giochetto dalle finalità un pochino più serie.
   Immaginiamo uno studio televisivo e che sullo sfondo ci siano in fila dei personaggi, anche se ormai non più in vita; concedetemelo questo miracolo , ripeto: è solo ungiochetto . E immaginiamo, come nella babbea trasmissione televisiva, che il conduttore ne chiami uno alla volta e ponga le domande. Iniziamo:
   Scrittore Bernard Shaw è lei che il 13 ottobre 1937 scrisse: <Lo Stato Corporativo fascista costituiva il grande avvenimento del secolo… Le cose da Mussolini già fatte lo condurranno prima o poi ad un serio scontro con il capitalismo>. E proprio lei?
    Lei, Wallace Beery, uno dei più famosi attori americani ha detto: <Quando nel 1931 mi recai con la famiglia in Italia a presentare il film Il Campione, mi presentai spesso in maglietta nera, in onore e simpatia per Mussolini! Mussolini grande! Italia bellissima! Italiani simpaticissimi! Evviva Italia! Evviva Mussolini!>. E proprio lei che disse queste parole?
  Lei, Giuseppe Prezzolini, grande giornalista, in piena crisi economica scrisse nel 1934 a seguito di un viaggio in Italia, proveniente dagli Stati Uniti: <Pace in questa Italia, ecco il primo sentimento certo che si prova venendo di fuori e dura per tutto il soggiorno. Le strade non saranno grandi come le Avenues, ma non ci sono mitragliatrici, le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo del paesaggio, dei fiori, dei colori dell'aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire un'atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento>. E proprio lei che ha scritto queste parole?
Stanley Baldwin, è proprio lei che sentenziò: <Non credo che vi siano in Europa uomini di eccezione come Mussolini >?
   Lei, Austen Chamberlain, lei che ha coperto cariche politiche di primo piano, proprio lei disse nel 1933: <La mia incondizionata ammirazione e personal affectionper il Duce la cui grandezza va ogni giorno crescendo davanti al mondo>?
   <Il genio romano  impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente. Egli ha pensato esclusivamente al bene duraturo del popolo italiano come Egli lo concepiva. Se fossi italiano sono sicuro che sarei del partito di Mussolini>. Mister Winston Chuchill, proprio lei ha scritto questo giudizio?
   Cyril Clemens, sono proprio sue queste parole pronunciate nel 1969: <Consideriamo Mussolini Presidente Onorario ad memoriam della Mark Twain Society di questa Istituzione statunitense che, dal 1923, ha eletto suo premierOnorario internazionale Benito Mussolini> ?
   Lei, President Columbia University , ha pronunciato nel 1932, queste parole: <Si può avvicinare Mussolini a Cromwell. Il Fascismo è un sistema di governo assolutamente splendido> ?
    E proprio il Daily Express che nel 1930 scrisse: <Mussolini, questo artefice magnifico della rinnovata grandezza d'Italia, questo conciliatore  dei Savoia col Vaticano, seguiva sorridente e sereno la processione dei Re e dei Principi, con la fronte cinta da un alloro invisibile> ?
Ed ora smettiamo questo gioco insulso, lasciandolo alla RAI/TV e spostiamoci su argomenti seri.
Daily Mail (1932): <Il governo di Mussolini ha portato a termine un'impresa apparentemente impossibile> .
Daily News : .
Daily Telegraph : <Alla camicia rossa di Garibaldi è succeduta quella nera di Mussolini e fra i due fenomeni il più forte e più notevole è il secondo> .
    Antony Eden (1934): <Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nella evoluzione mondiale> .
   Thomas Alva Edison: <Mussolini è il genio più grande dell'età moderna> .
   Douglas Fairbanks (1930): Mussolini è una delle più portentose personalità che abbia mai conosciuto> .
   James Gregor (1951): <Se Marx è stato il profeta dell'Ottocento, il profeta del Novecento è Mussolini> .
   C. Hibert (1933): <Quando si trasferì a Roma decise di rifiutare ogni emolumento come Capo del Governo e come Ministro, e di mantenersi coi suoi guadagni di direttore del Popolo d'Italia e con gli articoli che scriveva di tanto in tanto per qualche giornale americano> .
   Samuel Hoare (1938): <Mussolini è il massimo statista dell'Europa moderna>.
   William Lawrence (1930): <E un'Italia nuova. Mussolni è l'animatore anzi il creatore di questo nuovo spirito. Insomma: un'Italia nuova, politicamente, commercialmente e socialmente. Il cervello meraviglioso di Mussolini è al lavoro> .
   G. Leavis (1982): <Ezra Pound ammira Mussolini in quanto artifex, in quanto creatore non viziato da tirannici appetiti di potere. Non deve stupire, peraltro, il lettore davanti a giudizi negativi di Pound dedicati a Metternich, a Hitler, a Francesco Giuseppe, a Nietzche> .
   Lloyd George (1934): <Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopoguerra… Il corporativismo ideato da Mussolini è intelligente e promette molto… Ancora una volta l'Italia, la piccola Italia che diede Cesare capitano e Napoleone condottiero e che largì al mondo i più grandi geni dell'umanità ha offerto un Uomo che desta ammirazione anche fra i suoi nemici e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi… L'Italia è un paese povero, più povero di noi. Ma ecco che cosa Mussolini ha fatto; egli ha mostrato coraggio, egli ha affrontato e affronta le difficoltà. Egli ha bonificato delle centinaia di migliaia, se non addirittura dei milioni di acri. Egli ha tratto dalla terra pane e lavoro per migliaia e migliaia di persone… Se il mondo non si decide a seguire Mussolini il mondo è perduto. Non c'è che Mussolini ad avere le idee chiare ed a camminare sicuro sulla strada segnata dalla sua volontà> .
   Emil Ludwig (1940): <Mussolini è il più notevole uomo vivente; la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della Storia… Mussolini sognò col Fascismo una grande Nazione. Si mise all'opera per trasformare il sogno in realtà. Creò la Nuova Italia: e questa è una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo e alla Storia> .
Manchester Guardian (1939): <Mussolini è certamente la più grande figura dell'epoca> .
   Arnold Molbriegel (1929): <Anche fra i pellirosse non si parla che di Mussolini> .
   Oswald H. Mosley (1931): <Mussolini è il personaggio che più ammiro nel firmamento mondiale. Mi adoprerò al massimo per emularlo o almeno avvicinarlo nelle sue iniziative e nelle sue realizzazioni di civiltà>.
New York Herald : <L'opera di Mussolini continua ad essere una delle meraviglie del secolo 20°> .
   P.O. Connel (1934): <Esalto la figura del Duce, il grande statista italiano che ha finalmente saputo risolvere la spinosa questione romana. Il popolo deve serbare eterna gratitudine a Mussolini per la sua opera meravigliosa con la quale l'Italia ha assunto un nuovo assetto in ogni campo. Mussolini è un governante di genio che Dio ha dato all'Italia perché questa Nazione continui la sua rapida ascesa verso destini di gloria> .
   Mary Pickford (1930): <Ecco, l'Italia è bella, è grande ma ha un torto: è stata egoista. Perché di Mussolini non ne ha dati due? Uno per sé e l'altro per qualche altra  Nazione (non voglio dire quale) che ha tanto bisogno di un uomo come Mussolini> .
   Lord Rothermere: <Per l'Europa è stato un tonico che ha fatto molto bene a tutti. Posso pretendere con sincera soddisfazione d'essere la prima autorevole persona che ha presentato nella giusta luce gli splendidi risultati conseguiti da Mussolini, una di quelle figure storiche come Richelieu, Cromwell, Pitt, Bismarck che lasciano un'impronta nel mondo. Come Napoleone dominò il secolo XIX così Mussolini è la più grande figura del nostro tempo> .
   C.H. Sherril: <Tutti i cambiamenti apportati da Mussolini appaiono veramente un miracolo! Pulizia! Non più mendicanti! Treni sempre in orario! Enorme estensione di forza idraulica! Risanamenti delle paludi pontine! Soppressione della mafia in Sicilia, ecc.. ma preferisco parlare della trasformazione da lui operata nell'anima e nel sentimento nazionale del popolo italiano…> .
Horia Sima (1976): <Adesso si può meglio comprendere l'odio mortale dei comunisti contro il fascismo. Non perché esista un pericolo fascista, non perché possa resuscitare nel mondo il fascismo bensì perché i popoli non s'incamminino sulla via indicata da Mussolini: il cammino della collaborazione sociale, della sintesi sociale sotto l'autorità dello Stato, per fortificarsi e difendersi da esperienze disastrose> .
   John Spargo ( New York Time ): <Mussolini è oggi l'uomo più straordinario del mondo e la sua figura è così dominante che nessun studioso di storia politica può considerarla con indifferenza>.
The Spectator (1939): <Verso la fine del libro “Vita di Mussolini”, Mussolini viene paragonato a Napoleone, Stalin e Cesare, a loro svantaggio. Il Duce, a differenza di Napoleone, non è un avventuriero senza principi e non lede i diritti genuini degli individui e delle Nazioni… Mussolini è un contadino, il figlio di un fabbro, e questo il popolo non lo dimentica. Ho parlato a contadini i quali, dopo averlo criticato, hanno affermato: “Ma è uno di noi!”>.
   Oswald Splenger (1936):<L'Italia finché Mussolini vive è una grande potenza mondiale, erede naturale della Francia, se – ripeto – resterà a lungo sotto la direzione di Mussolini per fortificarsi spiritualmente e durare> .
Sunday Espress (1932): <Dopo Napoleone e Bismarck, il mondo non aveva visto un uomo di tale tempra. Mussolini è una figura unica al mondo. E impossibile menomare la sua grandezza. Egli ha impresso la sua luminosa personalità sull'umanità intera. Fiammeggia come un astro> .
Ward Price (1938): <Troppo a lungo la Gran Bretagna ha chiuso gli occhi davanti agli splendidi risultati conseguiti dal regime fascista. Parecchie volte Mussolini in persona mi ha manifestato la sua gratitudine per il Daily Mail , il primo quotidiano inglese che abbia onestamente esposto al mondo gli scopi che egli si prefigge> .
Washington Post (1932): <Mussolini ha scritto il suo nome nel XX secolo con un inchiostro che il tempo non potrà scolorire, e con un compito che il destino deve applaudire>.
   H.G. Wells (1931): <Mussolini ha lasciato il suo segno nella storia> .
   Michael Shaks ha scritto nel suo libro What is the wrong with modern world? Cosa è sbagliato nel mondo moderno? ): <Non c'è alternative, o lo Stato Corporativo o lo sfascio dello Stato> 
A questo punto immagino che qualche lettore si chiederà il motivo di tante citazioni (e sono solo alcune delle tante che ho tralasciate) di personalità anglosassone. Se questo lettore avrà la pazienza di leggere quest'ultima, comprenderà il motivo.
John Pierpont Morgan (Economista e magnate dell'industria Usa) (1932): <In America i nostri uomini politici non si curano se non di un problema, quello della loro rielezione. Tutto il resto non li interessa che mediocremente. Il popolo americano sente di non essere guidato. Felici voi, italiani, che grazie a Mussolini, avete in questo periodo così difficile il senso della sicurezza e della fiducia in voi stessi. Ci vorrebbe anche per l'America un Mussolini> .
   E gli italiani che hanno fatto? Hanno ucciso e impiccato per i piedi un Mussolini e l'hanno sostituito con un americano; giusta la frase del Presidente Giorgio Napolitano che nel messaggio di capodanno agli italioti ha voluto ricordare loro che “ci siamo liberati della tirannia fascista” conquistando la democrazia made in Usa. E i risultati si vedono!  
   Ma  voglio togliermi uno sfizietto, citando un pensiero di Francesco Grisi (1982): <CERTAMENTE CHI DIEDE L'ORDINE DI UCCIDERE MUSSOLINI IL 28 APRILE 1945 NON SI RESE CONTO CHE I FUCILI NON DANNO LA MORTE> .

*******************
P.S.
Un ricatto simile a quello posto in atto dalla Fiat/Marchionne, sarebbe stato concepibile al tempo dell' adorabile tiranno?
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P.S.
Un ricatto simile a quello posto in atto dalla Fiat/Marchionne, sarebbe stato concepibile al tempo dell' adorabile tiranno?

http://www.corrierecaraibi.com/FIRME_FGiannini_110123_Benito-Mussolini-uomo-del-futuro-perduto.htm

domenica 15 marzo 2015

Perchè l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale? Di donna Rachele.

Ecco a voi la verità raccontata dalla donna che viveva accanto al Duce e che lo aveva sposato: Rachele Guidi.
Si è tanto detto e scritto sull’entrata in guerra dell’Italia nella seconda guerra mondiale, ma non si è mai arrivati ad una versione definitiva. Vediamo insieme il resoconto di Donna Rachele dal libro delle sue memorie. Chi piu’ informata sugli eventi e sulle reali motivazioni della moglie del Capo del governo?
- I tentativi di evitare la guerra-
«Quando si rese conto che non poteva far piu’ nulla per evitare la guerra, mio marito cercò di tenerne fuori l’Italia il piu’ a lungo possibile. Non era un segreto per nessuno che se l’Italia fosse stata obbligata ad una guerra, le Forze Armate non sarebbero state pronte al cento per cento, prima del 1943. Dapprima mio marito cercò, grazie al «Patto d’Acciaio», di convincere Hitler ad assumere un atteggiamento meno bellicoso, ma si rese conto che i suoi tentativi erano destinati al fallimento. “Spero di potere acquietare con la mia franchezza i bollenti spiriti dei generali del Fuhrer,” disse “perché oggi l’Italia è soltanto in grado di poter affrontare un conflitto di violenta ma breve durata. Ma le guerre sono come le valanghe: non puoi prevedere il loro volume, né la durata né la direzione. C’è stata persino una guerra di cento anni, Rachele, ma farò il possibile per evitarla o rimandarla.”
Secondo mio marito, il colpo di grazia alla pace mondiale era stato dato dal «Patto di non aggressione»stipulato tra la Germania nazista e la Russia comunista. Ne fu molto irritato, non per il fatto in sé, poiché aveva sostenuto presso il Fuhrer in alcune occasioni l’utilità di un modus vivendi con l’Unione Sovietica, ma perché Stalin aveva così autorizzato la Germania a correre qualsiasi avventura in Occidente. “In parole povere, adesso Hitler è libero di invadere la Polonia.” disse.
Il 25 agosto non c’erano piu’ dubbi: la Germania voleva la guerra. Nella giornata del 25 Hitler aveva mandato a mio marito un lungo messaggio. Terminava la lettera facendo appellto all’aiuto dell’Italia in virtu’ del «Patto d’Acciaio» e alla sua comprensione. Fu questa la parola alla quale il Duce si aggrappò per cercare di ritardare la scadenza e di tenere l’Italia fuori dal conflitto, qualora non ci fosse nessun’altra soluzione pacifica. Rispose immediatamente al Fuhrer con un messaggio “temporeggiatore” dove lo informava che, se voleva che l’Italia si mettesse subito al fianco della Germania, doveva prima rifornirla di materie prime e di armamenti. Il suo scopo era restare neutrale fino al 1942, anno in cui riteneva che l’Italia sarebbe stata pronta per entrare in guerra, se fosse stato necessario.
Manda a Hitler un nuovo messaggio con i quantitativi volutamente esagerati per impedirgli di fornire tutto. Il 28 agosto Hitler risponde nel senso che il Duce si augura: non può mandare all’Italia tutto quello che gli è stato chiesto, ma accetta la sua neutralità a tre condizioni, che devono restare segrete.
Le condizioni sono queste: l’Italia non deve rendere nota la propria neutralità prima dell’inizio delle ostilità, al fine di impegnare su di essa le forze armate francesi e inglesi; deve proseguire ostentatamente i suoi preparativi militari, sempre allo stesso scopo; il Governo italiano deve mandare altri operai per sostituire i cittadini tedeschi che partono per il fronte.
Il Duce si trova ora in una posizione “ambigua” nei confronti di Francia e Inghilterra, proseguendo ufficialmente i preparativi di guerra. Questa sensazione trova conferma negli avvenimenti, che precipitano a partire dal 30 agosto.
Quel giorno Hitler riceve la risposta inglese alle sue proposte. Non gli dà soddisfazione. Il 31 agosto la situazione è disperata. Il Duce fa un ultimo tentativo: si dichiara disposto a intervenire presso il Fuhrer, purché la Polonia accetti di dare Danzica alla Germania. Halifax risponde che la proposta di cedere Danzica è inaccettabile. Mussolini tenta un altro mezzo: nel pomeriggio propone alla Francia e all’Inghilterra una conferenza per il 5 settembre, allo scopo di riesaminare il trattato di Versailles. Se questi due paesi si dichiarassero d’accordo, il Duce potrebbe frenare Hitler ancora una volta.
Ma la sera stessa, Ciano viene a sapere che le comunicazioni fra Italia e Inghilterra sono interrotte. Lo stratagemma ideato per dare l’impressione che anche l’Italia sarebbe entrata in guerra, è riuscito al di là di ogni speranza dello stesso Fuhrer: gli inglesi non hanno piu’ fiducia nell’Italia e sono convinti che mio marito li inganni. Allora, per provare la buona fede degli italiani, Ciano rivela a Percy Loraine, ambasciatore britannico a Roma, che l’Italia rimarrà neutrale. Risultato: il 31 agosto 1939, per aver voluto aiutare la Francia e l’Inghilterra ad arrivare ad una conferenza di pace, l’Italia era arrivata a non rispettare un accordo segreto stipulato con la Germania. E dopo essersi trovato in una posizione ambigua nei confronti di Francia e Inghilterra per far piacere ad Hitler, mio marito si trovava nella stessa situazione nei confronti del Reich. E, dopo aver rischiato di essere attaccato dalla Francia e dall’Inghilterra il nostro Paese ora correva il rischio di essere attaccato dalla Germania. Debbo aggiungere che il gesto di Ciano del 31 agosto di rivelare la neutralità italiana degli a Inghilterra e Francia fu una delle ragioni per cui Ribbentrop ed altri gerarchi nazisti vollero liberarsi di lui.
Di fronte a questo nuovo aspetto della situazione, il Duce non si ferma ma si ostina nei tentativi di pace. Tuttavia, prima di presentare una nuova proposta, vuole proteggersi le spalle: la mattina del 1 settembre, di buon’ora, chiede ad Attolico di ottenere da Hitler un telegramma che lo sciolga in quel momento dagli obblighi dell’alleanza. Il telegramma arriva immediatamente. La risposta è favorevole. Però, arriva subito un altro telegramma: Hitler fa capire a Mussolini che non vuole piu’ transigere ed è deciso ad andare avanti, occupare Danzica, anche a costo di fare la guerra alla Polonia. Nonostante questo messaggio, il Duce provocò un ultimo sussulto di speranza, il 2 settembre, proponendo nuovi negoziati; Hitler, conciliante contro ogni aspettativa, accetta. Nel pomeriggio, alla presenza di André Francois Poncet e di Percy Loraine, rispettivamente ambasciatori di Francia e di Inghilterra a Roma, Ciano telefona ad Halifax a Londra e a Bonnet a Parigi per trasmettere la proposta di Mussolini. Alle diciannove, Halifax richiamò Ciano per dirgli che la proposta italiana era accettabile solo a condizione che “le truppe tedesche si ritirino dal territorio polacco, che esse hanno cominciato ad occupare dal giorno prima”.
Ribbentrop non risponde al telegramma che Ciano gli fa avere, per informarlo delle conizioni proposte da Londra.
La mattina del 3 settembre la Francia e l’Inghilterra dichiararono guerra alla Germania. Ormai anche loro avevano deciso per la guerra.»
-L’Italia entra in guerra-
«Fin dal 1939, durante una seduta del Gran Consiglio del Fascismo, il Duce aveva esposto le rivendicazioni dell’Italia nei confronti della Francia: tutti i terroitori al di qua delle Alpi dovevano essere italiani e quelli che si trovavano oltr’Alpe, francesi. Di fatto, questa rettifica non comportava una grande perdita per la Francia. La frontiera, credo, sarebbe passata per Mentone e Nizza. Il Duce aveva anche reclamato la Tunisia- che doveva passare sotto il protettorato italiano- Gibuti e la Corsica.Queste rivendicazioni non erano mai state svelate e i propositi dell’Italia erano rimasti segreti. “Come potrò pretendere dalla Germania il riconoscimento delle nostre rivendicazioni se l’Italia sarà rimasta alla finestra? Andrebbe a picco il nostro prestigio e la nostra posizione come potenza mondiale. Inoltre non voglio che Hitler rimanga il solo interlocutore degli inglesi e dei francesi, nel loro stesso interesse; e questo, Churchill, lo sa bene.”
Gli interventi presso il Duce si moltiplicarono, sia da parte dei tedeschi che degli “alleati” (Francia e Inghilterra) Questi si auguravano che l’Italia non entrasse in guerra; ma nel frattempo, per merito della loro strepitosa avanzata, le truppe tedesche erano sempre piu’ vicine a tutti i confini italiani. Hitler, che aveva sciolto il Duce dai suoi impegni nel 1939, quando la guerra sembrava limitata Alla cortese attenzione di Polonia, fece intendere la eventualità che questa volta non si sarebbe fermato alla frontiera italiana se il nostro Paese fosse rimasto neutrale. Ma soprattutto era lo Stato Maggiore del III Reich minacciava puramente e semplicemente di invadere ed occupare l’Italia. Ed era proprio quello che il Duce aveva temuto sin dal primo giorno di guerra.
Questa nuova e grande preoccupazione era nata dopo la visita fatta a Palazzo Venezia da Sumner Welles, inviato speciale di Roosvelt. Appena arrivato in Italia si chiuse nell’ufficio di mio marito ed ebbe con lui un colloquio molto lungo ma soprattutto “molto franco”. Il contraccolpo di questa visista americana non tardò a farsi sentire: appena informato, Hitler mandò a sua volta a Roma un influente messaggero, il Ministro degli Esteri von Ribbentrop. Se non sbaglio, fece intendere che le truppe tedesche non avrebebro esitato ad occupare militarmente l’Italia qualora avesse fatto un ennesimo “giro di Valzer”.
Da quel giorno il Duce si convinse che la non belligeranza dell’Italia non poteva durare a lungo.Tuttavia, per non sacrificare un solo soldato italiano prima del momento giusto, cercava di tenere duro il piu’ possibile. Fra marzo e aprile Hitler intensificò la sua azione psicologica: prima al Brennero, dove incontrò mio marito per esporre i suoi piani; poi facendo annunciare, il 9 aprile, l’attacco alla Norvegia e alla Danimarca. L’11 aprile gli mandò un messaggio amichevole seguito da un altro il 20, e poi altre lettere, il 28 aprile e il 4 maggio, con nuovi annunci di vittorie.
Il 10 maggio si ebbe il gran colpo. Ciano avvertì il Duce che l’ambasciatore tedesco Von Mackensen gli aveva detto che forse avrebbe dovuto disturbarlo durante la notte per una comunicazione urgente che aspettava da Berlino. Infatti alle quattro del mattino Von Mackensen gli consegnò una lettera sigillata dal Fuhrer nella quale questi annunciava la decisione di attaccare l’ Olanda e il Belgio. Chiedeva inoltre a mio marito di prendere le disposizioni che riteneva opportune per l’avvenire dell’Italia. Parlando chiaramente, voleva dire: “Aspetto di vedere cosa farete. Adesso la mossa spetta a voi.”
Che cosa potevano fare i “tiepidi” messaggi che continuavano ad arrivare dall’America, dalla Francia e dall’ Inghilterra? Il 24 aprile Paul Reynaud aveva scritto a mio marito per esprimergli la sua convinzione che la Francia e l’Italia non potevano battersi prima che i loro capi ne avessero discusso.
“Bisognava discutere prima, non ora” aveva commentato Mussolini con amarezza.
Solo pochi giorni dopo l’intimazione di Hitler del 10 maggio, fu Churchill a scrivere al Duce. Ricordo una frase: “Dichiaro di non essere mai stato nemico della nazione italiana, né, in fondo al cuore, avversario di colui che in Italia detta legge…”
“E’ proprio il momento di scrivermi queste cose” disse Benito.”Se nel 1935 gli inglesi non avessero fatto votare le sanzioni dalla Società delle Nazioni, avremmo potuto costituire un blocco europeo.”
E a proposito di un’altra frase di Churchill che metteva in guardia il Duce contro l’aiuto che l’Inghilterra avrebbe certamente ricevuto dall’America, se questa si fosse decisa a entrare a sua volta in guerra, mio marito commentò: “L’Inghilterra non può oggi opporsi alla macchina bellica tedesca. Gli Americani sono troppo lontani e, anche se decidessero di intervenire, i tedeschi avranno vinto prima che essi abbiano avuto il tempo di fare qualcosa.”
Ogni giorno arrivavano a Roma notizie sulla fulminea avanzata del Reich. Era una vera e propria marcia trionfale, che trovava echi non solo nel partito fascista e nell’esercito italiano, ma anche fra il popolo.Ogni mattina arrivavano a Palazzo Venezia migliaia di lettere, e tutte con lo stesso ritornello:“Come sempre, l’Italia arriva per ultima: i tedeschi si prenderanno tutto”.
Il 30 maggio 1940 la tensione raggiunse un punto culminante.
Quel giorno il presidente Roosevlt fece pervenire al Duce un messaggio personale, col quale lo esortava a rimanere fuori dal conflitto. Mio marito ne fu piuttosto scosso.
La sera arrivò a Villa Torlonia con un pacco di fotografie e film, che in parte gli erano stati procurati da Vittorio grazie alle sue relazioni col mondo del cinema.
Erano documentari sulle operazioni militari tedesche in Polonia. Dopo cena, li facemmo proiettare nel salone in cui avevamo trascosro tante piacevoli serate. Quella sera fu un inferno. Eravamo atterriti di fronte a quella valanga di ferro e di fuoco, a quei mostri d’acciaio che avanzavano schiacciando tutto sul loro passaggio, mentre nel cielo volteggiavano gli Stukas, le cui sibilanti sirene ci laceravano gli orecchi. Un’emozione intensa alterava la voce di Benito: “Hai visto? Tutte quelle truppe, tutti quei formidabili armamenti non sono piu’ lontani, ora. Ben presto arriveranno ai nostri confini; e d’altra parte, se lo vogliono, i tedeschi non hanno bisogno di attraversare la Francia: abbiamo dei confini in comune, adesso. In poche ore possono invadere l’Italia. Non ci sono piu’ dubbi, Rachele: che noi entriamo in guerra o no, i tedeschi occuperanno l’Europa. Se non saremo al loro fianco, saranno i soli a dettar legge all’Europa di domani.” Mi posò una mano sulla spalla, mi guardò negli occhi e disse:“Rachele, anche noi abbiamo dei figli. Anche noi tremeremo per loro come milioni di altri italiani. Ma io non posso piu’ indietreggiare. Nel solo interesse dell’Italia, ma anche per evitare che subisca la sorte della Polonia, dell’Olanda e di tanti altri paesi. Dio mi è testimone che ho fatto tutto il possibile per salvare la pace.”»
Da Mussolini privato, di Rachele Mussolini (1973)

http://www.ilduce.net/perche-litalia-entro-nella-seconda-guerra-mondiale/

venerdì 6 marzo 2015

Cosa sono i poteri forti?

di Antonella Randazzo


Anche personaggi in vista, politici od intellettuali, hanno parlato di “poteri forti” e di “caste”.  Persino Berlusconi ha parlato di questi presunti poteri forti che avrebbero condizionato il suo comportamento.
A cosa si riferiva?  Chi sono questi poteri forti? Non bisogna per forza tirar fuori chissà quale complotto per capire che il nostro paese non è libero. Basta analizzare i fatti e vedere dove vanno i nostri soldi.

Da che mondo è mondo, il padrone si identifica con colui che sfrutta, saccheggia e tiranneggia.  Dunque è facile capire chi sono i poteri forti, ovvero quelli che “svuotano le tasche e riempiono gli incubi”.
I potrei forti non hanno alcun bisogno di complottare dato che sono oggi seduti su di un trono imperiale, anche se non si sa fino a quando.
Come disse qualche illustre personaggio, ogni fatto umano ha un inizio ed una fine.
Anche l’impero romano sembrava incrollabile, ma non lo era.

Non è difficile capire chi sono questi poteri: basta trovare quelle organizzazioni o gruppi depositari di privilegi.
Qualche libro ha parlato delle cosiddetta “casta”, ovvero di un gruppo che gode di vantaggi per il fatto di servire il gruppo di potere, svendendo ogni minimo senso di dignità. Si consideri, però, che la casta non potrebbe esistere senza l’esistenza di un sistema che vede al vertice questi luoghi di potere assoluto.

Per capire chiaramente di cosa si sta parlando, bisogna tener conto che, al contrario di quello che personaggi come Marco Travaglio hanno scritto nei loro libri, non è la “casta” a rappresentare l’iniquità dei poteri antidemocratici, ma chi crea la casta per proteggere il proprio potere.
Si tratta di persone i cui interessi possono essere intrecciati tra loro.
La caratteristica principale è che sono capaci di saccheggiare i paesi e di imporre la propria legge, come un potere totalitario.

La Chiesa cattolica ha una rete di alberghi, ristoranti, cinema, scuole, ospedali, ovvero una rete di attività commerciali di notevole grandezza.
Possiede moltissimi immobili a Roma. Gode di privilegi fiscali, che i nostri politici hanno accordato.
Questo è anticostituzionale, perché la nostra repubblica dovrebbe essere aconfessionale (o non confessionale) e, dunque, non dare alcun aiuto di stato a nessuna chiesa, trattando tutte le confessioni allo stesso modo.

La Chiesa cattolica ha usurpato il messaggio cristiano per imporre un potere criminale, che per quasi due millenni ha spadroneggiato, condizionando le persone attraverso la loro coscienza.
E’ un “potere forte” perché è in grado di condizionare i governi e pretendere denaro dai popoli.
Non viene detto chiaramente che i nostri governi, sia di destra sia di sinistra, sono acquiescenti rispetto alla volontà degli alti prelati, derogando al principio di aconfessionalità e democraticità del nostro stato.

I nostri governi, di ogni colore politico, riconoscono il potere del Vaticano, e concedono privilegi di vario genere, come il finanziamento delle scuole private, e l’8 per mille (che viene concesso anche quando il cittadino non lo indica).
Spesso viene dato spazio mediatico (ad es. sui canali RAI) alle associazioni cattoliche che si  curano di imporre il punto di vista delle Chiesa anche su fatti sociali o scientifici, come la ricerca sulle cellule staminali, l’aborto, la legge 40 sulla procreazione assistita, sul riconoscimento delle coppie di fatto, etc.

Molti personaggi politici, di tutti gli schieramenti, son in realtà esponenti del potere vaticano. Ovviamente, nessun politico confesserà che per fare carriera deve appoggiare i privilegi e le ingerenze del Vaticano nel nostro stato.
Nessuno vi dirà mai che il vero potere è esercitato nel nostro paese anche dagli alti prelati, che contano più di tutti i cittadini.
Leggendo libri come “Vaticano S.p.A.” (od altri libri che trovate nelle breve bibliografia), si capisce che la Chiesa cattolica è assai esperta di finanze illecite ed altri intrallazzi.
Da secoli, è un’istituzione parassita, che ruba denaro ed energia ai popoli, ostacolando in vari modi il progresso sociale e culturale.

Il Vaticano è lo stato più ricco del mondo, ma non paga tutte le tasse che dovrebbe pagare al nostro paese. Un paese povero, qual e è diventato il nostro, dà molti soldi ad uno stato ricchissimo.
Quanti italiani sarebbero d’accordo con questo?
Papa Francesco invoca la modestia e l’accettazione della povertà, ma si tratta di ipocrisia, altrimenti incomincerebbe a pagare le tasse al nostro stato e rinuncerebbe ai privilegi della chiesa.

Bisogna smettere di credere che i personaggi che stanno ai vertici di istituzioni di potere siano ignari dei crimini che la loro istituzione commette.
E’ vero che può esistere un politico, un prelato od un magistrato con sani valori, ma di solito queste persone non vengono messe ai vertici, e nelle pochissime eccezioni in cui questo avviene, hanno pagato con la vita la loro integrità morale (vedi il caso di papa Giovanni Paolo I, nato, Albino Luciani).
Papa Francesco [nato Jorge Bergoglio, n.d.A.] sa molto bene che la Chiesa cattolica guadagna sulle guerre e commette molti altri crimini contro l’umanità, e recita una sceneggiata con molta bravura, essendo stato formato nell’ambiente gesuita, che non ha eguali in fatto ci conoscenze per manipolare le menti umane.

Qualcuno dice che il Vaticano viene “aiutato” perché a opere di bene in Italia, ad esempio nei centri della Caritas aiuta poveri ed immigrati.
Certo, è vero che alcuni vengono aiutati dalle organizzazioni della Chiesa. Ma questo non dovrebbe essere del tutto normale, data la funzione di “assistenza” e di filantropia propria di una religione cristiana?
Se è la missione della Chiesa, perché poi si batte cassa allo stato italiano? 
Perché gli alti prelati si sentono in diritto di ricevere denaro dallo stato italiano per ogni pretesto? Ad esempio, per ristrutturare o costruire edifici religiosi?

I prelati chiedono allo stato italiano di pagare perfino l’acqua che consumano.
Nel 2004, fu sollevato il problema in quanto la finanziaria di quell’anno prevedeva il pagamento di 25 milioni di euro da versare all’ACEA, l’azienda municipalizzata che nel 1999 chiese pubblicamente il risarcimento per 20 anni di bollette non pagate dal Vaticano, circa 50 miliardi delle vecchie lire, approssimativamente 25 milioni di euro.
 Spiega il giornalista e scrittore Curzio Maltese:

“Si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all’anno, tra finanziamenti diretti dello Stato ed degli enti locali e mancato gettito fiscale.
La prima voce comprende il miliardo si euro dell’otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 insegnanti dell’ora di religione (‘un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire’, nell’opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati dallo Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro) , per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni.
A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa, occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione Europea per ‘aiuti di stato’. L’elenco è immenso, nazionale e locale.
Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l’ICI (stime ‘non di mercato’ dell’associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires ed altre imposte, in altri 600 milioni l’eluzione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che  gestisce ogni anno da e per l’Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini.
Il totale supera i quattro miliardi l’anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto od un Mose all’anno, più qualche decina di milioni.
La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani  come il sistema politico.
Soltanto agli italiani, almeno in queste dimensioni.
Non ai francesi,agli spagnoli, ai tedeschi, agli americani, che pure pagano come noi il ‘costo della democrazia’, magari con migliori risultati.” [6]


E’ ancora un tabù parlare dello strapotere che il Vaticano ha nel nostro paese, ed i politici, quando qualcuno cerca di sollevare la questione, si schermano dicendo che gli italiani sono contenti di dare soldi alla chiesa perché questi soldi andrebbero spesi per aiutare persone.
Ma quanti italiani credono davvero che il Vaticano spenda i propri soldi per aiutare gli altri?
Quanti credono nella buona fede degli alti prelati?
I cattolici praticanti italiani sarebbero il 36,8%, questo vuol dire che oltre il 60% degli italiani non si vale dei servizio offerti dalla chiesa, ma paga lo stesso.

Evidentemente si tratta di un potere millenario arrogante, che ha sempre avuto privilegi, ed agisce come un potere mafioso per rafforzarsi, contro l’interesse collettivo.
Dunque, uno dei poteri forti, che intralcia la creazione di una vera democrazia nel nostro paese è il Vaticano.
La sceneggiata del papa sulla povertà non è credibile, di fronte alle parecchie attività economiche e faccende finanziarie della Chiesa cattolica.
La povertà e la dedizione cristiana vengono praticate forse da qualche prete o dai frati, che hanno preso sul serio la sceneggiata dei vertici vaticani.
Fa comodo avere in parrocchia chi crede davvero ai valori cristiani, in modo tale che la gente pensi che tutti i prelati facciano altrettanto.
Ma più si va in alto e più la facciata nasconde ben altro.

Un altro “potere forte” è rappresentato da quell’antro di serpenti velenosi chiamato Unione Europea.
Come sempre più persone stanno comprendendo, si tratta di un gruppo di personaggi che si è arricchito sulla truffa e sul saccheggio fatto attraverso guerre ed intrallazzi finanziari ed economici di vario tipo.
Sono queste le persone che controllano la Banca Centrale Europea (BCE). Persone mai elette da nessun popolo, che si spacciano per autorevoli ed impongono la propria legge, che è la legge del più forte.
 L’UE saccheggia i pesi, e con la nuova costituzione (Trattato di Lisbona) vorrebbe sottrarre loro ogni potere.

Gli orgnismi sovrannazionali sono stati creati per sottrarre potere agli stati, in modo tale che i soliti noti possano dominare mantenendo la facciata di “democrazia”.
Il discorso è troppo complesso per essere trattato in modo esauriente in questa sede.
Ma per capire meglio riportiamo le parole di Raf Jespers:

“Se è vero che il Trattato di Lisbona assegna maggiori competenze al PE ed ai parlamenti nazionali, non apporta nessuna modifica ai meccanismi antidemocratici di base che reggono il processo decisionale.
Se il trattato verrà votato, l’Europa non sarà quindi più democratica …
 I diritti sociali (diritto al lavoro, diritto ad un salario decente) ed i diritti sindacali (diritto di sciopero, diritto alla libertà di espressione) devono essere prioritari rispetto alle libertà di mercato.
 Nessun tribunale, anche europeo, non può non cambiare questi principi. Le conquiste sociali devono essere rispettate all’interno degli stati membri dell’UE ed essere estese anche ai lavoratori stranieri …
L’Europa prepara uno Stato-poliziotto autoritario … in nome della lotta contro il terrorismo ed il radicalismo, la UE ha introdotto, nel corso degli ultimi anni, delle leggi penali molto pericolose. Così, chiunque «si oppone ad una decisione delle autorità» o «vuole cambiare la strutture della società» può essere etichettato come terrorista.
Le opinioni radicali sono passibili di pena. Con la direttiva «sulla conservazione dei dati», la UE intende mettere il traffico di internet e le e-mail di tutti i cittadini sotto il controllo dei servizi di polizia e sicurezza.
Con Europol, Eurojoint, Cepol (centro di formazione della polizia), i capi della task force della Polizia, la Gendarmeria europea, Frontex (controllo delle frontiere) e le decine di banche dati (SIS, VIS , Eurodac), la UE sta realizzando un apparato di polizia ed di repressione totalmente incontrollato per il quale ogni cittadino diviene sospetto e deve esser controllato.” [7]


Tutti i poteri forti sono truffatori: si spacciano per quello che non sono al  fine di aver consenso, e recitano la loro parte con la bravura da Oscar.
L’UE costa parecchio ai cittadini europei, ed agisce come una dittatura. Nel 2011, dopo aver creato un clima di paura con diversi allarmi “default”, il presidente del consigli europeo, Herman van Rompuy, e quello della commissione europea, Jose Manuel Barroso, dissero che sarebbe stato presentato un piano per rafforzare ulteriormente i poteri di sorveglianza, intervento e sanzione degli organi tecnocratici centrali europei nei confronti degli stati membri.

In altre parole, tutto quello che riguardava le leggi finanziarie nazionali doveva essere messo sotto esame da Bruxelles, che poteva modificare a piacimento.
Un piano inaccettabile ed inconcepibile, persino pochi decenni fa.
Non contenti di ciò, si è arrivati al Meccanismo Europeo di Stabilita (MES o ESM, European Stability Mechanism), un’evoluzione del disposi dito europeo per la stabilità finanziaria (fondo EFSF, European Financial Stability Fund), giustificato dal dover “salvare i paesi in difficoltà”, ma che di fatto permette di imporre in carico ancora più alto di debiti.

Infine un altro “potere forte” è, ovviamente, l’impero. Oggi si parla di democrazie occidentali e non si vede quello che è sotto gli occhi di tutti: l’impero più grande che sia mai esistito, guidato da pochi personaggi appartenenti a vecchie famiglie che hanno costruito la loro fortuna sulle guerre, sullo sfruttamento e sulle speculazioni che impoveriscono i popoli.
Non ci vuole una particolare propensione per scovare questi personaggi … Anche se le fonti di regime non ne parlano e cercano di nascondere queste verità tenendo ai margini chi ne parla, è facile capire di quali persone si sta parlando: basta cercare chi sta a capo delle grandi banche e società.Queste persone controllano un patrimonio enorme, dislocato in molti paesi, compreso il nostro.

Per fare qualche nome, si sta parlando di personaggi come i Russell, i Rothschild, i Rockefeller, i Clinton, i Bush, i Taft, i Carnegie, gli Harriman, Whitney, Jay, Bundy, Weyerhaeuser, Pinchot, Goodyear, Sloane, Stimson, Phelps, Perkins, Pillsbury, Kellogg, Vanderbilt, Lovett, Acheson, etc.
Il gruppo Whitney-Stimson-Bundy-Acheson  rappresenta la “catena verticale” (vedi http://www.anticorpi.info/2010/04/skull-and-bones-prima-parte_14.html )
In questo clan vengono aggiunti altri personaggi più noti, imparentai o compagni di merende, come ad esempio il miliardario Warren Buffet, Bill Gates, Rupert Murdoch, etc.
Queste famiglie appartengono ad un “clan” secolare, che concede licenza di saccheggiare, di commettere crimini impunemente e di manipolare i media a tal punto da spacciarsi per filantropi.

Dall’inizio degli anni Novanta, le grandi corporations anglo-americane sono andate all’arrembaggio per impadronirsi delle più importanti aziende italiane, con l’appoggio di diversi nostri politici di destra e di sinistra.
Oggi l’Italia è il paese europeo meno competitivo, che ha più aziende in mani straniere. Il Fondo  Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea stanno col fiato sul collo per controllare i pagamenti del debito, ignorando il livello di benessere o di povertà dei cittadini italiani.
Infatti, pur di esigere i pagamenti, il FMI non esita a chiedere tagli alla spesa pubblica (sanità, scuola, amministrazione, etc.) ed ulteriori privatizzazioni, peggiorando le condizioni del paese.

Come molti sanno, queste persone saccheggiano anche tramite il debito pubblico. Saccheggiano molto denaro pubblico anche attraverso le attività economiche e gli appalti.
Come fanno?
Ad esempio, chiedono soldi pubblici per acquistare i macchinari per aprire una fabbrica, e li ottengono col pretesto di “creare posti di lavoro”. Dopo qualche anno, vendono i macchinari e chiudono la fabbrica, infischiandosene dei lavoratori.
Qualche tempo dopo intraprendono un’altra attività chiedendo altri soldi pubblici, e dopo qualche anno de localizzano per ridurre i costi.
Oppure partecipano ad un appalto offrendo un prezzo vantaggioso. Ottengono l’appalto e, dopo qualche anno, il prezzo lievita fino a raddoppiare od addirittura a triplicare (è successo anche per la TAV).

Perché si permette questo?
Perché ad avere vantaggi sono i soliti noti od i loro parenti e compari, e dunque il potere politico, essendo al loro servizio, non obietta mai nulla, anzi, copre le loro magagne.
Ad esempio, gli operai dell’INNSE [Innocenti Sant'Eustacchio S.p.A.] si sono chiesti come mai una fabbrica in attivo e con commesse importanti scegliesse di chiudere. La risposa è che l’attuale sistema non tiene conto né della produzione in sé né tanto meno dei lavoratori, ma soltanto del potere e della ricchezza di quei pochi che rientrano nel gruppo privilegiato e che tirano le fila dei “poteri forti”.

L’impero non soltanto controlla la nostra politica e la nostra economia, ma anche ci costringe a spendere molti soldi pubblici, attraverso le “missioni” militari, che ci costano cifre esorbitanti.
Nella realtà questi poteri forti sono a volte intrecciati tra di loto ed altre volte in contrasto.
 Quando sci sono apparenti contrasti fra diversi schieramenti politici, si può essere di fronte a tecniche per distogliere l’attenzione pubblica da qualcosa di importante che sta avvenendo e che non si vuole si sappia, oppure si tratta di beghe tra i diversi “poteri forti”.

 Per capire come agiscono queste persone occorre immaginarli come una banda dedita a delinquere. Di solito, la banda di malviventi è coesa verso il delitto che deve commettere, ma può avere discordanze quando si tratta di sparire la torta.
Infatti, i gruppi dell’ èlite, chiamateli stegocrati, chiamateli “gruppo egemone” o come volete, sono sempre d’accordo nel tiranneggiare i popoli, ma talvolta creano beghe interne per avere la fetta più grossa od essere più prepotenti degli altri.

Gli italiani, invece di dar credito alle nuove sceneggiate politiche, a nuovi personaggi che promettono quello che promettevano quelli oggi accusati di corruzione, dovrebbero chiede in massa al parlamento ed al governo perché il Vaticano non deve pagare le tasse e deve avere privilegi che costano milioni di euro. Oppure perché, se il nostro paese è libero, si deve essere sottomessi a banchieri e strozzini italiani e stranieri. Perché il nostro paese, che non è in guerra, deve essere occupato da una superpotenza militare e deve persino ospitare armi atomiche.

Sicuramente i politici attuali non risponderebbero a queste domande, oppure lo farebbero in modo vago, facendo emergere che di fronte ai “poteri forti” ogni partito si inchina, e la democrazia è un’illusione.
Il punto è: su cosa basano la loro forza questi poteri?
Sono tanto più forti quanto più i popoli si sentono deboli. In altre parole, sono come dei vampiri: non sottraggono solo soldi ma forza di volontà, sovranità, energia.

Il potere è ed è sempre stato nelle mani dei popoli, ma essi non hanno creduto di averlo, e lo hanno ceduto a chi, approfittando di questa deresponsabilizzazione, ha creato un sistema sempre più incline a sottrarre il potere generale ed a rafforzare il potere di pochi.
Molti non credono che possa essere così, ma si immagini:
Cosa succederebbe se nessuno andasse a votare?
Cosa succederebbe se tutti smettessero di guardare la televisione?
Cosa succederebbe se tutti riuscissero a vedere nel papa il capo di una confraternita criminale?
Cosa succederebbe se tutti accettassero di organizzarsi per elegger i propri rappresentanti politici autonomamente, senza accettare i candidati dei partiti?
Cosa succederebbe se gli stessi cittadini decidessero le regole da rispettare nella campagna elettorale, eliminando la politica-spettacolo e facendo prevalere i contenuti?
 Cosa succederebbe se i cittadini mantenessero la sovranità anche dopo le elezioni, potendo destituire immediatamente chi non ha mantenuto fede al suo programma elettorale?
 Cosa succederebbe se tutti i lavoratori rifiutassero i contratti precari?

La risposta è: i cosiddetti poteri forti non sarebbero più tali e si manifesterebbero per quel che sono: un castello di carte, tenuto in piedi dalla paura e dalla credulità dei popoli.  

Breve bibliografia per approfondire:

·         Galli Giancarlo, Finanza Bianca. La Chiesa, i soldi, il potere, Mondadori, Milano 2004
·         Imposimato Ferdinando, Vaticano, un affare di Stato, Ed. Koinè, Roma 2002
·         Maltese Curzio, La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani, Ed. Feltrinelli, Milano 2008
·         Odifreddi Piergiorgio, Perchè non possiamo essere cristiani (E men che mai cattolici), Longanesi, Milano 2007
·         Randazzo Antonella, Oltre l’era dell’inganno, Espavo, Milano 2010
·         Randazzo Antonella, Dittature. La storia occulta, Espavo, Milano 2012
·         Randazzo Antonella, Dal Fascio allo sfascio, Espavo, Milano 2012


Tratto da “La Nuova Energia” n.121