giovedì 2 luglio 2015

Banche banchieri e moneta

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Banche, banchieri e moneta
di Pierluigi Paoletti

http://cronologia.leonardo.it/biogra2/moneta.htm

lunedì 29 giugno 2015

«Zyklon B» contro i messicani



Maurizio Blondet

25/06/2007 .effedieffe.

 Prodotto dalla ditta tedesca di disinfestazione DEGESCH, il famigerato «Zyklon» (acido cianidrico) era commercializzato in quattro versioni di diversa potenza.
Zyklon E era raccomandato per liberare ambienti da infestanti duri a morire, come gli scarafaggi. Zyklon D era il preparato più largamente usato per liberare ambienti chiusi (stive di navi, edifici in cemento con mobili nelle stanze) da pidocchi, topi e ratti.
A quanto pare, per gli esseri umani bastava la versione meno potente, il Zyklon B.
Ma sull'uomo non fu usato per la prima volta in Germania.
Fu usato dal 1929 negli Stati Uniti, dall'autorità sanitaria (US Public Healt Service) alla frontiera col Messico, per spidocchiare gli immigranti messicani che transitavano da Juarez a El Paso. (1)
In quello stesso 1929 la DEGESCH si divise il mercato mondiale con l'americana Cyanamid, da cui i sanitari americani comprarono il prodotto.
Le basi giuridiche per l'uso della sostanza erano state poste dal presidente Woodrow Wilson, che aveva varato la Immigration Law nel 1917.
Wilson era un «eugenista», influenzato dalla potente lobby degli eugenisti americani, che perseguivano la «sanità razziale» con argomenti medico-sociali.
La lobby riuscì a creare nell'opinione pubblica un tremendo allarmismo sulle possibili  malattie infettive che gli stranieri potevano portare.
Nello stesso 1917, l'allarme fu tradotto in una direttiva: il «Manual for the physical inspection of Aliens» (Manuale per l'ispezione fisica degli alieni).
Esso escludeva dall'immigrazione «imbecilli, idioti, deboli mentali, persone di inferiorità costituzionale psicopatica [categoria che comprendeva gli omosessuali], mendicanti, poligami, anarchici, persone affette da malattie contagiose, prostitute, qualunque alieno analfabeta oltre i 16 anni».
Il sindaco di El Paso, tale Tom Lea, chiese ed ottenne dal governo federale che nella sua città fosse allestito un campo di quarantena dove trattenere gli «alieni» per oltre 14 giorni.
Lo stesso Tom Lea era ossessionato dalla campagna degli eugenisti, al punto che portava mutande e maglie di seta, perché i medici allora dicevano che sulla seta i pidocchi (portatori del tifo) non si attaccavano.

Nel solo 1917 gli agenti del Public Health Service spidochiarono 127.123 messicani direttamente sul ponte di Santa Fe, il punto di transito da Juarez.
Non solo gli emigranti: anche gli abitanti di Chihuahuita, il quartiere messicano di El Paso, furono sottoposti al «bagno profilattico»: consistente nella rapatura a zero, nell'incinerazione dei loro vestiti, e nella loro immersione in un bagno di kerosene ed aceto.
Ciò, nonostante l'ispezione di 5 mila case a Chihuahuita avesse portato alla scoperta di due soli casi di tifo, uno di tbc e uno di morbillo.
Nel 1916, un bagno disinfettante del genere ordinato da Lea sui detenuti di El Paso (quasi tutti messicani) era finito in tragedia.
I detenuti avevano avuto l'ordine di denudarsi, e di gettare i loro abiti in una cisterna riempita di una mistura di benzina, creosoto e formaldeide.
Poi, essi stessi furono obbligati a prendere un bagno in una mistura di benzina, aceto e carbone vegetale.
Alle 15.30 del 15 marzo, l'accensione di un fiammifero provocò un incendio nel carcere saturo di benzina.
Il giornale The El Paso Herald contò 50 «detenuti dai cui corpi nudi si levavano fumi»; alcuni erano ancora chiusi nelle loro celle.
Il morti furono 27.
Nel gennaio 1917, 200 donne messicane s'erano ribellate all'orrendo bagno obbligatorio, innescando una rivolta che costrinse a mandare l'esercito ai due lati del confine.
Probabilmente per questi  precedenti, l'adozione del Zyklon B apparve più sicura.
Si tratta, spiegava The El Paso Herald in un articolo del 1920, «di gas cianidrico, il più potente veleno conosciuto, più letale dei gas usati nei campi di battaglia europei (1914-18)».
Unito ad acido solforico, il Zyklon B era usato specificamente per fumigare gli abiti degli immigrati.
Ovviamente, la sostanza è mortale quando messa a contatto della pelle, in concentrazione di 50 parti per milione.

Quanti messicani morirono dopo essersi rivestiti?
Non si sa.
David Dorado Romo, lo storico che ha rievocato questa vicenda (2), ammette: «Ho solo racconti orali sugli effetti del trattamento. I parenti e discendenti dei messicani immigrati parlano di morti strane, di nascite difettose, di tumori. Ma nessun documento ufficiale, e ciò è incredibile».
C'è olocausto e olocausto.
C'è «memoria» obbligatoria e smemoratezza coltivata.
Ci sono colpe collettive inestinguibili, e felici auto-assoluzioni.
Eppure, l'esperimento americano in corpore vili ispirò l'uso del Zyklon B nei lager dei Reich.
Un direttore della tedesca DEGESCH, Gerhard Peters, propose l'uso del preparato nelle camere di disinfestazione (Desinfektionskammers) dei campi di concentramento.
Il suo articolo apparve su una rivista specializzata, «Anzeiger fuer Schadlingskunde»: Peters lo illustrò con foto delle camere di fumigazione allestite ad El Paso per volontà del sindaco Lea.
En passant, Peters fu processato a Norimberga e condannato a cinque anni.
Fece ricorso, e nel 1955 fu dichiarato non colpevole.
Il Zyklon B non impedì che nel 1918 una tremenda epidemia si propagasse tra Messico ed USA, ma al contrario.

La «spagnola», il cui primo caso fu rilevato nella contea di Haskell in Kansas, raggiunse il Texas e ad El Paso fece strage di messicani, almeno 10 mila.
Gli americani, naturalmente, pensarono che fossero gli immigrati ad importare il male: e intensificarono i «bagni preventivi», con acido solforico e cianidrico.

Maurizio Blondet

Note
1)
 Alexander Cockburn, «Zyklon B on the US border», Counterpunch, 23 giugno 2007.
2) David Dorado Romo,  «Ringside Seat to a Revolution: An underground history of El Paso and Juárez: 1893-1923», Cinco Puntos Press, El Paso.

http://www.italiasociale.net/storia07/storia020707-3.html

 


sabato 27 giugno 2015

Gramsci l'enigma del figlio prediletto ma scomodo del PCI



Giancarlo Lehner



Il fondatore del PCI si sarebbe convertito in punto di morte. È quanto ha affermato mons. Luigi de Magistris propenitenziere emerito del Vaticano nonché conterraneo del pensatore alerese. Oltre al grande scalpore della notizia, restano molti dubbi. Ma una cosa è certa, Antonio Gramsci da un certo punto della sua vita in poi cambiò radicalmente alcune sue convinzioni politiche e morali. Giancarlo Lehner, storico e giornalista, studioso del comunismo e biografo di Gramsci esprime la propria opinione È possibile che la prima educazione di stampo cattolico ricevuta da Antonio Gramsci abbia influito nel suo pensiero?
Di primo acchito direi che in questa vicenda la questione dell'educazione ricevuta si pone nettamente in secondo piano. Gramsci frequentò un asilo di suore, ma penso che la cosa non abbia avuto alcun peso nella sua riflessione interiore. Premettendo che quando si parla di “conversione” di Gramsci occorre necessariamente calcare il terreno delle ipotesi, poiché non esistono, o ancora non sono stati ritrovati, documenti scritti, andrei piuttosto a vedere quelli che sono stati i dolori di Antonio Gramsci. Induttivamente infatti si può affermare che le sofferenze subite sia dal carcere fascista sia dalla consapevolezza fortissima del tradimento dei suoi compagni di partito portò Gramsci a rivedere molte delle sue precedenti posizioni.
Quali furono i compagni dai quali si sentì tradito?
In particolar modo fu tradito da Togliatti. Questo è lui stesso ad affermarlo nelle sue lettere. Credo che non ci sia sofferenza più grave che scoprire, o comunque supporre, di essere traditi dai propri amici perché il fatto che gli avversari possano volere il tuo male rientra nella logica, mentre tutte le tue certezze si affidano ai tuoi compagni e se questi vengono meno allora crollano molte convinzioni. Si evince dalle lettere di Gramsci e dall'impianto dei suoi pensieri negli ultimi scritti che egli si allontana via via dal fondamento stesso del comunismo. Fondamento che in un primo momento anch'egli individuava nella lotta, la lotta di classe, l'intolleranza nei confronti dell'avversario politico. Gramsci si avvicinò, e anche questo è comprovato, ai grandi valori cristiani fino a mutare completamente il proprio modo di intendere i rapporti umani.
Può spiegarci in che cosa mutò questo atteggiamento?
Faccio un esempio. Un avversario forte di Antonio Gramsci sul piano politico e delle idee fu senza dubbio Amedeo Bordiga, fondatore del PcdI, il Partito Comunista d'Italia. Fu un personaggio dogmatico e di grande coerenza e fra Bordiga e Gramsci ci fu un asperrimo conflitto ideologico. Ciononostante Gramsci conservò per tutta la vita un rapporto di affettuosa amicizia, di stima e benevolenza nei confronti di Bordiga.
Questa che sembra una banalità è invece un fatto fondamentale perché si parla di un periodo storico in cui l'ideologia comunista sovietica favoriva l'eliminazione fisica dell'avversario senza mezzi termini, quand'anche questi fosse un compagno di partito. Se qualcuno osava uscire dall'ortodossia del comunismo veniva considerato un vero e proprio traditore. Gramsci invece, pur nel dissenso, conservò un rapporto esemplare verso coloro che erano ideologicamente lontani da lui.
 Altri significativi cambiamenti di rotta? 
C'è un recupero fortissimo del valore della famiglia, tant'è che va a ritirarsi in Sardegna, appena esce di prigione e ne ha l'occasione, invitando i propri cari a seguirlo. A quel punto Gramsci non era nient'altro che un comunista talmente deluso dallo stalinismo che una volta libero non poteva nemmeno pensare di andare in URSS ad unirsi con moglie e figli a Mosca, ma piuttosto di portare i propri cari a vivere nell'Italia fascista. Forse non ce ne rendiamo abbastanza conto, ma è un fatto epocale quello che vede il fondatore del PCI preferire il regime di Mussolini a quello di Stalin.
 Tutto quanto lei afferma è davvero sorprendente e, soprattutto, sconosciuto ai più. Ma è tuttavia bastante per confortare la tesi della conversione?
 No, non è sufficiente per poter affermare che Gramsci si convertì al cattolicesimo. Infatti ho parlato soltanto del fatto che da un certo punto in poi egli sceglie di seguire dei valori differenti i quali sono in modo generico “cristiani”. Io non dispongo di prove scientifiche per avvalorare quello che ha detto il cardinale De Magistris. Però diciamo pure che non mi meraviglierei, nel caso fosse dimostrata la sua conversione. Ma sia chiaro un concetto: non mi fido molto delle conversioni in punto di morte, non in senso morale, ma storico. Da un punto di vista scientifico una conversione in punto di morte non è quasi mai documentabile. Il fatto che Carducci, anticlericale e autore dell'Inno a Satana si sia convertito poco prima di morire, non cambia l'accezione del suo contributo alla letteratura. Quello che voglio precisare è che in Gramsci, certamente, al di là della conversione c'è un discorso di riavvicinamento a certi valori che sicuramente non sono comunisti.
In quali scritti si trova preponderantemente questo riavvicinamento?
 Nelle lettere e in alcuni ragionamenti contenuti nei suoi quaderni. Con un'avvertenza: sia le lettere sia ancor più i quaderni sono scritti spesso in forma criptica. Nel mio libro La famiglia Gramsci in Russia parlo di “lessico dell'acquario”. Gramsci infatti è come un pesce che nuota nell'acquario che è il carcere fascista ed è consapevole che tutto quello che scrive sarà spiato sia dal fascismo che dai comunisti perché le lettere erano indirizzate a Mosca.
 Esistono altri testimoni della conversione di Gramsci?
 Sì, nel '77 un altro monsignore parlò di un racconto delle suore della clinica Quisisana a Roma. La notizia in effetti non è del tutto nuova. Se poniamo che sia vera dobbiamo porre anche il fatto che probabilissimamente le prove scientifiche siano state “sbianchettate” perché certamente il PC degli anni '50 non poteva tollerare una cosa simile. L'unica speranza è che magari in futuro la Chiesa fornisca una documentazione scientificamente attendibile o quanto meno dei seri indizi.
 C'è anche qualche compagno di partito che ha mai accennato a qualche ripensamento di Gramsci in chiave religiosa?
 No! Figuriamoci, il fatto più drammatico della vicenda Gramsci è che il PC ci ha descritto un uomo che non è mai esistito. Lo ha sempre presentato come un fervente stalinista mentre il merito più grande di quest'uomo è stato che, trent'anni prima della denuncia dei crimini staliniani fatta da Krusciev pose a Togliatti, nell'ottobre del 1926, il problema dei “metodi” di Stalin. Il che è, secondo me, straordinario.
Questa sua “profezia” in un certo senso l'ha pagata in modo durissimo: non lo doveva dire, lo ha detto e l'ha pagata. Il partito lo ha massacrato diffamandolo, lo ha presentato per anni come un fautore di Stalin. Si aggiunga poi che il PCI ha letteralmente rubato i diritti d'autore alla famiglia Gramsci. Anche questo è ampiamente documentato nel mio libro. Il Partito Comunista italiano È riuscito, sebbene questi fossero alla fame, a rubar loro i diritti fino al 1996.
 Qualora si accertasse l'effettiva conversione di Antonio Gramsci, ciò comporterebbe anche un diverso approccio nello studio delle sue opere?
 Direi certamente di sì, ovviamente avrebbe conseguenze. Ma devo dire che già chiunque si accinga a scrivere oggi un su Antonio Gramsci deve rendersi conto che certe bugie e falsificazioni non reggono più.

http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cultura/2008/11/28/STORIA-Gramsci-lenigma-del-figlio-prediletto-ma-scomodo-del-PCI/9299/




venerdì 26 giugno 2015

PERCHÉ UN BORBONE-SPAGNA VUOLE DIVENTARE BORBONE-NAPOLI


Nel corso di questi anni di intensa attività. più volte ci siamo impegnati a spiegare le origini della deprecabile confusione che si è generata tra i due rami dinastici, napoletano e spagnolo, con fastidiosi riverberi sul Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano.
A questo proposito ci è giunta ieri un’articolata nota a firma di un certo “Edmond Dantes” che, a parte la diffusa ironia, è molto precisa. Pertanto, tenuto conto che è abbastanza esaustiva, abbiamo ritenuto proporvela.

Cap. Alessandro Romano   




Riepilogo storico-dinastico ironico e satirico.

Dal 27 dicembre 1894, data della morte dell’ultimo Re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone, tutti i diritti dinastici passarono a suo fratello Alfonso di Borbone delle Due Sicilie Conte di Caserta e per disposizioni testamentarie di Francesco II, gli spettò  anche  il titolo di Duca di Castro.
Titolo che da Alfonso in poi sarebbe appartenuto al Capo legittimo della famiglia Borbone Due Sicilie.
Alfonso di Borbone Conte di Caserta e Duca di Castro nacque a Caserta, 28 marzo 1841 e morì a Cannes il  26 maggio 1934, terzogenito del Re Ferdinando II delle Due Sicilie e della sua seconda moglie, l'Arciduchessa Maria Teresa d'Austria.

Nel  giugno del 1868 sposò la cugina Maria Antonietta di Borbone-Due Sicilie (1851-1938) figlia di Francesco di Borbone conte di Trapani, (ultimogenito del Re Francesco I) e di Maria Isabella d'Asburgo-Toscana.

Ebbero  dodici figli  e tra questi ricordiamo solo i figli maschi che ebbero prole, ovvero:

1)      Ferdinando Pio (1869-1960), Duca di Calabria fino al 1934 e Duca di Castro dal 1934 al 1960, che sposò Maria Ludovica Teresa di Baviera, ebbe sei figli, tra questi l’indimenticabile Donna Urraca e l’unico figlio maschio Ruggero morto prematuramente nel 1913;

2)     *Carlo Tancredi (1870-1949), Infante di Spagna, sposò in prime nozze Maria de las Mercedes di Borbone-Spagna, Principessa delle Asturie;

3)     Ranieri (1883-1973), Duca di Castro, sposò Maria Carolina Zamoyska, ebbero due figli, Ferdinando e Carmen;

4)     Gabriele (1897-1975), sposò in prime nozze Malgorzata Izabella Czartoryska, da cui ebbe un figlio, Antonio e in seconde nozze Cecylia Lubomirska, da cui ebbe:Giovanni e Casimiro.

Il  figlio secondogenito di Alfonso Conte di Caserta, *Carlo Tancredi di Borbone Due Sicilie (fino al 1900), poi Carlo Tancredi di Borbone Spagna, con il famoso Atto (pubblico) di Cannes, rinunciò a tutti i suoi diritti legati alle Due Sicilie per diventare con il permesso del padre (scritto), principe Spagnolo, detto volgarmente, cambiò il suo cognome. Prima era un  Borbone Due Sicilie e poi divenne un Borbone - Spagna.

Il 7 febbraio 1901, infatti  fu creato Infante di Spagna e pochi giorni dopo il  14 febbraio 1901 sposò a Madrid, l'Infanta di Spagna la Principessa delle Asturie, Maria de las Mercedes, figlia maggiore di Alfonso XII di Spagna e di Maria Cristina d'Asburgo-Teschen.  

Da  questo matrimonio nacque a Madrid il 30 novembre 1901 Alfonso Maria di Borbone-Spagna.

La madre di Alfonso, Maria de las Mercedes (che non è la Madonna della casa automobilistica) era Principessa delle Asturie ed erede presuntiva al trono; infatti al momento della sua prematura morte nel 1904, suo fratello Alfonso XIII di Spagna era giovanissimo e per questo Alfonso Maria, suo figlio, divenne lui stesso Infante e Principe delle Asturie (dal 1904 al 1907), fino alla nascita di suo cugino Alfonso di Borbone-Spagna, primo figlio maschio di Alfonso XIII e della regina Vittoria Eugenia di Battenberg.

Alfonso di Borbone Infante di Spagna, sposa la principessa Alice di Borbone-Parma, figlia del duca Elias di Borbone-Parma.
Dal matrimonio nasce Carlo Maria di Borbone-Spagna, Infante di Spagna, (Losanna, 16 gennaio 1938), che a sua volta  sposa la principessa Anna d'Orléans nel 1965, figlia di Enrico d'Orléans conte di Parigi (“non felicissimo di questo matrimonio” e di Isabella d'Orléans-Braganza.

Ritorniamo alle Due Sicilie.

I figli maschi del Conte di Caserta sono quattro
1)         Ferdinando Pio senza eredi maschi;
2)     Carlo Tancredi divenuto principe Spagnolo;
3)     Ranieri, Duca di Calabria, poi  Duca di Castro e Conte di Caserta, erede legittimo del fratello Ferdinando Pio;
4)     Gabriele, ultimogenito.

La successione legittima è questa.

·         Francesco II  Re delle Due Sicilie

·         Alfonso di Borbone Due Sicilie, Conte di Caserta e Duca di Castro, Pretendente al trono delle Due Sicilie (1894-1934), fratello di Re  Francesco II;

·         Ferdinando Pio di Borbone Due Sicilie, Duca di Calabria,  Duca di Castro, Pretendente al trono delle Due Sicilie (1934-1960), Figlio di Alfonso;

·         Ranieri di Borbone Due Sicilie,  Duca di Castro, Pretendente al trono delle Due Sicilie (1960-1973), Figlio di Alfonso;

·         Ferdinando di Borbone Due Sicilie,  Duca di Castro, Pretendente al trono delle Due Sicilie (1973-2008), Figlio di Ranieri;

·         Carlo di Borbone Due Sicilie,  Duca di Castro, Pretendente al trono delle Due Sicilie (dal  2008), Figlio di Ferdinando.

Ora c’è qualcuno che si batte forte il petto ed esprime idee strane, ma il problema quale sarebbe?

Ve lo spieghiamo subito: vi ricordate *Carlo Tancredi che rinuncia ai suoi diritti di Principe delle Due Sicilie per diventare legittimamente Infante di Spagna e Principe Borbone -Spagna?
Perfetto: suo figlio Alfonso di Borbone Spagna (nato da due principi reali spagnoli) disse alla morte di suo zio Ferdinando Pio: “sono pure io un Borbone Due Sicilie non voglio più essere un Borbone Spagna”.

La cosa incredibile è che questo Signor Principe e Infante di Spagna è stato dal 1904 al 1907 addirittura Principe delle Asturie, cioè destinato a diventare il futuro Re di Spagna. Come potrebbe essere un Borbone delle Due Sicilie?
Le vie di Juanito sono infinite. Poi capirete…
La domanda a questo punto, come direbbe Antonio Lubrano, nasce  spontanea: “e perché”?
La risposta è semplice, siccome la discendenza dei re di Spagna si imbottisce di eredi, diciamo che per il Principe e Infante di Spagna Don Alfonso Maria, non ci sarebbe tanto spazio, nonostante avesse le carte in regola per essere lui stesso il Re di Spagna.
Il guaio più grande lo fece la cosiddetta “rifondazione franchista” del regno spagnolo del 1947, infatti  il generale Franco si riservò il diritto di scegliere lui l'erede al trono non per diritto dinastico, ma per suo capriccio, fra i Principi Borbone di Spagna (ovvero la dinastia storica).

Infatti, Alfonso Maria, nonostante avesse gli stessi diritti di suo cugino e cognato Don Juan di Borbone Spagna e di suo nipote e futuro re Juan Carlos I (figlio di sua sorella Mercedes), la sua linea fu probabilmente allontanata magistralmente dal cugino e cognato Don Juan Conte di Barcellona, che gli suggerì con grande furbizia: ma  perché non rivendichi i diritti di primogenitura di tuo padre sulla linea Borbone Due Sicilie?

Nel frattempo però, sono rimasti per tanti motivi fuori dalla linea dinastica delle Due Sicilie. Ma soprattutto per un motivo molto serio: come ci ha spiegato magistralmente Giovanni Grimaldi nell’Annuario della Nobiltà Italiana ed. 2015, ogni famiglia Reale tiene le sue regole dinastiche e quella delle Due Sicilie, prevedono, che ad ogni matrimonio, deve esserci l’autorizzazione del Capo della Famiglia.
Senza autorizzazione, si è fuori dalla linea dinastica delle Due Sicilie.

Quindi, il matrimonio di Carlo Tancredi nel 1901 non fu autorizzato dal capo legittimo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e cioè Alfonso Conte di Caserta e Duca di Castro, ma costui acconsentì al matrimonio affinché suo figlio divenisse principe spagnolo, lui e tutti i suoi legittimi discendenti.

Fu pertanto escluso addirittura dall’eredità familiare. Poca cosa, visto che i Savoia gli portarono via pure le scarpe e fermiamoci… alle scarpe.

Infatti, perché mai Alfonso Conte di Caserta e Duca di Castro avrebbe dovuto dare assenso per un matrimonio dinastico ad un Principe che invece rinunciava ai suoi diritti dinastici ?
Invece tale matrimonio venne autorizzato dal re di Spagna.
Ed infatti il motivo era semplice: perché Carlo Tancredi, avendo scelto di uscire dalla Real Casa delle Due Sicilie, non apparteneva più ad essa. Quindi non doveva esserci l'autorizzazione a tale matrimonio da parte del padre Alfonso, quale Capo delle Due Sicilie, perchè a sposarsi erano due principi spagnoli.

A ribadire tale situazione possiamo poi constatare che perfino quando Carlo Tancredi passò al secondo matrimonio, nel 1907, con la principessa Luisa d'Orléans, parimenti chiese ed ottenne l’assenso per il suo matrimonio dal Capo della sua Real Casa, ovvero al re di Spagna. E non già al padre Alfonso, benché questi fosse ancora vivo.

In seguito, per questo, quando Alfonso Maria di Borbone Spagna sposò la principessa Alice di Borbone - Parma, chi lo autorizzò? La risposta è semplice: il Re di Spagna Alfonso XIII poiché Alfonso Maria era un principe spagnolo!

Come si dice a Trafalgar Square: Alfonso e i suoi: “hanno perso a Filippo e ‘o panaro”.

Ora veniamo a noi.

Se questa linea della famiglia Borbone pur di provenienza genealogica dalle Due Sicilie è, come abbiamo visto, dinasticamente fuori e vorrebbe poter rientrare nuovamente in quella delle Due Sicilie?

Dovrebbe chiederlo al Legittimo Capo, ovvero a S.A.R. il Principe Carlo di Borbone Duca di Castro.
   
La cosiddetta pace,  forse, questo vuole significare, volete essere delle Due Sicilie?
Sempre forse, chiedete e vi sarà dato…

Non potete pretendere ciò che non siete e ciò che non vi appartiene.

Edmond Dantes
Conte di Montecristo

mercoledì 17 giugno 2015

PERSECUZIONI ANTIPAGANE



Parte 1 – PERSECUZIONI ANTIPAGANE 

314 – Immediatamente dopo la sua piena legalizzazione, la chiesa cristiana attacca i Gentili ( Pagani): il concilio di Ancirra denuncia il culto della DEA ARTEMIDE

324 – L’imperatore Costantino dichiara il cristianesimo unica religione ufficiale dell’Impero Romano. Nella città di Didima, in Asia minore, i cristiani saccheggiano l’oracolo del DIO APOLLO e torturano a morte i sacerdoti pagani. I cristiani sfrattano i Gentili ( Pagani) dal Monte Athos e distruggono i templi greci locali.

326 – L’imperatore Costantino, in seguito alle istruzioni di sua madre Elena. Distrugge il tempio del DIO ASCLEPIO in Aigeai in Cilicia e molti templi della DEA AFRODITE in Gerusalemme, Apacha, Mambre,Phoenice, Baalbeck…..

330 – L’imperatore Costantino ruba i tesori e le statue dei templi pagani greci per decorare la Nuova Roma ( Costantinopoli), la nuova capitale dell’impero
335 – L’imperatore Costantino saccheggia molti Templi pagani in Asia Minore e in Palestina e ordina l’esecuzione per crocifissione dei “ praticanti di magia e gli indovini ( lettori di sorte) “. Viene martirizzato il filosofo neoplatonico Sopatrus

341 – L’imperatore Flavio Giuliano Costanzo perseguita “ tutti gli indovini e gli Hellenici”. Molti Gentili ( Pagani ) sono imprigionati o giustiziati

346 – Nuove persecuzioni su larga scala vengono fatte contro i gentili ( Pagani ) a Costantinopoli. Viene bandito il famoso oratore Libanius accusato di praticare la magia

353 – Costanzo, con un editto, ordina la pena di morte per tutti i tipi di adorazione attraverso i sacrifici e gli “ idoli “

354 – Un nuovo editto ordina la chiusura di tutti i templi Pagani. Molte delle loro aree vengono profanate e trasformate in bordelli oppure in case da gioco. Vengono giustiziati i sacerdoti pagani.

354 – Un nuovo editto di Costanzo ordina la distruzione dei Templi Pagani e l’uccisione di tutti gli adoratori di idoli. Primi righi di biblioteche in varie città dell’impero. Le prime fabbriche di cemento vengono organizzate vicino ai Templi Pagani chiusi. La maggior parte delle sacre architetture dei Gentili vengono ridotte a calcinacci.
357 – Costanzo mette fuorilegge tutti i metodi di divinazione ( non esclusa l’Astrologia )

359 – In Skytopolis, Siria, la chiesa cristiana organizza il primo campo di tortura e di sterminio per i Gentili arrestati in tutto l’impero

dal 361 al 363 – La tolleranza religiosa e la restaurazione dei culti pagani dichiarate a Costantinopoli ( 1° dicembre 361 ) dall’imperatore Flavio Claudio Giuliano

363 – Assassinio dell’imperatore Giuliano ( 26 Giugno )

364 – L’imperatore Gioviano Flavio ordina di bruciare la biblioteca di Antiochia

364 – Un editto imperiale ( 11 settembre ) ordina la pena di morte per quei Gentili che praticano il culto antico degli DEI o praticano arti divinatorie ( “ sileat omnibus perpetuo divinandi curiositas” ). Tre differenti editti ( 4 febbraio, 9 settembre, 23 dicembre ) ordinano la confisca di tutte le proprietà dei Templi Pagani e la pena di morte per i Pagani che partecipano ai riti, anche se privati

365 – Un editto imperiale ( 17 novembre ) vieta ai Gentili ufficiali dell’esercito di comandare soldati cristiani

370 – L’imperatore Valente ordina una tremenda persecuzione dei Gentili in tutto l’impero d’Oriente. Ad Antiochia, in mezzi a molti altri Gentili vengono giustiziati i sacerdoti Hilarius, Patricius e l’ex governatore Fidustius. Tonnellate di libri sono bruciati nelle piazze delle città dell’Impero Orientale. Tutti gli amici di Giuliano ( ex Imperatore) sono perseguitati ( Orebasius, Sallustius, Pegasius,ecc. ). Il filosofo Simonides è bruciato vivo e il filosofo Maximus è decapitato dopo essere stato torturato.

372 – L’imperatore Valente ordina al governatore dell’Asia Minore di sterminare tutti gli Hellenici e tutta la documentazione del loro sapere.

373 – Nuova proibizione di tutti i metodi divinatori. Il termine “ Pagani “ ( abitanti dei pagus, dei villaggi ) è introdotto dai cristiani al posto del termine Gentili

375 – Il tempio del DIO ASCLEPIO nell’Epidauro, in Grecia, è chiuso dai cristiani.

380 – Il 27 febbraio, l’imperatore Flavio Teodosio dichiara il cristianesimo religione esclusiva dell’Impero Romano con un editto che proclama: “ tutte le varie nazioni le quali sono soggette alla nostra clemenza e moderazione devono continuare nella professione di quella religione che è stata consegnata ai Romani dal divino apostolo Pietro”. I non cristiani sono chiamati “ detestabili, eretici, stupidi e ciechi”. In un altro editto Teodosio chiama “ insani” quelli che non credono nel dio cristiano e dichiara fuorilegge tutti i dissensi dai dogmi della chiesa cristiana. Ambrosio, vescovo di Mailano, inizia la distruzione di tutti i Templi Pagani della sua area.
I preti cristiani guidano le masse affamate contro il tempio della DEA DEMETRA in Eleusi e tentano di linciare gli “ Hierophants” Nestorius e Priskus.
Il novantacinquenne “ Hierophant” Nestorius mette fine ai Misteri Eleusini e annuncia la predominanza del buio mentale sull’intera razza umana .

Parte 2 – PERSECUZIONI ANTIPAGANE

381 – Il 2 maggio Teodosio priva di tutti i loro diritti i cristiani che tornano indietro alla religione Pagana. In tutto l’Impero d’Oriente i templi Pagani e le biblioteche sono saccheggiati o bruciati. Il 21 dicembre Teodosio bandisce perfino le semplici visite ai Templi Hellenici. A Costantinopoli, il Tempio della DEA AFRODITE è cambiato in bordello e il Tempio del SOLE e ARTEMIDE in una stalla.

384 – L’Imperatore Teodosio ordina al prefetto pretoriano Maternus Cynegius, consacrato a Cristo, di cooperare con i vescovi locali e distruggere i Templi dei Gentili nel nord della Grecia e in Asia Minore. Dal 385 al 388 Maternus Gynesius incoraggiato dal fanatismo di sua moglie e dal vescovo ( fatto santo dalla chiesa cristiana ) Marcellus, con le sue bande batte le campagne e saccheggia e distrugge centinaia di Templi Hellenici, santuari ed altari. Tra gli altri essi distruggono il Tempio di Odessa, il cabeireion di Imbros, il Tempio di ZEUS ad Apamea, il tempio di APOLLO a Dydima e tutti i Templi di Palmyra. Migliaia di innocenti Gentili per tutto l’Impero soffrono il martirio nel famigerato campo di morte di Skythopolis

386 – L’Imperatore Teodosio dichiara fuorilegge ( 16 giugno ) il restauro dei Templi Pagani saccheggiati

388 – I dibattiti pubblici di soggetto religioso sono messi fuori legge da Teodosio. Il vecchio oratore Libanius spedisce una famosa Epistola “ Pro Templis “ a Teodosio con la speranza che quei pochi Templi Hellenici che restano vengano rispettati e risparmiati

Dal 389 al 390 – Tutti i sistemi di datazione non cristiani sono messi fuorilegge. Orde di eremiti fanatici del deserto invadono le città del Medio Oriente e dell’Egitto distruggendo statue, altari. Biblioteche e Templi Pagani e linciando i Gentili.
Teofilo, patriarca di Alessandria,inizia una pesante persecuzione contro i Gentili, cambia il Tempio di DIONISO in una chiesa cristiana,brucia il Mithraeum della città, distrugge il Tempio di ZEUS e ridicolizza i sacerdoti Pagani prima che essi vengano lapidati. Le folle cristiane profanano le immagini di culto.

391 – Il 24 febbraio, un nuovo editto di Teodosio proibisce non soltanto le visite ai Templi Pagani, ma pure guardare le statue vandalizzate.
Nuove pesanti persecuzioni in tutto l’Impero.
In Alessandria, Egitto, i Gentili, guidati dal filosofo Olympius, si ribellano e dopo alcuni scontri in strada si chiudono nel Tempio fortificato del DIO SERAPHIDE ( il SERAPEION ). Dopo un violento assedio, i cristiani espugnano l’edificio, lo distruggono, bruciano la sua famosa Biblioteca e profanano le immagini di culto

392 – L’otto novembre, l’Imperatore Teodosio dichiara fuorilegge tutti i rituali non cristiani e li chiama “ superstizioni dei Gentili” ( gentilicia superstitio ). Nuova persecuzione su ampia scala contro i Gentili.
I Misteri di Samotracia sono proibiti e i sacerdoti pagani macellati. A Cipro il vescovo locale ( fatto santo ) Epifanio e ( un altro fatto santo ) Tycon distruggono quasi tutti i Templi dell’isola e sterminano migliaia di Gentili.
I Misteri locali della DEA AFRODITE furono fatti chiudere.
Teodosio in un editto dichiara: “ coloro i quali non ubbidiranno al padre Epifanio non avranno diritto a continuare a vivere in quest’isola “. I Gentili si rivoltano contro l’Imperatore e la chiesa cristiana a Petra, Aeropolis, Rafia, Gaza, Baalbek e altre città del Medio Oriente.

393 – I Giochi Pythian, i Giochi di Aktia e i Giochi olimpici sono mess fuorilegge come parte dell’idolatria Hellenica. I cristiani saccheggiano i Templi di Olympia.

395 – Due nuovi editti ( 22 luglio e 7 agosto ) causano nuove persecuzioni contro i Gentili. Rufinus, l’eunuco Primo ministro dell’Imperatore Flavius Arcadius dirige le sue orde dei battezzati Goti ( comandati da Alarico) nel paese degli Helleni. Incoraggiati dai monaci cristiani i barbari saccheggiano e bruciano molte città ( Dion, Delphi, Megara,Corinto, Pheneos, Argos, Nemea, Lycosoura, Sparta, Messene, Phigaleia, olympia, ect. ) macellano e riducono in schiavitù innumerevoli Gentili Helleni e bruciano tutti i Templi. Fra gli altri, bruciano il Santuario di Eleusi e bruciano vivi tutti i scaerdoti pagani ( incluso l’ “ Hierophant” Mithras Hilarius ).

396 – Il 7 dicembre un nuovo editto dell’Imperatore Arcadius ordina che i pagani siano processati per alto tradimento. Imprigionati i pochi restanti sacerdoti pagani e gli Hierophants.

397 – L’Imperatore Flavio Arcadius ordina che tutti i Templi Pagani ancora in piedi siano demoliti

398 – Il quarto concilio delle chiese cristiane di cartagine proibisce a tutti, inclusi i vescovi cristiani, di studiare i libri dei Gentili. Porfirius, vescovo di Gaza, demolisce quasi tutti i Templi Pagani di quella città ( eccetto 9 di loro ).

399 – Con un nuovo editto ( 13 giugno ) l’Imperatore Flavio Arcadius ordina che i Templi Pagani ancora in piedi, specialmente nelle campagne, devono essere immediatamente demoliti.
400 – Il vescovo Nicetas distrugge l’oracolo del DIO DIONISO a Vesai e battezza tutti i Gentili di quell’area.

401 – Le folle cristiane di Cartagine, linciano i Gentili e distruggoni i Templi e le statue degli DEI. Anche a Gaza, il vescovo locale ( anche lui “ santo “ ) Porfirio manda i suoi seguaci a linciare i Gentili e a demolire gli ultimi 9 Templi rimasti attivi in città. Il quindicesimo concilio di Calcedonia ordina che siano scomunicati tutti i cristiani che hanno buoni rapporti con i loro parenti Gentili ( anche se già morti ).

405 – Giovanni Crisostomo manda le sue orde dei suoi monaci vestiti di grigio a rapinare con bastoni e ferro e distruggere le immagini degli DEI in tutte le città della Palestina.
406 – Giovanni Crisostomo raccoglie fondi presso le donne ricche cristiane per supportare finanziariamente la demolizione dei Templi Hellenici.
In Ephessus ordina la distruzione del famoso Tempio alla DEA ARTEMIDE. A Salamis, Cipro, il “ santo cristiano” Ephiphanius e Eutychius continuano la persecuzione dei Gentili e la totale distruzione dei loro Templi e Santuari.


Parte 3 ed ultima – PERSECUZIONI ANTIPAGANE

407 – Un nuovo editto mette fuorilegge una volta di più tutti gli atti di culto non cristiani

408 – L’Imperatore dell’Impero occidentale Onorius e l’Imperatore dell’Impero d’Oriente Arcadius ordinano allo stesso tempo che tutte le sculture dei Templi Pagani siano distrutte o portate via. Il possesso privato di sculture Pagane è anche fuorilegge. I vescovi locali conducono nuove pesanti persecuzioni contro i Gentili e nuovi libri vengono bruciati. I giudici che hanno pietà per i Gentili sono a loro volta perseguitati. Augustine ( fatto santo dai cristiani ) massacra centinaia di Pagani a Calama, in Algeria, perché protestano

409 – Ancora una volta un editto ordina che l’Astrologia e tutti i metodi divinatori siano puniti con la morte

415 – Ad Alessandria, in Egitto, la folla cristiana, spinta dal vescovo Cirillo, attacca a pochi giorni dalla pasqua giudaico-cristiana e tagliano a pezzi la famosa e bella Filosofa Hypazia. I pezzi del corpo, portati in giro dalla massa cristiana attraverso le strade di Alessandria, vengono infine bruciati insieme con i suoi libri nella piazza chiamata Cynaron.
Il 30 agosto, nuove persecuzioni iniziano contro tutti i sacerdoti Pagani presenti nel Nord-Africa che vengono crocifissi o bruciati vivi.

416 – L’inquisitore Hypatius, con lo pseudonimo di “ la spada di dio “ stermina gli ultimi Gentili in Bithynia. A Costantinopoli ( 7 dicembre ) tutti gli ufficiali dell’esercito, gli impiegati pubblici e i giudici non cristiani vengono dimessi

423 – L’Imperatore Teodosio B dichiara ( 8 giugno ) che tutte le religioni dei Gentili non sono nulla più che “ culto del demonio” e ordina per tutti coloro che persistono a praticarlo, punizioni quali imprigionamento e tortura

429 – Il tempio della DEA ATHENA ( Parthenon ) sull’Acropoli di Athene è saccheggiato. I Pagani Ateniesi sono perseguitati

435 – il 14 novembre un nuovo editto dell’Imperatore Teodosio B ordina la pena di morte per gli “ eretici” e i Gentili dell’Impero. Solo il giudaismo è l’unica religione non cristiana considerata legale

438 – L’Imperatore Teodosio B emette un nuovo decreto ( 31 gennaio ) contro i gentili, incriminando la loro “ idolatria “ quale causa della recente peste

Dal 440 al 450 – i cristiani demoliscono tutti i monumenti, altari e Templi di Athene, Olympia e altre città della Grecia

448 – Teodosio B ordina che tutti i libri non cristiani vengano bruciati

450 – Tutti i templi di AFRODITE ( città della DEA AFRODITE ) vengono demoliti e tutte le sue biblioteche bruciate. La città è rinominata Stavroupolis ( città della croce )

451 – Nuovo editto dell’Imperatore Teodosio B ( 4 novembre ) mette enfasi sull’ “ idolatria” da punire con la pena di morte

Dal 457 al 491 – Sporadiche persecuzioni contro i Gentili nell’Impero d’Oriente. Tra gli altri vengono giustiziati il fisico Jacobus e il Fiolosofo Gessius. Severianus, Herestios, Zosimus, Isidorus e altri torturati ed imprigionati. Il predicatore Conon e i suoi seguaci sterminarono gli ultimi Gentili dell’isola Imbros, nell’Egeo nordorientale. Gli ultimi fedeli di ZEUS LAVRANIUS sono sterminati a Cipro
Dal 482 a 488 – La maggioranza dei Gentili dell’Asia Minore sono sterminati in seguito ad una disperata rivolta contro l’imperatore e la chiesa cattolica

486 – Molti sacerdoti Pagani in clandestinità sono scoperti, arrestati, offesi e ridicolizzati, torturati e giustiziati ad Alessandria, in Egitto

515 – Il battesimo diventa obbligatorio anche per coloro che si dichiarano già cristiani. L’Imperatore di Costantinopoli Anastasius ordina il massacro dei Gentili nella città di Zoara in Arabia e la demolizione del Tempio locale al DIO THEANDRITES

528 – L’Imperatore Giustiniano mette fuori legge l’alyternativa dei Giochi Olimpici ad Antiochia. Egli ordina l’esecuzione ( per fuoco, crocifissione, fatti a pezzi da bestie selvatiche o fatti a pezzi mediante artigli di ferro ) di tutti coloro che praticano “ stregoneria, divinazione, magia o idolatria” e proibisce tutti gli insegnamenti dei Gentili

529 – L’Imperatore Giustiniano dichiara fuori legge l’Accademia di Filosofia ad Athene e confisca le sue proprietà

532 – L’inquisitore Ioannis Asiacus, a capo di monaci fanatici, conduce una crociata contro i Gentili dell’Asia Minore

542 – L’Imperatore Giustiniano concede che l’inquisitore Ioannis Asiacus converta i Gentili di Phrygia, Caria e Lydia, nell’Asia Minore. Durante i 35 anni di questa crociata, 99 chiese e 12 monasteri furono citruiti sui luoghi di distruzione dei Templi Pagani

546 – Centinaia di gentili furono messi a morte a Costantinopoli dall’inquisitore Ioannis Asiacus

556 – L’Imperatore Giustiniano ordina al noto inquisitore Mantius di andare ad Antiochia, trovare, arrestare, torturare e sterminare gli ultimi Gentili della città e di distruggere le Biblioteche private

562 – Arresti di massa, prese in giro, torture, imprigionamenti ed esecuzioni dei Gentili Greci di Athene, Antiochia, Palmira e Costantinopoli

Dal 578 al 582 – I cristiani torturano e crocifiggono i gentili greci in tutto l’Impero d’Orientee sterminano gli ultimi Gentili di Heliopolis

580 – Gli inquisitori cristiani attaccano un Tempio segreto a ZEUS ad Antiochia. I sacerdoti Pagani si suicidano, ma il resto dei Gentili vengono arrestati. Tutti i prigionieri, incluso il vice governatore Anatolius, vengono torturati e mandati a Costantinopoli per essere imprigionati. Condannati a morte furono dati in pasto ai leoni. Poiché gli animali non vollero strappare loro nemmeno un pezzo, i Gentili furono crocifissi. I loro cadaveri furono trascinati per le strade dalle folle cristiane e poi lasciati insepolti nella polvere.

583 – Una nuova persecuzione contro i Gentili Hellenici da parte dell’Imperatore Mauricius

590 – In tutto l’Impero d’Oriente i cristiani denunciano “ scoperte “ di cospirazioni Pagane. Nuova ondata di torture ed esecuzioni

692 – Il quinto concilio di Costantinopoli proibisce il persistere delle Calende, Brumalia, Anthesteria, ed altre celebrazioni Pagano / Dionisiache
Dal 850 al 860 – Conversione violenta degli ultimi Gentili Greci di Laconia da parte dell’armeno san Nikon

Tratto da Vlassis Rassias “ La demolizione dei Templi”, Atene 1994 e da Rinascita, Ottobre 2002