venerdì 9 dicembre 2016

La “Finta rivoluzione francese”

La “Finta rivoluzione francese”, ovvero la truffa delle truffe, dove ebbe inizio la schiavitù moderna.

La presa della Bastiglia 

La rivolta spontanea del popolo francese del 14 luglio 1789, la cosiddetta rivoluzione Francese è una truffa! 
La Rivoluzione francese, fu un colpo di Stato ad opera dei club massonici (Jacobins) finanziati dai banchieri, tra gli altri Laborde de Méréville, Boscary, Dufresnoy, sostenuto dal partito del Duca d’Orléans, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia e anche dall’Inghilterra, tramite l’ordine cavalleresco Saint-Georges… 

L’obbiettivo era ribaltare tutto, distruggere le tradizionali Istituzioni del Paese (monarchia, religione) per sostituirle con un ordine “nuovo”, un Francese nuovo: il “cittadino”.  
Alla fine, l’Inghilterra ci guadagnò; la Francia arretrò senza possibilità di recupero.
Questi furono i risultati.

Parlare oggi di «rivolta del popolo», vuol dire dunque raccontare una grande burla smentita dai dati storici.
Considerandosi “patrioti’, i rivoltosi sinceri (non parliamo degli istigatori pagati…) non sapevano di essere manipolati dalla massoneria (Grande Oriente di Francia del Duca di Orléans e massoneria inglese).
I “rivoluzionari” hanno dato l’esempio di un disprezzo inaudito per l’idea stessa di rappresentatività: “I 749 membri della Convenzione furono eletti in un tale clima di terrore organizzato, che le astensioni raggiunsero il 90%… tenendo conto delle modalità di censo elettorale e del diniego di diritto al voto per le donne, questa Assemblea rappresentava meno del 3% di questo popolo”.
 (Jacques Heers, “Un homme un vote?”, Editions du Rocher, Monaco 2007, p. 208-209).
 
Libri e varie...
 
FALSE FLAG - SOTTO FALSA BANDIERA
Strategia della tensione e terrorismo di stato
di Enrica Perucchietti

Lo scopo di questo saggio è quello di offrire una rassegna dei casi di False Flag più celebri e storicamente accertati e di quelli che sollevano plausibili dubbi sulle reali dinamiche degli eventi, senza avere la velleità di mettere la parola fine a ricerche che, si spera, continuino, per accertare, un giorno, la verità.
 L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore.
 La strage di Charlie Hebdo e gli attacchi di Parigi hanno sprofondato l’Europa nella morsa della paura, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com’era successo agli USA all’indomani dell’11 Settembre. Gli attentati lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili e quanto meno ambigue, che riecheggiano drammaticamente la strategia del False Flag.
 Cosa sono i False Flag? Per ottenere il consenso dell’opinione pubblica e l’accettazione di gravi sacrifici, l’unico modo è che si palesi una «minaccia estrema e globale». I False Flag sono operazioni belliche “sintetiche” ideate per fare credere che l’attacco sia stato effettuato da gruppi diversi rispetto ai reali esecutori, al fine di addossare loro la responsabilità di quanto accaduto, legittimando così eventuali rappresaglie.
 La storia come strumento di manipolazione. Le menzogne diventano così “storia” per giustificare spirali di violenza e nascondere gli interessi delle oligarchie. I mass media entrano in scena a questo punto per veicolare la propaganda bellica e per promuovere come giuste le rivendicazioni del potere....ORIGINI E STORIA DELLA MASSONERIA
Il Tempio e la Loggia
di Michael Baigent, Richard Leigh

Un illuminante studio sulla Massoneria, di cui gli autori ricostruiscono le origini e gli sviluppi con un'indagine storica appassionante e accurata.
 Il saggio prende in esame un arco temporale molto vasto e si apre con i Templari in fuga dalle persecuzioni scatenate contro di loro da Filippo IV di Francia e dal papa Clemente V. Nel 1309 si rifugiarono in Scozia chiedendo protezione al re scomunicato Robert Bruce. L'eredità dei Templari fu tramandata da una rete di famiglie nobili, che contribuirono alla nascita della Massoneria: fin dall'inizio l'organizzazione poté quindi vantare rapporti privilegiati con le alte sfere del potere, e in particolare con il casato degli Stuart.
 La Massoneria si inserì nelle maggiori correnti del pensiero europeo, e pian piano venne avvolta dall'alone di mistero che ancora oggi la circonda. Dopo una ininterrotta e secolare espansione, arrivò a lasciare tracce della propria presenza anche nell'Europa continentale: l'enigmatica Cappella Rosslyn e i segreti dell'elitaria guardia del corpo del re di Francia ne sono solo due esempi.
 Seguendo lo sviluppo della Massoneria attraverso il XVII e XVIII secolo, gli autori sottolineano il suo contributo alla promozione della tolleranza e dei valori progressisti. In Inghilterra l'azione delle logge fu determinante per assicurare la coesione sociale, scongiurando una rivoluzione sul tipo di quella francese.
 L'influenza della Massoneria emerge in modo ancora più evidente nella formazione degli Stati Uniti d'America, incarnazione della "Repubblica massonica".
 Dissipando la nebbia del mito, questo volume pone la Massoneria di oggi in una prospettiva del tutto nuova e ne riscrive la storia in un modo assolutamente originale e, per molti aspetti, controverso....TRA LE PIEGHE DELLA STORIA
di Bianca Capone Ferrari

Un libro con cui l'autrice cerca di far luce su alcuni misteri rimasti insoluti, sulle inquietanti perplessità che ancora incombono su eventi e personaggi non adeguatamente decodificati dalla storiografia ufficiale
 Un libro che di secolo in secolo ci fa conoscere i risvolti oscuri della vita di personaggi famosi e la riscoperta di avvenimenti storici a partire dalla civiltà etrusca fino agli anni segnati dal nazismo, passando attraverso gli episodi più salienti del Medio Evo, i secoli bui del papato romano, fra cui la storia della Papessa Giovanna, l'ascesa e la decadenza degli Svevi, la fine dell'ordine cavalleresco dei Templari, gli splendori e le nefandezze del Rinascimento italiano, le ripercussioni in Italia della Rivoluzione Francese, la formazione delle società segrete di impronta giacobina, impegnate nell'impresa risorgimentale....
DALLA MASSONERIA AL TERRORISMO - LIBRO
Come alcune logge massoniche sono divenute deviate e come con i servizi segreti vogliono controllare il mondo
di Giovanni Francesco Carpeoro

Quali legami ci sono tra la Massoneria e il terrorismo di oggi? Ce lo spiega Giovanni Francesco Carpeoro, offrendoci uno sguardo nel mondo della massoneria, fin dalle sue radici mitiche e filosofiche, quello che pochi sanno della dottrina massonica.
 Dalla sacralizzazione antica del Lavoro, e, dalla ritualizzazione del Costruire, la nascita della dei Riti Massonici. Poi l'incesto col Potere, fin dalle ambiguità dei Neoilluminati, invano combattuto da G. Washington.
 In questo libro scoprirai:
 
 - L'incubo del NWO e la definitiva mutazione genetica del sogno e delle utopie dei Rosa+Croce.
 - Il fenomeno della Massoneria Reazionaria che trasforma le logge in focolai di eversione per inaugurare una storia di sangue e di distruzione.
 - Lo specchietto per le allodole della P2 e la marionetta Gelli senza che nessuno si chieda: ESISTE LA P1?
 - La radice massonica e le firme occulte del terrorismo islamico.
  Il neoterrorismo salda il rapporto tra il popolo e il potere col collante della paura....LA STORIA INVISIBILE
L'eterna lotta fra la Luce e l'Ombra
di Francesco e Gabriella Varetto

Il Piano invisibile che guida la storia dell'uomo. Il punto di vista della Scienza dello Spirito sulla storia. Come la storia umana viene condizionata dalla lotta fra le Forze Evoultive (Gerarchia Spirituale) e quelle Involutive (Loggia Oscura).
 - Chi era veramente Cagliostro?
 - L'Uomo Rosso che decise il destino di Napoleone.
 - Il Conte di Saint-Germain e la Rivoluzione Francese.
 - Chi ispirò la Costituzione Americana?
 - Perché l'Illuminismo cercò di creare un'Etica laica?
 In questo secondo volume: da Martin Lutero ad Antonio Rosmini....


Nel 1789, i capitalisti e gli speculatori di Parigi come Kornmann, Claviere e altri, consigliati dai banchieri Laborde e Dufresnoy, membri dei Trenta, giocavano al ribasso e sovvenzionavano la sommossa. I Finanziatori più ricchi fornirono il denaro necessario per pagare le truppe rivoluzionarie.

Nel suo “Louis XVI o la fine di un mondo” (1955, reed. La Table ronde, Paris 1981, p. 304), Bernard Faÿ racconta il ruolo giocato dalla borsa alla vigilia della Rivoluzione: “da buoni ‘patrioti’, i finanziatori della capitale, a giugno 1789, non smettevano ancora di fare abbassare la borsa… Mentre altri ‘patrioti’ corrompevano i soldati”.

“La Rivoluzione viene considerata oltre-Manica il mezzo migliore per abbattere definitivamente le pretese marittime della monarchia francese” (p. 283.) … Disorganizzata, scoraggiata, disgregata, in preda alla sovversione, la Marina doveva, a febbraio 1793, misurarsi nuovamente con la Royal Navy… Nel momento in cui la Francia doveva affrontare la fase decisiva di ciò che potrebbe essere chiamato la ‘seconda guerra dei cent’anni’, la Rivoluzione sconquassa l’unica risorsa che le avrebbe potuto consentire di colpire la coalizione anti-francese…” (p. 291)

Ciò che la Francia perde, lo guadagna l’Inghilterra. Più ancora sul piano commerciale che su ogni altro piano.  
L’Inghilterra è la grande beneficiaria della Rivoluzione e delle sue conseguenze.  
Essa sa, sin dall’inizio del grande sconvolgimento, della fortuna che le si offre e, giacché ha da riprendersi la rivincita contro la Francia che ha aiutato l’America ad affrancarsi, non le dispiace vedere lo sconquassamento della monarchia.

Sin dal 1788, i massoni, con sempre in bocca l’argomento dell’ordine e della centralizzazione, sono la colonna vertebrale del partito nazionale, di quel partito di cui Lafayette è il dio e che si nutre delle idee politiche inglesi e americane, dopo avere succhiato il latte dall’Encyclopedie.

Così la massoneria dirige tutto, e siccome le logge francesi sono rimaste a stretto contatto con le logge madri d’oltre mare e si ricollegano sempre più alla Grande Loggia di Londra, una sotterranea influenza inglese, una oscura pressione, si esercita sulla Francia, alla quale si aggiunge l’anglomania imperante da cinquanta, sessant’anni.

L’opposizione segreta della Massoneria alla monarchia secolare, si trova così sotterraneamente fomentata dall’Inghilterra; che vinta nella guerra di Indipendenza Americana, si rifà, acquisendo vantaggi per terra e per mare. Grave questione su cui meditare per un patriota, ma i patrioti dell’epoca non pensano e non sanno tutto questo: vanno avanti con la testa tra le nuvole.

La Rivoluzione Francese è una truffa!

La vera rivoluzione francese, quella che segnerà tutto il secolo da venire è, in sostanza, un fatto finanziario prima che politico:
al primato del sangue, che caratterizzava l’impostazione dell’Ancien Régime, succede il primato dei soldi. Alla nobiltà succede la borghesia affarista. I notabili subentrano ai nobili.
Lo stesso Marat si interroga: “Che ci guadagneremo nel distruggere l’aristocrazia dei nobili, se essa viene rimpiazzata dall’aristocrazia dei ricchi?”. Si tratta dell’esplosione del capitalismo.  I diritti di nascita ormai non potranno più nulla contro quelli della finanza. Il denaro è ormai un valore supremo. E’ la nascita del Denaro-Re al posto del Cristo-Re. 

Fonte: https://www.facebook.com/KilluminatiResistence2

tratto da:

http://www.conoscenzealconfine.it/la-finta-rivoluzione-francese/


Dietro i Panama Papers la più colossale truffa del pianeta


ponzi pyramid scheme fiat federal reserve 640x430 Scritto da  Piero Cammerinesi

Vi ricordate il recente scandalo dei cosiddetti “Panama Papers”?
di Piero Cammerinesi
* * *
AVVERTENZA – 
Questo articolo – che contiene notizie che credo non siano mai state pubblicate sulla stampa italiana né ‘alternativa’ né tantomeno mainstream - nasce da un’approfondita ricerca e da due fonti. Una riferibile a dei siti in lingua inglese più avanti indicati e l’altra a fonti personali di cui l’autore può garantire competenza e serietà, ma soprattutto conoscenza diretta degli argomenti trattati. Pertanto si tranquillizzi il lettore se alcune notizie qui contenute gli parranno inverosimili o quantomeno fantasiose; lo erano anche per l’autore prima di approfondire la storia narrata. Dunque, prima di liquidare il tutto come una bizzarra fantasia, approfondisca l’argomento e le fonti indicate. 
 In fondo il modo migliore per nascondere qualcosa è metterlo sotto gli occhi di tutti.
* * *
Dunque, si parlava dello scandalo dei Panama Papers
panama-papers-480.jpgQuello, per intenderci, in cui sui media di regime compariva Putin in primo piano – nonostante dichiaratamente non fossero riferibili a lui i fondi occulti a Panama, attribuibili solo a “delle persone a lui vicine” – in buona compagnia con vari capi di Stato e di governo?
 Quello in cui, tra migliaia e migliaia di nomi con società e conti segreti nel paradiso fiscale panamense – guarda caso – mancavano personaggi di spicco statunitensi?
Quello che, dopo una momentanea fiammata sul mainstream media, è scomparso dall’orizzonte delle notizie?
Quello che, partito da una opaca organizzazione denominata International Coalition of Investigative Journalists (ICIJ) – basti pensare che essa dipende dalla Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) finanziata (a volte le combinazioni…) dal governo americano tramite l’USAID alcuni ritengono un’operazione dei servizi anglo-americani nel contesto di scontri al vertice dei poteri mondiali?
Ebbene su questi Panama Papers va fatta qualche considerazione più approfondita.
Ma iniziamo con ordine.
Il leak dei Panama Papers consta di circa 11,5 milioni di documenti, costituiti principalmente da e-mail, file PDF, file di foto e parti di un database interno della Mossack Fonseca.
Si riferiscono a un periodo che va dal 1970 alla primavera del 2016.
Riguardano conti e società offshore intestati a personalità politiche, imprenditori, miliardari, mafiosi, criminali e società-ombra.
Ora, naturalmente, possedere una società offshore non è illegale di per sé nella maggior parte dei Paesi, trattandosi di qualcosa che può essere utile per una vasta gamma di transazioni commerciali.
Tuttavia, uno sguardo ai Panama Papers indica chiaramente che l'obiettivo primario, nella stragrande maggioranza dei casi, era quello di occultare l'identità dei veri titolari dei conti e delle società. I documenti rivelano anche numerosi scandali e individuano capi corrotti di Stato e di governo. Le società offshore attribuibili ai capi di Stato e di governo attuali o ex-tali costituiscono una delle parti più spettacolari di questa colossale fuga di notizie, così come i collegamenti ad altri leader, e alle loro famiglie, ai consiglieri più vicini e ai loro amici.
_intro_imageUrl.jpgCapi di Stato direttamente coinvolti:
Mauricio Macri, presidente dell’Argentina
Salman, re dell’Arabia Saudita
Khalifa bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti e emiro di Abu Dhabi
Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina
Ex-capi di Stato direttamente coinvolti:
Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar
Ahmed al-Mirghani, ex presidente del Sudan
Capi di governo direttamente coinvolti:
Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, primo ministro dell’Islanda
Ex-capi di governo direttamente coinvolti:
Bidzina Ivanishvili , ex primo ministro della Georgia
Ayad Allawi, ex primo ministro dell’Iraq
Silvio Berlusconi, ex presidente del consiglio dell’Italia
Ali Abu al-Ragheb, ex primo ministro della Giordania
Benazir Bhutto, ex primo ministro del Pakistan
Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, ex primo ministro del Qatar
Pavlo Lazarenko, ex primo ministro dell’Ucraina
Ion Sturza, ex primo ministro della Moldavia
Vi sono poi altri 200 politici in tutto il mondo tra i clienti della Mossack Fonseca, tra cui un certo numero di ministri oltre a familiari di governanti, come, ad esempio, il padre di David Cameron.
Fin qui la panoramica sui personaggi coinvolti.
Ora, a prescindere dal fatto che questa non può che essere la punta dell’iceberg della reale magnitudo del fenomeno, nonché dal fatto che una analisi dei nomi coinvolti – ma soprattutto di quelli non coinvolti – porta a comprendere parecchie cose, che cosa c’è veramente sotto?
A parte gli indubbi vantaggi fiscali di possedere conti o società offshore a Panama o in altri paradisi del genere, perché – come si è detto – l’analisi di questi conti mostra che l'obiettivo primario è quello di occultare l'identità dei veri titolari?
Solo per difendersi dal fisco?
No, decisamente no.
In realtà il leak dei Panama Papers ha solo sollevato il lembo del velo che nasconde uno scandalo di proporzioni colossali di cui la maggior parte della gente non ha idea alcuna e di cui i media non parleranno mai.
d60af74e71678846fb7a81f34bb4184ade93b03aDietro c’è la più straordinaria, gigantesca, mostruosa truffa che mai sia stata concepita sul pianeta.
Di che si tratta?
Ebbene, dalle ricerche condotte e da fonti molto introdotte in questi ambienti ho potuto appurare che da decenni il governo americano e la Federal Reserve (compresi Tesoro, Banca mondiale, FMI etc.) apre ‘conti mirror’ o conti fantasma, conti illegali in ogni parte del mondo e nelle maggiori banche internazionali.
Questi conti vengono messi a disposizione – come si è visto nel caso dei Panama Papers - di determinate personalità in certi Paesi allo scopo di finanziare guerre, rivoluzioni colorate, genocidi, monopoli di informazione controllati e utilizzati per disinformare ma anche per pianificare ulteriori sottrazioni delle ricchezze di organismi e Paesi.
Il funzionamento è semplice.
Quando il governo USA o un’altra entità autorizza ufficialmente la Federal Reserve (o il FMI o la Banca Mondiale o il Tesoro degli Stati Uniti etc.) ad aprire un conto mirror presso una delle 250 banche più grandi del mondo, avviene che dal conto principale, che rimane nella banca originaria, vengono trasferite delle somme su questi conti aperti in altri Paesi.
Il conto mirror ha la stessa intestazione del conto principale, in modo che tutto appaia regolare, mentre in realtà non è affatto regolare in quanto non vi è l’autorizzazione dei reali – e legali - titolari dei capitali depositati, che provengono dai Collateral Accounts.
maxresdefaultCosa sono i Collateral Accounts?
Va prima di tutto precisato che se il lettore cercherà in Rete elementi sui Collateral Accounts troverà ben poco, o meglio, troverà fonti private, su blog, siti o Wikipedia che ne parlano, chi in modo positivo chi negativo; le fonti istituzionali non ne parlano affatto.
Ciò in quanto si tratta di questioni classificate Top secret di cui ufficialmente molto poco è trapelato sino ad oggi.
Come ogni notizia secretata, ufficialmente o verrà negata o non verrà commentata.
Ebbene, si tratta di una complessa rete di conti e asset (in primis oro, ma anche argento, metalli preziosi di altra natura, opere d'arte di valore inestimabile, alcune presenti anche in musei e molto altro, inclusi diritti su giacimenti petroliferi e terreni) sparsi per l'intero globo, anche in banche centrali ed in banche commerciali ma fuori bilancio.
Queste ricchezze sono custodite in depositi nei luoghi più disparati, sotto montagne o sotto deserti, e perfino negli oceani.
47014fd7b22697579fb123cc83e79c11Molti di questi depositi segreti hanno trappole mortali all'entrata, e numerosi ‘cercatori d'oro’ indipendenti o ingenui indigeni manipolati da qualche scaltro manipolatore dell'intelligence americana deviata o simili, a conoscenza di qualche segreto, sono letteralmente saltati per aria, in particolare nei depositi delle Filippine.
Ricordate il film americano National Treasure (2004), in italiano Il Mistero dei Templari, con Nicolas Cage? In quel film, fonti ben informate mi hanno riferito che furono rivelati alcuni dettagli proprio di questa ricchezza internazionale nascosta in giro per il mondo, con l'errata informazione, tuttavia, che si trattasse di un National treasure, appunto, americano.
In realtà, si tratta di un tesoro internazionale, parte dei Collateral Accounts.
Sulla base di tali ricchezze, nel secondo dopoguerra venne creato un sistema di creazione del denaro dal nulla, ispirato apparentemente ad un'idea già avuta dal Conte di Saint-Germain, consigliere di famiglie reali europee nel '700, attraverso l'emissione di titoli bancari delle maggiori banche internazionali, che aveva lo scopo di finanziare la ricostruzione e lo sviluppo di tutti i Paesi del mondo.
In realtà, invece, ben presto esso venne manipolato dai ‘gestori del sistema’, in primis americani, e gestito di fatto per fini privati, per arricchire se stessi, amici, amici degli amici e per corrompere e finanziare le più disparate nefandezze.
I titoli bancari emessi, oggigiorno, sono soprattutto Medium Term Note (MTN) ma anche Bank Guarantee (BG) e Stand-by Letter of Credit (SBLC), emessi a una percentuale che parte anche dal 20% del valore facciale e, attraverso alcuni passaggi di compravendita a valori sempre un po' più alti, chiamati tier 1, tier 2 e tier 3, giunge infine ai compratori finali, tipicamente fondi pensione, fondi assicurativi o altri generi di fondi, che le detengono fino a scadenza, acquistandole a valori, dopo i vari passaggi, superiori solitamente al 90% del valore facciale. La taglia di questi strumenti può variare, ma tagli frequenti sono quelli da 500 milioni di dollari/euro.
Questi passaggi sono gestiti dai Trader specializzati (che nulla hanno a che fare con il trading online!).
Bankers bonusÈ in questi passaggi che vengono coinvolti amici ed amici degli amici dei banchieri per arricchirsi, permettendo loro di investire cash o direttamente strumenti finanziari (in genere MTN, BG, SBLC) per accedere a queste compravendite con lauti guadagni, di solito con investimenti minimi di 100 milioni di dollari/euro, ma più spesso, attraverso cash pooling, anche con cifre inferiori.
Se, ad esempio, partecipo all'acquisto di uno strumento al 40% del valore facciale e viene rivenduto al 60%, con contratti già predeterminati dal sistema e garantiti, si ha un guadagno del 50%, che viene poi solitamente diviso tra le parti in causa, investitori ed intermediari inclusi. Considerando che si partecipa, tipicamente, a un programma (Trading program, Private placement program o simili) in cui si comprano e vendono, attraverso il Trader, molti di questi strumenti finanziari, anche per un anno consecutivo o più, si capisce che si parla di guadagni stratosferici.
Facile arricchirsi così, no?
E molte persone, anche pubblicamente conosciute, italiani inclusi, si sono arricchite grazie a questi programmi. Date le cifre necessarie per questi investimenti così redditizi, è chiaro che parliamo di possibilità non accessibili a tutti, bensì solo ai cosiddetti sophisticated investors, investitori sofisticati: un termine dell'alta finanza utilizzato per indicare coloro che possono avere accesso ad investimenti privilegiati, non accessibili alla massa.
Tuttavia chi sa, di regola non parla di questi argomenti, talvolta per egoismo, talaltra per paura, talaltra ancora per entrambe le cose. La Securities and Exchange Commission (SEC), il Tesoro americano e l'FBI, guarda caso tutti americani, smentiscono sui loro siti che operazioni di compravendita di strumenti finanziari, come quelli sopra accennati, siano legali, considerandole frodi. In effetti non sono legali, come accennato, ma certamente esistono e quelle pagine web servono solo per mascherare, come sempre, ciò che non si vuole far sapere al pubblico.
Coloro che si trovano al vertice della piramide di questo sistema finanziario, ai quali viene affidata una certa quantità di titoli da emettere e far poi scendere a cascata, attraverso i passaggi sopracitati, nel sistema finanziario, vengono chiamati Master Commitment Holders e si contano sulle dita di meno di due mani.
Tanto questi Commitment Holders quanto i Trader del sistema sono, come si può immaginare, controllati da specifiche intelligence affinché svolgano adeguatamente il loro lavoro, secondo le direttive impartite dai grandi banchieri. 
05 Bank of England Gold VaultI Collateral Accounts, chiamati anche Global Accounts, Global Debt Facility, o più precisamente Combined International Collateral Accounts of the Global Debt Facility, contengono al loro interno asset che le famiglie reali del mondo hanno accumulato in una storia plurimillenaria, con riferimenti non casuali (si pensi al “God Save the King/Queen” britannico, ripreso dai saluti biblici ai primi Re israeliti) che risalgono sin all'Antico Israele.
Già dal '500-'600 alcune famiglie reali europee iniziarono, attraverso accordi privati e segreti, a riunire i loro asset, probabilmente come forma di protezione verso i montanti movimenti che avrebbero portato alla creazione degli Stati moderni. 
Un impulso importante in questa direzione venne dato dallo Zar di Russia intorno al 1875, quando inviò i propri figli presso le famiglie reali sparse nel globo al fine di organizzare una riunificazione collettiva di tutte le loro ricchezze, per poi utilizzarle per il bene comune ed evitare future guerre.
Piano nobile, ma che non ebbe però molta fortuna considerando quanto sarebbe accaduto da lì a pochi decenni.
Al vertice di tale complessa struttura, costituita da migliaia di fondazioni e Trust, vi è una Fondazione, chiamata Foundation Divine, ed un connesso Trust chiamato Heritage International Trust, che sono rispettivamente la Master Foundation ed il Master Trust dei Combined International Collateral Accounts of the Global Debt Facility.
Parte di tale ricchezza funse da collaterale per il sistema finanziario, centrato nella FED americana (Fed System) in quanto il dollaro americano venne imposto dagli USA come valuta di riserva internazionale (rigettando la famosa proposta del bancor di Keynes), creato con gli accordi di Bretton Woods del 1944, ed attivo dal 1945.
I Collateral Accounts costituirebbero dunque – secondo le fonti interpellate - un sistema internazionale legale ma segreto, di proprietà privata e riconosciuto da molteplici trattati internazionali Top secret, gestito dal 1945 al 1995 dalla Trilateral Trillenium Tripartite Gold Commission (TTTGC) di cui facevano parte i vincitori occidentali della seconda guerra mondiale (USA, UK e Francia). In buona fede, fu, infatti, a queste potenze che le famiglie reali nel dopoguerra diedero in gestione tali enormi ricchezze reali, sperando che esse le avrebbero utilizzate a fin di bene.
Ma così non fu.
A queste potenze, avendo esse perpetrato numerose frodi con le ricchezze dei Collateral Accounts, vennero sottratti successivamente tutti i poteri di gestione degli asset dei medesimi e, nel 1995, venne istituita una entità sovrana indipendente da ogni Stato, religione e politica, registrata alle Nazioni Unite ma classificata Top Secret, vale a dire l’attuale entità che gestisce gli asset dei Collateral Accounts.
Si tratterebbe dell’International Treasury Controller (ITC), il cui braccio amministrativo, creato di conseguenza dal medesimo ITC, è denominato OITC, l'Office of International Treasury Control.
I proprietari di tali asset sono, come si è detto - secondo le fonti sopra accennate - le famiglie reali di tutto il mondo.
Esse avrebbero dato in gestione alla TTTGC le loro ricchezze, non rinnovando tuttavia con essa l’accordo cinquantennale (1945-1995) di gestione dei loro asset di ulteriori 50 anni.
Così nel ’95 decisero di istituire l'ITC che viene considerata l'unica istituzione o organizzazione nella storia umana ad avere abbastanza oro e mezzi necessari per garantire con l’oro le valute di tutte le 207 nazioni del pianeta.
Stiamo parlando di una quantità d'oro, accumulata da migliaia di anni, non inferiore ai 2 milioni di tonnellate (oro non registrato ufficialmente, né presente nei bilanci delle banche in cui è in parte depositato), molto superiore a quella dichiarata ufficialmente dal World Gold Council secondo cui, a fine 2015, l’oro stoccato a livello globale era pari a 186.700 MT (metric tons, ossia tonnellate).
In Internet si trova, da parecchi anni oramai, abbastanza materiale che parla dei Collateral Accounts, ma vi è da fare attenzione e usare discernimento perché, data la tematica ‘scottante’, vi è molta disinformazione da parte di alcune intelligence. Si pensi, ad esempio, all'OPPT ma anche a personaggi quali Neil Keenan e Karen Hudes - guarda caso tutti americani - o a giornalisti fantasiosi come Benjamin Fulford. Personaggi che molta gente, in buona fede ed ingenuamente, segue in rete, ignara di come funzionino i vertici del mondo, quel ‘dietro le quinte’ che i media non rivelano ma che, quasi sempre, nemmeno conoscono. Anche il caso della Foundation X, risalente a qualche anno fa, citata da Lord James of Blackheath, è interessante ai fini della notizia dell'esistenza di un sistema finanziario internazionale ‘fuori bilancio’ nel quale girano, effettivamente, ricchezze che appaiono incredibili.
nixonCome è noto, fino al 1971 le valute erano garantite dall’oro, ma quell'anno gli americani, per scelta unilaterale, sganciarono il dollaro dall'oro. Ed essendo il dollaro americano la valuta di riserva internazionale, come deciso negli accordi di Bretton Woods del '44-45, di fatto tale decisione determinò a cascata uno sganciamento dall'oro anche delle altre valute nazionali.
Dal 1971 il mondo si trova, dunque, in un regime di fiat money, ossia denaro non garantito da nulla, se non dalla nostra (ingenua) fiducia.
Il presente sistema finanziario centrato nella Federal Reserve, fu garantito attraverso oro prestato dalle famiglie reali alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale, attraverso il Master Holder dei Collateral Accounts dell’epoca, chiamato M1 (in possesso dell'Anello Alpha-Omega che ne rappresenta il ruolo spirituale), Ferdinand Marcos delle Filippine.
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale vennero finanziati con 3.000 tonnellate d’oro l'unaQuelle ricchezze dovevano servire come vere e proprie start up per i Paesi distrutti dalle guerre o dalle rivoluzioni.
Ma l'inizio dei problemi più grossi risale a qualche decennio prima.
Ad esempio, quando la Federal Reserve fu incorporata nel 1913, gli USA non avevano oro sufficiente per garantire il valore del dollaro.
Fu lo Zar di Russia che inviò 75.000 tonnellate d’oro negli USA come garanzia per finanziare la Federal Reserve.
Quell'oro era parte dei Collateral Accounts depositato in Russia e come tale custodito legalmente dallo Zar di Russia (il Presidente, Primo Ministro o il Re/Regina di un Paese, a seconda dei casi, è il Custode legale degli asset dei Collateral Accounts custoditi in quel Paese).
La Federazione Russa è in possesso di documenti che provano questo fatto.
Ora, il problema è che recenti indagini hanno rivelato che quelle 75.000 tonnellate d’oro non sono più presso la Federal Reserve né in altri depositi del Governo americano.
Insomma, quella montagna d’oro si è volatilizzata.
Questo sarebbe – secondo alcuni - il motivo per cui Kissinger si è recato di recente in Russia ed è tornato in America con la coda tra le gambe.
A causa sempre di questa situazione il Papa - avendo lo IOR un rapporto molto stretto con la Federal Reserve - sarebbe rimasto sconvolto e starebbe ora prendendo le distanze dagli Stati Uniti.
Ciò sarebbe collegato con il recente incontro di Papa Francesco con il Patriarca moscovita Kirill a Cuba.
putinSe le cose stanno in questi termini non ci sarebbe dunque da meravigliarsi se i media occidentali stanno in tutti i modi cercando di screditare e attaccare Putin.
Si tratta di disinformazione e propaganda di primissimo ordine per coprire le tracce di ciò che l'America ha fatto in passato, e continua a fare.
Dopo il Trattato di Londra del 1920, Trattato non conosciuto ai più, l’oro venne trasportato e immagazzinato in depositi in molti Paesi del mondo, secondo un complesso sistema ideato dalle famiglie reali, e con un apparente ruolo di primo piano dell'allora giovane, e futuro imperatore, Hirohito.
Lo scopo era di secretare tali asset in modo da evitare, per quanto possibile, future frodi.
Tutte le Nazioni hanno aderito ai vari trattati internazionali riferibili a questa enorme ricchezza mondiale, compresi gli Stati Uniti ed i loro alleati. Ad esempio, il Global Agreement del 1980, promosso da Ferdinand Marcos, ma mai, di fatto, attuato. Anche nel secondo dopoguerra, tutti gli Stati dovettero depositare una larga parte delle loro riserve d'oro nei Collateral Accounts, in modo da non avere, terminato il conflitto, situazioni di estremo squilibrio tra diversi Paesi, situazioni che avrebbero potuto generare una nuova futura guerra. Lo stesso Vaticano fu costretto a fare altrettanto. Gli asset vennero quindi riuniti in modo da finanziare, in modo bilanciato, la ricostruzione e sviluppo di tutti i Paesi del mondo.
Tuttavia, chi ha infiltrato il Pentagono e la Casa Bianca, e i loro alleati, hanno iniziato a fare guerre, conquistare nazioni e rubare gli asset custoditi in altri Paesi e/o i documenti cartacei relativi a tali asset, cercando di monetizzarli presso qualche banca internazionale. Pensiamo, ad esempio, al "mercato nero" di titoli finanziari oramai non più validi, nel quale migliaia di persone nel mondo, italiani inclusi, spesso in buona fede, cercano di inserirsi per fare il "colpo della vita", senza sapere, o facendo finta di non sapere, che stanno agendo nell'illegalità. Vi sono molte tipologie di questi bond "vecchi" (old/historic bonds) trafficati nel mercato nero finanziario: pensiamo ad esempio ai TOV (Treaty of Versailles) Bonds, FRN (Federal Reserve Notes), FRB (Federal Reserve Bonds), Wells Fargo Bonds, Petchili Bonds e molti altri. Tutti questi bond appartengono, in realtà, ai Collateral Accounts e derivano da furti avvenuti presso qualche deposito segreto, nelle Filippine ma non solo. Negli ultimi decenni, personaggi come i Bush, padre e figlio, Bill Clinton, Dick Cheney e Tony Blair sarebbero stati coinvolti, insieme a molti altri, in queste enormi frodi.
Questa sarebbe dunque la vera storia delle guerre dei secoli XX e XXI, dagli interventi in Estremo Oriente negli anni '60 e '70, a quelli in America Latina e America Centrale negli anni ‘70 e ’80.
Anch’essi erano per l'oro e altri asset dei Collateral Accounts.
Stesso discorso per quanto riguarda la seconda guerra mondiale; la distruzione della Germania era per l'oro. Ma le stesse forze dell'Asse, apparentemente, andarono a caccia di questi tesori nelle Filippine.
La Russia e lo Zar? Per l’oro.
La Corea? Per gli asset dei Collateral Accounts.
E sempre questo è ciò che oggi continua ad alimentare il caos in Medio Oriente, la distruzione e le stragi.
Iran, Libia, Iraq, Siria, Turchia; il domino di Paesi del Medio Oriente ha continuato fino a quando la Russia si è messa di traverso come la storia recente ha mostrato; il governo russo, assieme ad altri Paesi, in primis gli aderenti ai BRICS, sta, infatti, lavorando per la creazione di un nuovo sistema finanziario internazionale equilibrato e benefico per tutti i Paesi, garantito dall'oro.
Come si è detto sopra, il responsabile legale, proprietario e arbitro degli asset di garanzia della linea di credito globale, l’International Treasury Controller (ITC), è stato nominato dalla ‘gerarchia’ che rappresenta le famiglie reali del mondo al fine di sostenere la valuta di ogni nazione del pianeta con l'oro necessario per collegare le valute delle nazioni al nuovo sistema finanziario sostenuto dall’oro mondiale. Ciò in realtà sarebbe dovuto già accadere secondo gli accordi di Bretton Woods, o meglio secondo alcuni trattati segreti paralleli a quello ufficiale.
Ma non avvenne a causa delle manipolazioni degli Alleati (USA, UK e Francia).
Tuttavia all’ITC, vale a dire al Dr Ray C. Dam, discendente della famiglia reale cambogiana e con esperienza finanziaria maturata in varie banche centrali, nonché in precedenza firmatario dell'oro per i G7 (ed al precedente M1, Ferdinand Marcos, che svolgeva in sostanza il ruolo svolto dal '95 dall'ITC), non è mai stato permesso di svolgere il suo ruolo a causa degli ostacoli frapposti dal governo americano e dai suoi agenti e alleati, i quali hanno sempre fatto di tutto per eliminare gli uomini chiave del sistema.
JFKWHP AR6536 DSi pensi a Sukarno, che fece un accordo con Kennedy, proprio pochi giorni prima della morte di quest'ultimo, per la creazione di un dollaro sovrano e non targato FED, garantito da una parte di asset (oro) dei Collateral Accounts custoditi in Indonesia; accordo, ovviamente, mai attuato dal successivo governo americano. Fu anzi il vicepresidente Lyndon Johnson, divenuto improvvisamente presidente alla morte di Kennedy, ancora nel suo hotel di Houston, ad annullare quell'accordo (Green Hilton Treaty, 1963), revocando i relativi Presidential Executive Order. Così facendo, il Governo americano fu in grado di ritirare dalla circolazione quelle banconote da 1 e 2 dollari della nuova valuta (garantita dall'oro) che già erano state messe in circolazione, ed impedire l'emissione dei tagli da 5, 10, 20, 50 e 100 dollari.
Successivamente gli americani, per creare confusione, fecero circolare varie copie false di tale accordo.
Non migliore sorte toccò a Ferdinand Marcos, precedente M1, che, dopo essere stato deposto da presidente delle Filippine nel 1986 per intervento degli americani, morì ‘esiliato’ in un ospedale hawaiano tre anni dopo. Egli fece tuttavia in tempo, nel dicembre dell'88, a ‘passare il testimone’ di M1 (e relativo Anello Alpha-Omega) ad una persona stimata, a livello internazionale, che tuttora lo detiene.
Ma del quale alle nostre fonti non è stato consentito rivelare il nome.
Anche il primo ITC, Dr. Ray C. Dam, in carica dal 1995 al 2011, venne messo fuori gioco, come i precedenti, da operazioni della CIA deviata. E nel maggio 2012 le famiglie reali hanno nominato un nuovo ITC, il cui nome non è dato sapere.
Le Forze Alleate vincitrici della seconda guerra mondiale, americani in primis, avrebbero dunque utilizzato costantemente questi asset internazionali per i propri fini egoistici, al fine di soggiogare popoli ed invadere nazioni, come la storia recente dimostra ampiamente.
Quello che non è noto neppure agli addetti ai lavori è la magnitudo di quest’azione di rapina cui bisogna dedicare una speciale attenzione.
All'insaputa anche degli addetti ai lavori, il Controller avrebbe giurisdizione legale sulla Federal Reserve, sull’FMI, sulla Banca Mondiale, sulla Banca dei regolamenti internazionali, e su ogni altra banca che fa parte dei 250 maggiori istituti bancari del mondo, dato che ognuna di esse detiene in deposito asset dei Collateral Accounts. E per trattati internazionali, per quanto riguarda i Collateral Accounts, l'ITC/OITC e la relativa giurisdizione hanno precedenza su - e stanno ‘sopra’ - ogni altra entità nazionale o internazionale.
Si tratterebbe – sempre secondo le fonti indicate - della legge suprema del pianeta.
Ma ritorniamo ai conti mirror e al meccanismo della gigantesca truffa che ci riporta ai Panama Papers.
Ora, gli interessi di tali conti – si tratta d’importi di miliardi di dollari - si accumulano su ‘conti fantasma’ aperti presso le 250 più importanti banche in vari Paesi a nome di capi di governo, ministri e capi di Stato e vengono utilizzati per finanziare rivoluzioni, guerre e via dicendo.
La banca ricevente dunque apre conti offshore segreti Panama style in modo da comprare capi di Stato, di governo, i loro agenti e alleati, facendo così in modo che i beni dei loro Paesi possano venir depredati dall’organizzazione, che alcuni chiamano Cabala (the Cabal), con esplicito riferimento all'origine di molti membri delle famiglie di banchieri internazionali.
Gruppi mercenari e agenzie d’intelligence vengono finanziati dai ‘conti fantasma’ loro intestati per organizzare rivoluzioni colorate, guerre civili, genocidi etc.
Ogni Paese che viene aggredito dagli agenti statunitensi finanziati dai Collateral Accounts rubati viene finanziariamente violentato, dominato, controllato e derubato di tutte le risorse naturali.
Ukraine gold 680x365E, come ad esempio è avvenuto recentemente in Ucraina, vengono sottratte al Paese le riserve auree.
O, come è accaduto in Libia, dove le risorse per armare i mercenari provenivano da tali risorse rapinate e, una volta invaso il Paese, è stato anche saccheggiato dell’oro depositato nella locale Banca centrale.
L’oro libico è stato portato via dal Paese, rifuso e rivenduto a Wall Street, mentre i profitti sono stati utilizzati per altri complotti, stragi e saccheggi di nazioni e popoli.
Il conto di deposito principale cui è collegato il ‘conto fantasma’ non viene toccato e può essere ritrasferito in qualsiasi momento al conto principale. Ciò che viene sottratto ai Collateral Accounts sono tuttavia miliardi di dollari di interessi che non vengono accreditati al legittimo titolare del conto principale.
Il trasferimento di questi fondi avviene sia Bank to Bank, che attraverso meccanismi perversi, estranei al meccanismo Swift internazionale, quali il cosiddetto Server to Server, meccanismo illegale ma conosciuto in certe banche internazionali attraverso il quale certi ambienti ‘deviati’, con la compiacenza di banchieri e/o bancari corrotti, cercano di ‘scaricare’ fondi senza lasciarne traccia nel sistema Swift. Tutto illegale, naturalmente, ma purtroppo a tutt’oggi utilizzato per derubare fondi dei Collateral Accounts. O anche, a volte, per trasferire denaro non pulito.
Ora questo sistema di controllo globale – fino a pochissimo tempo fa totalmente Top Secret, inizia a venire a galla.
Numerosi politici di tutto il mondo – funzionali alla strategia di dominio mondiale americana – vengono comprati e controllati in questo modo.
E, per non far emergere questa realtà di fatto, il denaro dei Collateral Accounts viene utilizzato ampiamente per controllare i mainstream media a livello globale.
Quanto sopra fa chiaramente capire che nel caso dei Panama Papers et similia non si tratta solo di evitare le tasse, bensì di una manovra intesa a controllare le attività di élite nazionali da parte del proprietario transnazionale del denaro, pertanto uno stratagemma per controllare le élite nazionali stesse.
Ora è altamente probabile che nel contesto di lotte di potere tra le piramidi più oscure delle congreghe che gestiscono le politiche e le strategie mondiali una fazione – quella collegata all’impero americano - abbia cercato di dare un avvertimento alle altre fazioni facendo emergere elementi – attraverso i Panama Papers – atti a creare difficoltà a certi Stati e a certi personaggi, tra i quali in particolare a Putin, che sarebbe a conoscenza della colossale rapina di 75.000 tonnellate d’oro appartenenti ai Collateral Accounts, depositate sino al 1913 in Russia e prestate agli USA dal suo custode, lo Zar, e mai restituite.
La storia finanziaria degli Stati Uniti d'America, sin dalla sua creazione - 240 anni fa circa - non è in realtà mai stata rose e fiori. Un Paese che, da allora, è caduto in recessione una cinquantina di volte, numerose volte in bancarotta, e ripetutamente supportato per riprendersi dalla comunità internazionale. Non solo nel 1913, come detto, ma anche negli anni '30 la comunità internazionale, attraverso i Collateral Accounts, venne in supporto degli USA in seguito all'ennesimo default, prestando dell'altro oro. L'oro accumulato in patria dal Governo americano, attraverso l'Executive Order 6102 del 1933 e il Gold Reserve Act del 1934, fu infatti sufficiente a ripagare solo il 10% circa dei debiti degli USA.
Obama WarmongerTuttavia oggi la comunità internazionale non ha alcuna intenzione di venire ancora in supporto agli americani, la cui disciplina finanziaria è solo peggiorata dagli anni '30, causando enormi frodi internazionali, come accennato in questo articolo.
Gli americani stanno cercando di nascondere il default già raggiunto, attraverso continui aumenti del debt ceiling legale, che nel maggio 2013 fu portato a 16,699 T (trilioni) di dollari, giungendo anche a sospendere tale tetto massimo del debito americano, con l'ultima sospensione risalente all'ottobre 2015 e che rimarrà in vigore fino a marzo 2017.
Ad oggi, il debito americano ha superato i 19 trilioni di dollari e continua ad aumentare.
Come si è detto, vi sono segreti, al vertice delle piramidi di potere mondiali, di cui probabilmente non verremo mai a conoscenza.
Ma ve ne sono altri che, per qualche motivo, volontario o meno, a volte vengono lasciati trapelare.
Nelle classificazioni dell'intelligence internazionale, vi sono non solo questioni classificate Top secret, ma ve ne sono altre superiori - sia nazionali che internazionali - chiamate Above top secret che, magari, sono note ad un manipolo di persone.
key Edit 2 1080x668 cO, addirittura, questioni che non dovranno mai essere rivelate, nemmeno fra secoli, le cosiddette questioni Shrouded/cloaked in secrecy.
Termini, questi, a quanto pare, realmente utilizzati al vertice.
Ma forse di questi tempi qualche spiraglio si sta aprendo, qualche velo che separa i comuni mortali dalle alte sfere che governano il mondo sta cadendo.
Se è così, e ce lo auguriamo, potremmo vederne delle belle nel prossimo futuro...


giovedì 1 dicembre 2016

Quando noi fascisti eretici incontrammo Castro nel 1956 LA STORIA

 

di F.Cardini

Un articolo in forma epistolare di Franco Cardini a Fidel Castro: una riflessione sull’attenzione dei fascisti nel novecento per l’esperienza cubana e una analisi sulla statura del leader della rivoluzione del 26 luglio
Carissimo,
poche righe, perché di più sarebbero troppe.
Ho stentato a credere che anche Tu fossi mortale. Ormai ci eravamo abituati alla tua presenza lontana e smagrita, alla tua lunga vita che giorno dopo giorno sembrava non finire mai.
Accompagnavi la mia vita da tanto tempo, dalla fine degli Anni Cinquanta. T’incontrai, anzi T’incontrammo, più di mezzo secolo fa: allora eravamo uno sparuto gruppo di eversivi in cerca di una via. 
Alcuni cattolici, altri atei ostentatamente e poco convintamente tali o neopagani immaginari: il comunismo sovietico non ci piaceva, l’Occidente liberaldemocratico non ci soddisfaceva. 
Ma c’era la “guerra fredda”, che confondeva i contorni di qualunque verità e che impediva di valutar correttamente quanto stava accadendo nel mondo. 
Oscuramente, comprendevamo che l’ostilità delle due superpotenze nascondeva un inganno: ch’era la maschera di una sorda e cupa complicità, il trucco per mantenere l’egemonia del mondo attraverso una brutale partnership. 
 Era stato l’autunno del fatidico 1956, esattamente cinquant’anni fa, a strapparci la benda dagli occhi: per quanto non ci fossimo ancora abituati alla luce. 
 La crisi di Suez e la rivolta ungherese, quasi contemporanee, ci avevano fatto capire che non solo all’ovest, ma nemmeno all’est ci sarebbe mai stato niente di nuovo perché Washington e Mosca, mimando la loro irremissibile inimicizia, si sostenevano in realtà a vicenda. 
Cercavamo una nuova strada: credemmo d’intravederla nell’ipotesi che nascessero terze vie, terze forze. 
De Gaulle, in qualche modo, ci aveva indicato un cammino possibile: quello che avrebbe potuto condurre verso un’Europa libera e unita. 
Il fronte dei “non-allineati”, che andava da Nasser a Tito a Nehru, sembrava il primo passo d’una risposta innovatrice sul piano dell’equilibrio del mondo. 
Comprendevamo che il genere umano aveva fame di libertà, ma anche che essa non coincideva necessariamente con quella offerta e ostentata dal cosiddetto “Mondo Libero”; e, nonostante allora quasi per niente se ne parlasse, quel che cominciava ad accadere – o che accadeva da tempo: ma i media tacevano…– 
dall’Africa all’America latina mostrava che la sua fame non era soltanto di libertà politica, era anche fame vera, quella nel senso primario del termine, la fame di cui parla il grande Knut Hamsun in un suo libro celebre. 
Cominciavamo, in ritardo, a comprendere la lezione delle “quattro Libertà”, e che a quelle “di” non possono non accompagnarsi quelle “da”. 
Libertà dalla fame, libertà dal bisogno, libertà dalla paura.
Ne facemmo di gaffes; ne prendemmo di granchi. 
Arrivammo a tifare per l’OAS contro i patrioti algerini, per il Congo di Ciombe e dell’Union Minière (ci piaceva la romantica disperazione dei mercenari ch’essa arruolava), per il Sudafrica dell’Apartheid. 
Scorgevamo con lucidità le contraddizioni e le ipocrisie di quella che allora veniva definita la “decolonizzazione”, ma pensavamo che l’Europa, senza il dominio dell’Africa, non sarebbe sopravvissuta (senza nemmeno poter immaginare la durezza e la ferocia con la quale le lobbies occidentali stavano preparando una ricolonizzazione di quel continente ben più infame dei vecchi modelli coloniali).
Ma qualcosa nel mondo stava cambiando. Non capimmo nemmeno quel che succedeva nella Chiesa, tra Vaticano II e “teologi della Liberazione” in America latina; eppure la crisi dei missili sovietici a Cuba, la guerra nel Vietnam che ci obbligava – all’inizio controvoglia – a prender giorno dietro giorno le parti dei Vietcong, il joli mai a Parigi e altrove, la “Primavera di Praga” e i magic bus verso Kabul, la morte del “Che” Guevara e la nascita del suo mito (Aprendimos a quererte…) ci andavano insegnando che il ventre del vecchio mondo, quello fondato con la nefasta “Conferenza di Parigi” del 1919-20 e  ribadito un quarto di secolo più tardi dai trattati di Yalta che sancivano la spartizione del pianeta e l’impossibilità della costruzione di un’Europa unita, stava ormai scoppiando per partorire qualcos’altro, Messia o Anticristo che fosse.

Ti abbiamo amato, Ti abbiamo seguito. Non come Ti amava e Ti seguiva la maggior parte dei tuoi sostenitori. 
Conoscevamo almeno in parte i Tuoi errori e anche i tuoi crimini. 
Eppure comprendevamo che, al di là delle forme totalitarie e feroci, sotto certi aspetti perfino démodées del tuo regime, la tua era  un’Isola di Libertà che resisteva, senza piegarsi per quanto sottoposta a un embargo disumano. 
 Un’isola di pescatori e di agricoltori, che produceva solo zucchero, rhum, tabacco e bella musica. L’isola che Ernest Hemingway ci aveva descritto in quel capolavoro inimitabile ch’è Il vecchio e il mare.  
L’isola che aveva umiliato la superpotenza, ne aveva fermato l’arroganza sulla spiaggia della Baia dei Porci e da equivoco “paradiso” del gioco d’azzardo e dei bordelli si era trasformata in un austero laboratorio politico. 
L’isola nella quale si viveva al limite della sopravvivenza e dove tuttavia si andava costruendo un sistema sanitario sociale modello per tutto il mondo; dove l’istruzione era diventata il primo capitolo del bilancio statale e i laureati in buone università erano più numerosi che altrove. 
Per mezzo secolo Cuba, che non aveva petrolio, ha esportato in tutta l’America latina medici e insegnanti. Non ci è mai del tutto piaciuto, il Tuo regime: ma non siamo caduti nella trappola tesaci dalle caricature di esso, come quella che Hitchcock ha proposto nel film Topaz. 

Perseguitavi la Chiesa, e ciò non ci piaceva per quanto sapessimo che, in tutta l’America latina, la gerarchia cattolica si era spesso messa al servizio di pessime cause. 
Ma Tu eri stato educato dalla Compagnia di Gesù, e Ignazio di Loyola aveva ragione quando affermava “Datemi un bambino, e sarà di Cristo per sempre”. 
Lo intuimmo quando Ti presentasti dinanzi a Giovanni Paolo II senza vestir né la tuta color oliva del guerrigliero, né la ridicola divisa di taglio sovietico da generalissimo di un piccolo esercito, ma impacciato in un modesto abito blu da prima comunione, timido come uno scolaretto: eppure, dinanzi a quel papa meraviglioso e terribile, rivendicasti la dignità della Tua esperienza, la Tua isola di ospedali che funzionano e di scuole dove finalmente i poveri avevano potuto studiare.  
Ti abbiamo visto poi, con Benedetto XVI e con papa Francesco. E ci siamo chiesti che cosa davvero pensavi, che cosa davvero credevi o eri tornato a credere.
Stamattina, Comandante, ero nella “mia” Bari, una città che amo. Sono andato alla prima messa nella basilica di San Nicola, splendida dopo l’ultimo restauro. 
Ho pregato per Te; forse – ebbene, sì – ho pianto. 
Credo di conoscere almeno in parte il fardello di peccati che Ti sei portato dietro; e ho pregato Dio di dimostrarTi che la Sua misericordia è infinitamente più grande del grosso paniere di delitti che Tu hai umilmente deposto ai Suoi piedi. Più tardi, dinanzi a un teatro Petruzzelli inverosimilmente gremito, nel quale mi apprestavo a parlare – e di che cos’altro sennò? – di Federico II e di Castel del Monte, non ho potuto fare a meno di dedicare qualche parola alla Tua memoria: e ho sentito che la mia voce s’incrinava per la  commozione.  
Temevo il gelo, mi aspettavo la protesta. E’ arrivata quasi una standing ovation. 

Qualche ora dopo, all’aeroporto di Fiumicino, mi hanno colpito il titolo e il sottotitolo ignobili di un giornalaccio che un tempo – quand’era ben altra cosa – ho amato e sul quale ho a lungo scritto: Morto Fidel Castro. CUBA LIBRE. Dittatore sanguinario molto amato dai salotti della sinistra italiana. Con lui si spegne finalmente l’incubo del comunismo. 
Beh, io non so se esistano ancora i “salotti della sinistra italiana”: certo è che io non ci ho mai messo piede e me ne vanto. 
Quanto all’”incubo del comunismo”, mi sembra che oggi se ne stiano profilando altri ancora peggiori: e forse hanno ragione coloro i quali dubitano che il comunismo sia scomparso dalla faccia della terra o quasi proprio quando si cominciava a sentirne sul serio il bisogno.
Ho superato la ripugnanza che mi procurava l’idea di regalare un euro e mezzo alla cricca che gestisce quel tal giornalaccio e me ne sono portato a casa una copia: a futura memoria. 
E lì mi sono imbattuto nell’articolo “di fondo”, L’Isola che non c’è. I castristi ciechi di casa nostra, che ho cominciato a leggere con dolore e con imbarazzo: perché è firmato da un mio caro e fraterno amico, un giornalista di gran razza e uno dei migliori “scrittori di viaggi” che abbiamo in Italia. Alludo a Stenio Solinas. 
In verità, l’articolo è un’analisi di un vecchio e famoso libro di Saverio Tutino che si chiude sul “falò delle vanità e delle illusioni”. 
Solinas è più giovane di me, ma abbiamo condiviso molte idee e molte amicizie; capisco che il suo mestiere ha delle regole, e sono a mia volta abbastanza giornalista sia pur solo pubblicista – sono uno dei pochi in regola con i versamenti all’INPGI – per rendermi conto che scrivere su un giornale è cosa che assoggetta volenti o nolenti a certe regole. Credo di conoscere abbastanza bene Stenio per sapere che egli non si trova d’accordo con molte idee sostenute dalla testata sotto la quale egli scrive: e lo dimostra in quanto di solito si limita a corrispondenze di viaggio, sempre molto belle. Temo che lo scrivere di Castro, e immediatamente dopo la sua scomparsa, sia stato un piccolo rospo che egli ha dovuto mandar giù: e lo ha fatto con eleganza, magari dicendo perfino alcune cose che pensa, ma forse tacendone altre. Ma non credo che ci siamo reciprocamente allontanati al punto che la morte di Fidel ci abbia indotti a reazioni tanto lontane da come si potrebbe giudicare dal suo articolo e dalle mie parole. La realtà è sempre molto più complessa di quel che sembra.
E ora, Comandante, mi accomiato da Te. 
Forse avresti meritato un Lorca o un Neruda per dedicarTi un llanto adeguato alla Tua immagine.  
Le mie sono parole di un vecchio che si rende conto che, con Te, muore un’epoca: che si va spegnendo un tempo, il Tuo, ch’è stato anche il suo. 
Con Te – ha ragione Solinas – muoiono molte illusioni. 
E Ti sopravvivono molte realtà atroci e infami, contro le quali hai lottato per tutta la vita. Perché, come diceva una vecchia canzone dei tuoi miliziani, l’inno in onore di Ho Chi Minh,
“La dignitad del hombre es – más alta que el pan – más alta que la gloria – más más alta que la propria supervivencia”.
A questo hai creduto per tutta la vita: anche se ti è accaduto spesso, nelle tue prigioni, di contravvenire a quello in cui credevi. Ma i Tuoi avversari che adesso si preparano a tornare da Miami nella Tua isola sperando di ridurla di nuovo a un paradiso di bische e di bordelli, quelli che con l’indecente senatore Rubio hanno ballato una danza indecente d’insulti sul Tuo cadavere, resteranno spero delusi. Non troveranno più ad aspettarli la massa di miserabili derelitti che hanno lasciato sull’isola quando sono fuggiti nel continente portandosi dietro quel che potevano del frutto delle loro ruberie. Troveranno un popolo di gente povera ma dignitosa, gente che è andata a scuola e che sa benissimo chi sono loro e come vanno trattati. Intendiamoci: non parlo qui dei tanti Tuoi oppositori leali e coraggiosi, quelli che Tu hai fatto imprigionare, torturare e ammazzare come da che mondo e mondo hanno sempre fatto i Tuoi colleghi (taluni oggi onorati con targhe e monumenti nel Mondo Libero). Parlo dei mestatori, dei profittatori, dei corruttori/corrotti che fuggirono dall’isola proclamando di cercare la Libertà laddove stavano cercando, invece, solo l’impunità dai loro innumerevoli volgari crimini. 
Adesso, nel team del presidente Trump, è attivo l’avvocato Mauricio Claver-Carone, nato a Miami nel 1975 e attivissimo “leader-emergente” degli ambienti cubano-statunitensi contrari a eliminare l’embargo a Cuba e tutte le concessioni che dal 2014 l’ormai già rimpianto presidente Obama (che i deputati repubblicani USA hanno “diffidato” dal partecipare all’Avana al Tuo funerale) aveva fatto a Cuba dal 2014 in deroga agli aspetti più odiosi dell’embargo stesso (quelli che riguardavano i medicinali e i prodotti alimentari). Trump, che si avvale anche dell’appoggio del periodico del KKK, “The Crusader”, che si avvale della collaborazione del generale Flynn, il quale ha cofirmato il libro The field of fight col noto intellettuale di punta della destra statunitense, Michael Ledeen, già sostenitore dell’aggressione all’Afghanistan del 2001 e di quella all’Iraq del 2003, a sistemato a capo della CIA tale Mike Pompeo, nome e aspetto fisico da mafioso ma dotato di idee ancora peggiori, il quale milita apertamente contro la chiusura del carcere di Guantanamo ed è ben deciso a ostacolare qualunque intesa con l’Iran; nuovo ministro della Giustizia sarà Jeff Sessions, fautore della lotta senza quartiere ai clandestini, che a quelli del KKK, del resto da lui definiti “bravi ragazzi”, rimprovera solo il consumo della marijuana. In che mondo ci hai lasciati, Comandante?
Del resto, non sei morto da vincitore. Non avevi concluso la Tua opera, che probabilmente non Ti sopravviverà. 
Poi, la storia dei vincitori ti coprirà forse di contumelie e ti piazzerà a forza nella galleria dei mostri da sbattere in prima pagina, quelli che servono a nascondere sempre dietro la loro ombra gigantesca le brutture del mondo squallidamente privo di giustizia e di misericordia che non Tu, bensì i Tuoi nemici hanno contribuito a edificare fondandovi i loro grassi, immondi profitti. 
Non so se la Storia, quella vera, Ti renderà mai davvero giustizia. Non so a dire il vero nemmeno se esista, quella Storia.
Ma io Ti ringrazio. Per quello che mi ha insegnato e per le cose che mi hai fatto sperare. Non per i Tuoi fallimenti e la Tua tirannia, ma per il Tuo sogno di un Domani più giusto e per la gente ai quali i Tuoi ospedali hanno salvato gratuitamente la vita mentre altrove, nel Mondo Libero delle Mirabili Sorti e Progressive, si lasciano morire gli ammalati privi di carta di credito in regola e si gioisce ogni volta che un gommone carico di disgraziati si rovescia nel Mediterraneo e il suo contenuto di sofferenze cala a picco.  
La Tua dittatura è stata ben più accettabile e dignitosa di quella delle Banche, delle Borse e dei media ad esse asserviti.

Ora, riposa in pace. Che Nostra Signora del Cobre e Santiago Ti proteggano, Tu che sei cubano e gallego. Che siano loro ad accompagnarTi dinanzi al Trono di Dio e a pregare per Te.  
Hasta siempre, Comandante.
Di Franco Cardini