giovedì 10 giugno 2010

Perchè non sono democratico - Alessandro Mezzano


Nel rispetto di sentire sempre tutte le "campane".

Articolo di Alessandro Mezzano

La democrazia, così come oggi é intesa come espressione del suffragio universale, é un concetto abbastanza recente che non fa parte della tradizione della cultura occidentale.

Non c'era democrazia a Roma antica né in Repubblica dove il potere era nelle mani del senato che a sua volta era composto da membri delle famiglie maggiorenti, né nell'Impero dove tutto il potere era nelle mani dell’imperatore ( che solo nel tardo impero era a volte eletto da una ristretta cerchia del potere politico, militare o addirittura dai pretoriani ).

Non c’era democrazia nel sacro Romano Impero.

Non c’era democrazia nei successivi regni barbarici del medio evo, né nelle “Signorie” e neppure nei “Comuni” rinascimentali dove solo le famiglie dei maggiorenti decidevano le
questioni importanti.

Non ci fu democrazia nemmeno nelle recenti monarchie che dominarono la Francia prima e dopo la rivoluzione o in quelle che dominarono l’Europa come l’Asburgica.

La stessa democrazia Inglese che sempre viene citata come esempio in tutti i discorsi sul tema, oltre ad essere stata applicata tardivamente ( dopo il 1650 con la restaurazione monarchica di Carlo II° e solo nel 1707, con l’unione dei parlamenti Inglese e Scozzese ) era semplicemente una costituzione parlamentare che non prevedeva assolutamente il suffragio universale.

E la democrazia della Grecia antica?

Questa è forse una delle poche forme di democrazia ( altre forme simili si trovano nell’America prima della conquista dei bianchi “..si tratta dell’alleanza Haudenosaunee che si strinse fra i cinque popoli Irochesi presenti in quello che oggi è conosciuta come la regione dei grandi laghi nel Nordamerica.

Le Nazioni/Popoli in questione sono i Cayuga, gli Onondaga, gli Oneida, i Mohawk e i Seneca. Con l'aggiunta alla confederazione della nazione/popolo Tuscarora l’alleanza prenderà il nome “delle sei nazioni”. Non fu l’unica nel Nordamerica, conosciute sono anche la lega degli Duroni (appartenenti alla famiglia linguistica/ etnica Irochena) e l’unione del Creek…” tratto da Da Wikipedia n.d.r. ) ma tale democrazia “diretta” era applicata ed applicabile solo nelle piccole “Polis”, le Città-Stato dove i rapporti umani, sociali e politici erano molto diversi da quelli che vigono in un grande Stato.

Per di più, anche in questo caso si trattava in effetti più dell’assenza di un potere centrato
su di una sola persona che non di una vera e propria democrazia a suffragio universale.

Era piuttosto una oligarchia meritocratica che non una democrazia a suffragio universale.

Solamente dopo la rivoluzione francese, con l’affermarsi delle Charles Maurice de Tayllerand

Idee dell’Illuminismo, prese piede il concetto di “Egalité” che è alla base della moderna democrazia e tale concetto prosperò soprattutto in America (sempre da là ci vengono tutti i nostri guai..!) da dove ci venne portata sulla punta delle baionette con la sconfitta dell’Asse e la vittoria del liberalcapitalismonel 1945!

Quanto poi all’altra componente della tradizione culturale dell’Occidente e cioè della Chiesa Cattolica, in essa la democrazia non è mai esistita anche perché, essendo la chiesa una emanazione del potere divino che è per definizione assoluto, non potrebbe mai essere governata secondo i parametri di maggioranza e minoranza, tant’è che il Papa è rimasto l’unico monarca assoluto dell’era moderna.

Fino a qui la storia, tanto per non cadere nell’equivoco dei predicatori della democrazia che ne fanno, falsamente, una delle tradizioni della cultura e della storia occidentali.

Ma vediamo ora gli aspetti più pratici e le basi concrete su cui è basata la democrazia moderna.

Teoricamente, secondo lo stesso significato semantico della parola, Democrazia (da Demos e Kratos, Popolo e Comando ) sarebbe il “Governo del popolo” e cioè uno Stato nel quale tutte le decisioni importanti che riguardano la vita dei Cittadini e l’avvenire del Paese sono prese dai Cittadini nel loro insieme.

Posto che trattandosi di decisioni che sono importanti e che riguardano tutti sarebbe auspicabile che esse fossero le più logiche, intelligenti e convenienti possibile, vediamo se il sistema democratico permette che ciò avvenga.

Ora, se consideriamo semplicemente la legge di natura, giusta o ingiusta, ma inequivocabile, vediamo che in natura la qualità e SEMPRE inversamente proporzionale alla quantità.

Se noi esaminiamo un qualsiasi campione statistico quantitativamente significativo, per esempio considerando la folla che assiepa uno stadio sportivo, su 50.000 persone troveremo 5 o 6 geni, qualche centinaio di persone molto intelligenti e preparate, alcune migliaia di persone di media cultura e di buon senso, ma inevitabilmente la maggioranza sarà costituita da persone di intelligenza mediocre e di cultura e preparazione scarse.

Ebbene, in democrazia, in ragione dei numeri, saranno le persone di intelligenza mediocre e di cultura e preparazione scarse a decidere delle questioni importanti del Paese ed a determinare il futuro della Nazione.

Vi pare sensato?

E soprattutto, vi pare che sia conveniente agli interessi generali?

Se poi ci si viene a dire che la democrazia moderna è rappresentativa, in buona sostanza ci si dice che il potere decisionale vero è devoluto a quei pochi furbi ( e spesso non troppo onesti come le cronache ci stanno a ricordare ogni giorno ) che riescono a suggestionare quella maggioranza di intelligenza mediocre e di cultura e preparazione scarse ( e quindi facilmente ingannabile) che darà a loro il potere con la delega!

Si può quindi parlare di cricca, di furbocrazia, di oligarchia di affari, di governodei gruppi di interessi, ma certamente non di democrazia..!!

In altra sede si potrà discutere se e come sia possibile una forma di governo e di Stato che sfugga ai limiti negativi della democrazia, ma qui ci premeva dimostrare quanto in tema e cioè che la democrazia non è una buona forma di governo !

Charles Maurice de Talleyrand- Périgord insigne ed intelligentissimo uomo politico del 700 Francese che sopravvisse ai vari regimi diceva:” La democrazia è l’arte di contare i nasi e non i cervelli”.


--> -->
Alessandro Mezzano
Tratto da: http://www.corrierecaraibi.com/PDF/FS-413-Perche-non-sono-democratico.pdf

Aggiunto da SOCIALE
https://www.facebook.com/video.php?v=10202222374831645&set=vb.1558114287&type=2&theater


7 commenti:

  1. D'accordo sul fatto che non ci fu democrazia a Roma e anche quella ateniese non era una democrazia vera (almeno per come la intendiamo oggi). La democrazia è ( demone affermato nel mio post) un progetto di libertà ed eguaglianza, dove, per eguaglianza, non si deve intendere (come taluni detrattori spesso tendono maliziosamente a rimarcare) la naturale differenza degli uomini, ma la sostanziale condizione di parità di questi ultimi di fronte alla legge.
    http://scleramenti.blogspot.it/2012/10/la-salute-della-democrazia.html

    RispondiElimina
  2. .
    Quale legge ?
    La legge se la scrive il più forte.

    Un esempio: nessuno se ne è asccorto che la nostra costituzione data da quasi tutti per perfetta, invece perfetta non è ma autenticamente massonica.
    Del resto se è stata la massoneria artefice del dell'8 settembre '43, per non dire dell'unità d'Italia, come potevano costoro non farsi la loro legge ?
    http://pocobello.blogspot.it/2010/12/costituzione-diritto-al-lavoro-e.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, durante il fascismo la legge la scriveva il più forte: il parlamento fu espropriato ed esautorato attraverso l'esercizio della dittatura, mentre in democrazia ciò non avviene. Altro è stabilire la bontà di una legge... Se poi si vuole rivoltare la frittata a proprio comodo senza tener conto non solo delle parole ma anche della loro carenza logica, allora è un altro conto.
      Cordialmente.

      Elimina
  3. Caro Pier Luigi hai interpretato male, malissimo "il più forte".
    Il più forte sono i banchieri e le grandi lobby.
    Il fascismo non fu una dittatura ma un governo autoritario. Fu una rivoluzione incruenta a differenza delle vere dittature.
    E poi perchè si dimentica che il fascismo era alle dipendenze della monarchia che non viene mai tirata in causa ?
    Ma come si fa sapendo che il fascismo che partì con un consenso del 67%, dopo la marcia su Roma, alla prima elezione poi proseguì con uno stabile e convinto consenso intorno al 97/99% ?
    La eliminazaione dei partiti non significa dittatura perchè i partiti, ed oggi ne abbiamo consapevolezza, non rispondono al popolo ma solo a loro stessi essendo una espressione del volere popolare che si può ottenere meglio in altri modi come attraverso le categorie.
    In democrazia, che poi è sempre quella liberista, avviene di peggio perchè questa si è una vera dittatura anche se subdola, invisibile,silente ed impalpabile perchè ti priva dell'unico modo di avere dignità civile: il lavoro. Mentre il fascismo fa di tutto tramite la socializzazione dell'economia di fartelo tenere come strumento da privilegiato.

    RispondiElimina
  4. Caro Antonio, qui non è in discussione chi sia il più forte... ( poiché il più forte varia col variare delle epoche)
    Ma quale deve essere il sistema per eliminare il più possibile la prevaricazione. L'uguaglianza di fronte alla legge, essendo un elemento impersonale, è la sola cosa che conta e che deve esser rispettata. Quando questa manca tutto va a farsi benedire. L'ho scritto a chiare lettere nel post è la divaricazione fra democrazia formale e democrazia sostanziale.
    Il fascismo fu foraggiato dalle Banche ( in particolare da quelle meneghine), fu al servizio dei più forti (gli agrari e i grandi gruppi industriali, lobbies appunto). Ciò non toglie che abbia fatto delle buone cose, se non altro per aumentare il consenso e garantire la pace sociale. Ma quando vengono lesi i diritti individuali, quando il singolo individuo non solo non ha la forza ma nemmeno l'appoggio della Legge allora nulla è possibile.
    Evidentemente non hai letto il mio post e nemmeno ti interessa farlo, dato che hai già la soluzione in tasca.
    Adieu

    RispondiElimina
  5. .
    Caro Pier Luigi è vero che il fascismo al suo inizio si trovò con una massoneria finanziaria che lo volle aiutare perchè non poteva puntare su altri. E questo particolare non si inquadra mai nel contesto generale di quegli anni.
    Il chè non significa che il fascismo abbia collaborato con la massoneria ma ha solo saputo sfruttare, come si voleva con il fascismo, l'occasione proprizia.

    RispondiElimina
  6. Sulla Demo (no) crazia sto scrivendo un post ( come promesso) che risponde perfettamente alle questioni poste in campo.
    Il post è articolato. Quidi per dare subito il mio modesto contributo lo metto in rete anche se non ancora ultimato... con la dicitura (work in progress). Spero di leggere i vs. commenti.

    RispondiElimina