giovedì 22 marzo 2018

Sintetica storia del fascismo






di MAURIZIO BAROZZI 


23 MARZO 1919 nasce la più grande rivoluzione dell’epoca contemporanea: il FASCISMO.
Concettualmente il fascismo nasce dalla grande intuizione di Mussolini che il socialismo è possibile edificarlo solo in ambito nazionale, superando l’antitesi sociale destra – sinistra e cointeressando tutte le categorie sociali della nazione comprese quelle combattentistiche.

Ma nacque anche come Fasci di combattimento, in reazione al violento tentativo socialista dell’epoca di ripetere in Italia la rivoluzione bolscevica, bestemmiando la guerra vinta.
E questo fatto costrinse i primi fascisti a scontrarsi in strada con i “rossi” in una vera e propria guerra civile.
 Il biennio rosso- http://pocobello.blogspot.it/2013/05/il-1919-fu-lanno-del-forte-spostamento.html

Fu giocoforza subire il cambiamento dettato da queste contingenze, tanto che già verso la fine del 1920 il fascismo annacquò il suo programma originale di sinistra nazionale spostandosi su posizioni di destra nazionale, visto che gli scontri portavano verso il fascismo molti giovani idealisti e le categorie medie della società.

Venne così annacquato il programma socialista originale, l’avversione verso il vaticano e la tendenza ideale verso una Repubblica.

Questo comporto l’uscita dai fasci di alcuni anarco -sindalisti, alcune componenti futuriste e fiumane, e l’avversione della massoneria del Grande Oriente.

Si da il caso infatti che alla nascita del fascismo in piazza S. Sepolcro, su meno di cento intervenuti, la stragrande maggioranza aveva la tessera massonica.

Questo è spiegabile, non solo in virtù per la fase interventista, ma anche in considerazione che nell’Italia del tempo vi erano prevalenti due grandi componenti culturali, più o meno esplicite: la componente massonica e quella cattolica o legata a vecchie realtà aristocratiche.
Gli spiriti più rivoluzionari e rinnovatori, erano nella componente massonica, ecco perché li ritroviamo sensibili all’appello di Mussolini.

Ma enucleandosi il fascismo quale antitesi anche alla massoneria, in poco tempo molti dovettero decidersi: o con i fascismo o con la massoneria.

Il resto lo conoscete: Mussolini cercò disperatamente di non restare prigioniero della svolta conservatrice che dovette prendere il fascismo, cercò almeno l’intesa con i socialisti moderati e le Confederazioni del lavoro e di scrollarsi di dosso alcune componenti reazionarie: al socialista Silvestri, nel 1923, disse che bisognava sbrigarsi altrimenti non avrebbe più potuto liberarsi dello squadrismo agrario specialmente quello toscano armato, una creatura che avrebbe dovuto strozzare con le sue mani, ma non poteva farlo.

Ma proprio con una manovra più che altro massonica, gli gettarono tra i piedi il cadavere di Matteotti e lo costrinsero a finire nella dittatura conservatrice.

Nonostante questo Mussolini, nel suo ventennio, sia pure conservatore, riuscì a varare Leggi sociali di altissimo valore, al tempo di assoluta primogenitura nel mondo e grandi Opere di carattere popolare. 

Ma fu con la RSI, che il Duce in una Italia purtroppo condizionata dal tradimento e dalla presenza dei tedeschi, ma finalmente libera da influenze nefaste del vaticano, della massoneria e della Confindustria, riuscì a realizzare il PRIMO E UNICO SOCIALISMO nel nostro paese.

Nessuno dimentichi che, nel bene e nel male, il fascismo portò per la prima volta nella storia il popolo tutto nello Stato, attraverso le sue componenti economico, sociali, professionali, arti e mestieri e combattentistiche, uno Stato che inoltre subordinava l’economia e la finanza alle specifiche etiche e politiche.

Non è un caso che il grande capitale plutocratico, in particolare quello dominante di natura finanziaria, fece una lotta spietata al fascismo fino a distruggerlo con la forza delle armi e poi demonizzarlo affinchè non potesse essere pià imitato.

Non il comunismo, ma il fascismo è stato il vero grande nemico del capitalismo; con il comunismo infatti la plutocrazia si ci è alleata, non solo in guerra, ma anche nei decenni successi (Jalta e coesistenza pacifica).

Purtroppo quello che non erano riusciti a fare contro il fascimo i suoi nemici, lo hanno fatto i neofascisti (in particolare l’immondo MSI), i quali esprimendo un genere corrotto e falso di fascismo, in termini reazionari, proprio come lo interpretavano e volevano, i suoi nemici, fece si che, di fatto, il neofascismo fu una variante di destra dell’antifascismo.

L’infame espediente per coartare e fregare i reduci del fascismo repubblicano e socialista, fu quello di farli scontrare con i rossi, accentuando e praticando un anticomunismo viscerale, che oltretutto, consenti ai neofascisti destristi di proporsi zerbino dei nostri colonizzatori statunitensi e Atlantici, tradendo in tal modo persino le esigenze geopolitiche della nazione.

Fuori dal tempo e subdolamente in una Italia del dopoguerra colonizzata economicamente, militarmente e culturalmente dagli statunitensi, i neofascisti si inventarono un pericolo “rosso” a cui far fronte, quando non eravamo più nel 1919, i comunisti del PCI di Togliatti non avevano, non potevano ed essendo socialdemocaticizzati neppure volevano, fare alcuna rivoluzione.

Inoltre lo Stato da difendere nel dopoguerra era lo Stato democratico e antifascista, di una Italia privata di sovranità nazionale, non certo quello vittorioso della Grande Guerra e di una Italia al tempo sufficientemente indipendente.

Tutto questo travisamento operato dal neofascismo, non solo fu vergognoso e tradì la Patria, ma a poco a poco, dagli anni ’60 in avanti, diede forma ad una trasformazione antropologica dei fascisti, creando un tipo umano di “neofascista” conservatore, bigotto, reazionario e qualunquista, oltretutto stupido.
Non c’è altro da dire.

IL FASCISMO RESTA PERDENTE IN GUERRA , MA VITTORIOSO NELLE IDEE, 

L’ANTIFASCISMO VITTORIOSO IN GUERRA NON SOLO PERDE NELLE IDEE, MA HA LETTERALMENTE DISTRUTTO LA SOCIETÀ E L’UOMO. 

IL NEOFASCISMO, INFINE, MUORE NELLA SUA FOGNA STORICA DOVE SI È INFILATO.

Rivoluzione Nazionale e Sociale Europea da cui il più sintetico
“Rivoluzione Europea”.
http://pocobello.blogspot.it/2014/09/mario-consoli-nel-corso-del-xx-secolo.html

14 NOVEMBRE 1943 - SOCIALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA
http://pocobello.blogspot.it/2012/08/a-castelvecchio-si-riunisce-la-prima.html

IL NOSTRO MODELLO ETICO FASCISTA
http://pocobello.blogspot.it/2018/01/il-nostro-modello-etico-fascista.html

Dalla guerra civile alla realtà istituzionale un pacco vuoto.
http://pocobello.blogspot.it/2015/04/un-pacco-vuoto-dalla-guerra-civile-alla.html


1 commento:

  1. Sulla base di cosa affermi che il fascismo era anticapitalista?

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